Chissà cosa gli passa per la testa quando, preso dal raptus, mette mano ad uno e più accendini appiccando il fuoco nel bosco. Ci è ricaduto dopo i precedenti, in tutto diciassette in tre anni. Ha cominciato che era minorenne, così ora il ventunenne idraulico gualdese Damiano Rossi è stato messo alle strette e ha dovuto confessare che è lui il responsabile dell'ultimo incendio di tre giorni fa nella zona di Ponticelli su un'area di circa ottomila metri quadri di bosco e bassa vegetazione.
Il ragazzo è stato arrestato e la convalida del provvedimento cautelare deciso dal giudice ha previsto l'obbligo di dimora.
Le indagini sono state condotte dalla Stazione Carabinieri di Gualdo Tadino della Compagnia di Gubbio, diretta dal tenente Pierangelo Iannicca, e dal Comando della stazione gualdese del Corpo forestale dello stato coordinati dal comandante provinciale Giorgio Piastrelli, che stanno conducendo sempre più serrati controlli per arginare il fenomeno degli incendi dolosi.
Il giovane recidivo ha dovuto rispondere dell'articolo 423 bis del codice penale sui reati connessi alle responsabilità per gli incendi boschivi.
Secondo una sommaria ricostruzione dei fatti, il giovane stava lavorando presso un'abitazione della zona quando improvvisamente si è allontanato per poi fare ritorno.
Dalle diverse testimonianze raccolte, sono emersi gli spostamenti del Rossi e a quel punto i carabinieri sono andati a colpo sicuro.
Il ragazzo non ha resistito al pressing delle domande e alla fine ha ammesso le responsabilità, confessando di aver agito utilizzando accendini ma senza fornire un movente per l'insano gesto.
Questo arresto è l'ennesima conferma che gli incendi estivi avvengono sempre per opera volontaria o involontaria dell'uomo.
di Massimo Boccucci
Giovedì 10 Settembre 2009

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