Una passeggiata a Sassovivo rinfranca lo spirito e rinvigorisce il corpo. E così anche quest’estate gli splendidi boschi che circondano l’Abbazia millenaria sono la meta preferita di tantissimi folignati in cerca di un luogo ameno dove trascorrere qualche ora in serenità.
C’è chi sceglie Sassovivo per la silenziosità del luogo, chi per correre nella lecceta, chi per sfuggire all’afa della città, chi per camminare di buona lena sino alla non lontana Casale (magari in compagnia del proprio cane), chi per fare merenda negli spazi attrezzati e chi per visitare lo stupendo chiostro dell’abbazia che non finirà mai di stupire anche chi lo ha già visto.
E questo è il quadro di una giornata come quella di ieri, dove podisti ed escursionisti si sono alternati a turisti e pellegrini attratti dalla storia di un luogo carico di misticismo. Professionisti, impiegati, sportivi, tanti pensionati: sono questi tra alcuni dei più assidui frequentatori di Sassovivo nel tempo libero, decisi a cogliere la migliore essenza di un patrimonio verde inestimabile. E neppure i “vip“ restano indifferenti al fascino di Sassovivo.
Ieri mattina ad esempio a passeggiare in compagnia della sua fida Lena, anche il vice presidente dell’Ente Giostra della Quintana, l’avvocato Marco Mariani, in tenuta decisamente trekking.
“La lecceta di Sassovivo - sottolinea Luciano Colia, curatore della guida ’I Sentieri delle rocche’ - è la conformazione boschiva più importante del territorio folignate: ci sono lecci plurisecolari d’alto fusto, che rimangono uno dei pochi frammenti sopravvissuti in Umbria. Altre specie presenti sono gli ornelli e i corbezzoli. Ma anche la fauna è ricchissima, proprio per la presenza dei boschi fitti: dallo scoiattolo all’istrice, dalla donnola alla faina. E ancora il picchio verde, il cuculo...“.
Anche se una porzione dell’abbazia deve ancora essere completata nell’ambito di un intervento di recupero che si sta rivelando fin troppo allungato nei tempi, in realtà il complesso - oggi gestito dai religiosi della Comunità di Jesus Charitas - è in buona parte visitabile: oltre al chistro, anche la chiesa e la cripta del Beato Marone ed una parte delle strutture annesse all’antico centro della Cristianità.

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