"non equa, bensì tutta a favore della regione Marche."Chiedono autonomia, indipendenza gestionale e sottolineano come
"in Umbria siano rimasti 120 dipendenti tra macchinisti e capotreno contro i 200 della confinante regione. Se in passato il rapporto era di 2 a 1 in nostro favore, oggi è stato completamente capovolto. E tutto questo a parità di kilometri delle linee."A questo punto la data che tutti aspettano è quella del prossimo 4 gennaio.
"Dovrebbe giungere anche Mauro Moretti (Amministratore Delegato Trenitalia) - precisano Lombardi, Emili, Mancinelli, Della Vedova e gli altri presenti - attendiamo la firma del Contratto di Servizio."Al suo interno, e qui si gioca la partita dei servizi,
"dovrebbe esserci il pacchetto della Produzione, anche se non è formalmente scritto. Con la firma arriveremmo ad una qualità migliore dei servizi e ad una redistribuzione equa. Purtroppo oggi invece la nostra ricchezza la stiamo traslando tutta nella Marche."Indipendentemente dalla firma del Contratto di Servizio i sindacati si aspettano di essere convocati comunque da Trenitalia nel giro di un paio di settimane. Marco Bizzarri (Filt Cgil) commenta la situazione generale così:
"non si può ridurre la trattativa dei turni ad un semplice scontro tra regioni. C'è una chiusura netta da parte dell'azienda. Mentre le Marche hanno strappato un accordo la stessa cosa non è successa con noi."Insomma si punta dritti ad uno stop immediato verso una tendenza che vede il lavoro trasferirsi oltre i confini regionali.
"Anche perché quando il lavoratore umbro viene trasferito ad Ancona, il tutto determina un aggravio sui costi della stessa azienda e ulteriori conseguenze negative per i lavoratori - precisano in blocco i sindacalisti - se arriva la Direzione della Produzione si torna ad assegnare personale e mezzi. Altrimenti non perdiamo solo servizi, ma anche lavoro giorno dopo giorno. Perdiamo anche le aziende."Gianni Martifagni (Fit Cisl) distingue il quadro generale separandolo in tre tronconi. Ognuno evidenzia una problematica. Primo punto:
"c'è una ricaduta negativa sull'occupazione. Pensando ai concorsi per capotreno, i nostri giovani oggi non sono in grado di accedervi."Secondo punto:
"c'è una ricaduta negativa sul servizio specifico. Riuscire a modificare i turni? Vorrebbe dire esprimere invece sicurezza e qualità. Non è uno scandalo pensare ad esempio di mettere un secondo capotreno, come per la linea Foligno - Terontola."Terzo punto:
"noi non supportiamo le esigenze dei pendolari, né sul versante costi, né sul versante orari. Le modifiche vengono fatte nell'interesse dell'asse marchigiano."Sottolineate le perplessità e lo stato attuale del sistema ferroviario regionale, Cgil-Cisl e Uil si aspettano risposte concrete dalla politica:
"vogliamo la Regione come nostra alleata - spiega Sandro Emili della Uil Trasporti - devono incanalarci verso il Contratto di Servizio. Dobbiamo chiudere positivamente la partita della Produzione in Umbria."In mattinata i sindacati hanno dichiarato l'avvenuta firma del protocollo d'intesa per la Holding del trasporto regionale
Stefano Andriola
Corriere dell'Umbria Mercoledì 23 Dicembre 2009




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