C'è da restare incantati davvero in questo gioco d'intrecci, che vanta pure a Valtopina una tradizione secolare di lavorazione del merletto.
La moda italiana segue da sempre il décor, il gusto per l'abbellimento e per il prezioso attraverso il ricamo come motivo fondamentale d'ispirazione.
"Il virtuosismo antico di questi lavori –dice il sindaco Giuseppe Mariucci, diventato pure lui un esperto di fili, visto che è al suo secondo mandato e quindi alla sua sesta edizione della mostra- ha il suo carico d'emozioni, perchè il ricamo è un'arte preziosa e sofisticata senza tempo, che i nostri giorni rendono sempre più rara, perchè richiede un'infinita pazienza che esige, virtù così poco contemporanee, così eccentriche in una società che vuole tutto e subito".
E nel rispetto di questa antica (e straordinaria) tradizione della nonna, a Valtopina si alza da oggi il sipario sulla mostra-mercato del ricamo a mano e del tessuto artigianale.
La rassegna, conosciuta e ormai nota in tutta Italia e anche all'estero, resterà aperta fino a domenica 6 e si prevedono in questa tre giorni circa 10.000 presenze.
Si inizia dal Palasport con i "Ricami di oggi", ovvero il meglio dell'artigianato tessile italiano che vede come ospite d'onore la regione Sardegna, rappresentata dalle scuole di ricamo di Pirri (ca) "Arte in fantasia" diretta da Gabriella Serra e di Siurgus Donigala diretta da Marcella Demuro.
Il gruppo è accompagnato dal sindaco di Siurgus Artizzu e da un gruppo folcloristico di 40 elementi in costume tradizionale.
Dal Palasport seguendo il percorso del filo che si dipana lungo le vie del paese si arriva al Centro Giovani dove ci sono l'arte tessile dedicata al design di Gabriella Guidotti e l'istallazione di "particelle" di tessuti e luce della francese Madeleine Fischer.
Nelle sale della canonica invece l'ormai consueto appuntamento con il merletto creativo curato da Maria Bissacco, maestra merlettaia triestina.
Al museo del ricamo e del tessile invece il gioiello della mostra dal titolo: "Modulare. Piermarini. Architettura e filo".
Si tratta dell'esposizione di manufatti tessili e ricami del XVIII secolo, dedicati al celebre architetto della Scala di Milano, il foligante Giuseppe Piermarini.
Un omaggio nel bicentenario della sua morte. Ampio e interdisciplinare il gruppo di lavoro che ha sostenuto la realizzazione e l'organizzazione del progetto e l'allestimento della mostra curata da Lucia Bertoglio, Federica Bordoni, Roberta Feligioni, Elvira Guglielmi, Giuliana Nagni, Cinzia Tomassini. La mostra rimarrà aperta al pubblico sino al 19 ottobre prossimo.
"Questa importante vetrina – spiega Federica Bordoni, dell'organizzazione - propone una sezione di tessuti antichi (abbigliamento, tessuti e merletti) e una di ricami moderni realizzati da varie scuole di ricamo di tutta Italia che sono ispirati ai disegni originali di Giuseppe Piermarini.
É una rielaborazione culturale con esiti sorprendenti, perchè alcuni sono veri e propri capolavori moderni".
E ha davvero ragione Mariucci: c'è un ritorno alla tradizione classica che ha radici culturali profonde in territori come il nostro, dove si vive con uno spirito diverso, ancora affascinati dall'antico.
E lo conferma anche il pubblico delle grandi occasioni che in questi giorni si riverserà in questo borgo.
Ci sono prenotazioni da tutte le regioni d'Italia.
Gli espositori presenti alla kermesse sono 83 e provengono anche dall'estero.
Purtroppo, molti degli spazi espostivi sono ancora in ristrutturazione e quindi non hanno permesso agli organizzatori di soddisfare tutte le richieste che sono state quasi cento.

[...] In questi anni c'è un risveglio sempre più forte di queste attività che un tempo erano praticate per esigenze economiche, mentre oggi solo per hobby.
Molte delle espositrici dei lavori del primo anno della nostra mostra, oggi sono impegnate anche nel campo dell'alta moda".
All'interno del grande spazio espositivo del Palasport è stato creato pure un originale punto d'incontro: una piazza ideale per scambiare esperienze, intrecciare fili, tessere amicizie.

"é proposta –ci spiega Mari Mancini- come luogo da attraversare alla ricerca di uno spazio-tessuto vitale, incontro di percorsi e vissuti individuali, in cui instaurare nuove relazioni umane.
Il filo della nostra esistenza può intrecciarsi con le vite altrui, creando quella rete di rapporti che ridefinisce nuove configurazioni".

Chiediamo a Maria Mancini quali sono tre buoni motivi per calamitare in questi tre giorni la gente a Valtopina.
Sorride e allarga le braccia: "Primo, perché è un evento culturale molto rilevante; secondo, perché è originale in quanto è stato possibile rendere tridimensionali i ricami con i disegni del Piermarini; terzo, perché Valtopina è ormai la capitale del filo, quindi un momento per vedere da vicino la vera arte tessile proveniente da varie regioni".
É vero, verissimo! Da da undici anni va in scena il meglio dell'artigianato tessile italiano.
Il "filo" della rassegna che si dipana dal Palasport conduce lungo le vie del paese.
"Al Centro Giovani si può visitare la rassegna "Arte tessile" –prosegue Maria Mancini- dedicata al design di Gabriella Guidotti e l'istallazione di tessuti e luce "Particelle" della francese Madeleine Fischer; nelle sale della Canonica si ripropone il consueto appuntamento con il merletto creativo "Il Merletto e l'Effimero", curato da Maria Bissacco, maestra merlettaia triestina; al Museo del Ricamo e del Tessile la proposta Modulare.
Piermarini. Architettura e filo".
Fra le regioni ospiti c'è pure l'Abruzzo con il tombolo aquilano, che è tra i prodotti dell'artigianato artistico italiano più conosciuto.
Si tratta di un merletto lavorato a fuselli che rientra nella categoria dei merletti a fili continui la cui nascita risale intorno al quindicesimo secolo.

"Gli abbiamo offerto gli stand gratuiti –dice la Mancini- perché la tragedia del terremoto gli ha distrutto tutto".
Insomma, un appuntamento da non perdere, come da non perdere è l'interessante il catalogo scientifico: un vero e proprio libro, ricco dei contributi qualificati di Lucia Bertoglio, Federica Bordoni, Maria Luciana Buseghin, Doretta Davanzo Poli, Roberta Feligioni, Piero Lai, Paolo Peri, Firmina Stinchi e Italo Tomassoni con le immagini di Luca Petrucci.

di Gilberto Scalabrini
Il Messaggero Venerdì 4 Settembre 2009

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