Asta dei vigneti di Montefalco

É un percorso a dir poco accidentato quello delle Opere pie riunite per salvare l'ente dai marosi di cassa che si fanno sempre più minacciosi. Per evitare il naufragio è stato approntato un piano di alienazioni accurato. La notizia dell'ultima ora è che è stato diramato un secondo bando per la vendita all'asta dei vigneti di Montefalco, frutto di una permuta con un appezzamento di San Martino in Colle dove si sarebbe dovuta trasferire l'Ikea, secondo voci che alla fine si sono risolte in nonnulla. In esecuzione della delibera 161 del 1 ottobre firmata dal presidente Frascarelli è stato disposto che
"il giorno martedì 17 novembre 2009 alle ore 10 presso la sede delle Opere Pie Riunite di Perugia – via Campo di Marte 9 Perugia, si procederà alla vendita mediante asta pubblica, ai sensi dell'articolo 73, lettera c, del R.D. 23.05.1924 n. 827, con offerta segreta, esclusivamente in aumento. Il prezzo base d'asta per l'intero complesso è di 2.100.000 euro (duemilionicentomila euro). Gli immobili sono liberi da persone e cose e posti in vendita a corpo con servitù attive e passive, nelle condizioni di diritto e di fatto in cui attualmente si trovano."
"é richiesto - prosegue il bando delle Opere pie - il deposito cauzionale di 210.000 euro pari al 10% dell'importo a base d'asta; tale deposito deve essere versato entro le ore 9,30 del 16.11.2009 all'ufficio economato dell'ente, mediante: somma in contanti o assegno circolare non trasferibile intestato alle Opere pie riunite di Perugia. Il giorno 17 novembre si provvederà in sede pubblica, all'apertura delle buste dando lettura delle offerte pervenute; all'apertura delle buste potranno presenziare i cittadini interessati. L'individuazione dell'acquirente ha luogo in favore di colui che ha presentato l'offerta più favorevole per l'azienda. La gara è valida anche se è stata presentata una sola offerta."
Trenta gli ettari di terreno in ballo, tutti "vitati" a sangiovese, sagrantino e merlot, anche se gli "impianti" delle vigne risalgono agli ultimi tre anni. Secondo alcuni esperti cioè non sarebbero ancora pienamente produttivi. Maggiori informazioni sono reperibili nel sito www.operepieriunite.it alla sezione bandi. Rispetto al prezzo fissato nel primo bando (quello stesso andato deserto) risalente al 9 luglio scorso, sono 200.000 gli euro in meno sulla base d'asta. Proprio di svendite "al ribasso" è l'accusa che il consigliere comunale del Pdl Massimo Perari paventa per quanto riguarda alcune operazioni di alienazione delle Opere Pie. In particolare i riflettori sono puntati sull'affitto di alcuni terreni a San Martino in Campo, avvenuto nei giorni scorsi. Sempre qualche settimana fa alcuni dipendenti avevano fatto trapelare problemi sul fronte del pagamento degli stipendi da parte dell'ex Ipab. Del resto la mission di Frascarelli è quella di risanare l'azienda, dopo anni di operazioni non certo volte al rafforzamento del patrimonio e delle casse
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Martedì 20 Ottobre 2009

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