Non era assolutamente facile piegare un Arezzo pieno di stelle che era sceso all'Enzo Blasone con l'intento di fare un sol boccone dei falchetti, ridotti all'osso da una emergenza infortuni e squalifiche che ne hanno messo a dura propria l'orgoglio.
Eppure, nonostante le assenze che definire pesanti è sicuramente poco, nella squadra di Paolo Indiani è scattata quella molla che ha portato alla grande impresa.
Difesa completamene nuova, con elementi come Bisello Ragno e Fiuzzi che non giocavano da una vita. E centrocampo incerottato, senza dimenticare poi un attacco che si era perso per strada Cesaretti e guidato da un Coresi che nonostante il dolore all'anca è riuscito comunque a lasciare il segno.
Nei momenti duri sono i duri a fare la differenza, sospinti da un De Paula da urlo che si è confermato un lusso per la categoria.
E non solo per i tre gol, tutti di ottima fattura, che hanno allontanato gli spettri maligni del dopo Crotone.
Il Foligno è riuscito a rimettere la testa fuori dalle sabbie mobili di una classifica pazzesca, con il calderone delle pericolanti affollato come non mai.
Ma quando si vincono partite come queste significa che il vento è finalmente cambiato e che all'interno del gruppo c'è finalmente una consapevolezza diversa nei propri mezzi.
Ora la salvezza diretta non è più un miraggio. Ce lo ha ricordato lo "stregone" Paolo Indiani, che ha saputo far di necessità virtù grazie ad una interpretazione maiuscola della gara.
Ma andiamo per ordine. Scelte perfette Ora si capisce perché Paolo Indiani è sempre considerato un pericolo costante dagli allenatori rivali.
Avrà un carattere difficile, il tecnico di Certaldo, e ciò non lo aiuta a fare breccia nei cuori della tifoseria.
Ma nessuno è capace di leggere la partita come lui, di studiare in modo maniacale ogni sfida, di saper trovare sempre e comunque le armi giuste per bloccare le fonti del gioco avversario.
Lo aveva ribadito proprio Ugolotti alla vigilia.
"Di questo Foligno temo soprattutto la capacità del suo allenatore, che sa come spegnere le nostre maggiori virtù.E ciò si è visto, come ha ricordato Coresi.
Lui è uno che non sbaglia mai le contromosse."
"Per lui gli avversari non hanno segreti. Conosce tutto e tutti e di conseguenza prima di scendere in campo noi sappiamo sempre cosa fare."Il mago ha tirato fuori dal cilindro tutte le sue qualità per dare alla squadra una fisionomia ben precisa.
Che con lui ha saputo diventare camaleontica e interscambiabile negli uomini. Meglio con le grandi Parlare di un Foligno sempre più "ammazzagrandi" non è azzardato. Lo dicono soprattutto i numeri, supportanti da un atteggiamento tattico che ormai è diventato l'arma in più.
E non solo per la scelta di continuare sempre e comunque sul tridente offensivo anche quando si deve fare a meno di Cipolla.
I falchetti riescono a pressare alti e a ripartire con facilità, al punto da arrivare spesso al gol con due-tre passaggi.
Roba da grande squadra. E ci torna in mente il secondo gol di domenica scorsa, innescato da Coresi e concluso da De Paula.
"é vero che contro compagini organizzate ci sentiamo più a nostro agio - ha sottolineato lo stesso Indiani - sfruttando a pieno gli spazi a disposizione.Giusto. Ma è la personalità acquisita che fa lievitare la fiducia. Non è per niente facile scendere in campo con tutti i problemi di classifica in "testa". Mentalmente il Foligno di oggi è più libero. E forse più sicuro. Applausi per Bisello Ha vissuto per gran parte della stagione ai margini per colpa degli infortuni. Ha sofferto in silenzio, senza far mai trasparire la sua rabbia. Luca Bisello Ragno è stato gettato nella mischia quasi a sorpresa e alla fine il risultato è stato più che positivo.
Credo che faccia parte del nostro dna."
Un giocatore che con serietà e tanto lavoro si è fatto trovare pronto nel momento più delicato della stagione.
A lui è dedicata la copertina del giorno, premio per l'uomo oltre che per il giocatore. Garanzie dalla rosa é stato il successo dei gregari, quello contro gli amaranto. Ma guai a dirlo a Paolo Indiani che, a precisa domanda, è scattato dalla sedia.
"Qui c'è bisogno di tutti, la salvezza è obiettivo di tutti e tutti devono sentirsi sullo stesso piano."Ora le alternative non mancano al tecnico, che tra l'altro ha riscoperto un Mandorlini formato gigante.
É stato lui il punto di forza di un centrocampo che ha letteralmente sovrastato i toscani. E poi ha fatto piacere rivedere anche se per pochi minuti Cotza, del quale si erano perse le tracce.
Per continuare con Sciani, uno che non assaporava il manto verde da quattro mesi. Media salvezza più alta Basterà arrivare ai 40-41 punti per ottenere la salvezza diretta? L'interrogativo emerge con forza osservando da vicino la classifica.
Intanto siamo allo sprint finale, con otto finali da giocare (quattro fuori e quattro in casa). La prima sarà a Vasto con il Pescara domenica prossima, vero e proprio scontro di fuoco. Fare calcoli diventa difficile, anche se l'impressione è che tutto si deciderà tra le mura del Blasone.
Certo è che non bisognerà mai abbassare la guardia e cercare di raggiungere quella continuità di risultati che è alla base di ogni traguardo.
La favola del Falco è appena iniziata
Maurizio Muccini
Corriere dell'Umbria Martedì 24 Marzo 2009




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