La nuova statale 77 "Valdichienti"? Sarà l'arteria più innovativa d'Italia: per impegno finanziario, per capacità progettuale, per modalità di finanza ed anche per la simbiosi con i territori attraversati, tra i più ameni del Centro del Paese. L'ingegner Andrea Saralvo, responsabile dell'Alta Sorveglianza di cantiere nel Maxi Lotto n.1, non ha dubbi:
"Quello oggi in atto è l'investimento pubblico più importante in Italia dopo la conclusione dell'Alta Velocità."
Parliamo ovviamente della sfida della Quadrilatero Umbria Marche, la società pubblica controllata al 92% dall'Anas (con il resto delle quote in mano alle due regioni coinvolte, alle provincie di Macerata e Perugia oltre alle Camere di Commercio di Macerata, Perugia e Ancona) la cui mission è quella di adeguare - ma forse sarebbe più corretto dire "ridisegnare" - le due direttrici di collegamento est-ovest Perugia-Ancona e Foligno-Civitanova Marche e la realizzazione del tronco della loro connessione trasversale Fabriano - Matelica - Muccia, oltre a diramazioni della statale 77. A ben guardare, proprio la nuova 77 - a quattro corsie, una sorta di "autostrada" senza pedaggio che attraverserà l'Appennino cercando di rivelarsi meno impattante possibile - rappresenta la sfida più grande, quella che fino ad un decennio fa appariva come improponibile. Prima per mancanza di soldi, poi per la peculiarità del territorio, con un "monumento" vivente di mezzo qual è l'altopiano di Colfiorito con la sua palude di valore internazionale. Quasi dieci anni di preparativi, analisi economiche, valutazioni di impatto ambientale, alleanze e resistenze, accordi e disaccordi. Poi alla fine i cantieri sono stati aperti: paradossalmente si impiegherà meno a costruirla che per pianificarla. E oggi i lavori sono sotto tutti gli occhi di tutti: entro la fine del 2013 da Foligno per raggiungere la riva dell'Adriatico si impiegheranno mediamente sessanta minuti e si accorcerà di dieci km l'attuale percorso della "Valdichienti" costellato di tornanti e strettoie. Al loro posto quindici gallerie naturali a doppia canna, dieci gallerie artificiali, otto viadotti a sezione mista acciaio-calcestruzzo, dieci viadotti con travi in cemento armato precompresso. Dunque la nuova "Valdichienti" sarà più invisibile che visibile visto che per buona parte correrà dentro la pancia delle montagne. Al contrario di quello che si vede oggi percorrendo la vecchia statale da Foligno al confine regionale, dove ormai è tutto un cantiere. Ora sono in azione duecento operai ed un centinaio di tecnici, ma nel giro di poche settimane le maestranze raggiungeranno quota 1.200, con punte di 1.400. Un vera e propria task force messa insieme dal cosiddetto "general contractor", vale a dire la società di progetto "Val di Chienti" Scpa che si è assicurata la realizzazione del Maxilotto 1 e costituita dalle imprese Strabag Spa (mandataria), Grandi Lavori Fincosit Spa, Cmc Cooperativa Muratori e Cementisti, Consorzio Centro Italia Co.C.I., che hanno in carico le attività di progettazione ed esecuzione dei lavori. Incontriamo l'ingegner Andrea Saralvo al campo base di Vescia di Foligno, il primo dei tre quartier generali allestiti lungo il percorso; gli altri due sono a Leggiana e a Casenove (in fase di allestimento). Qui sono i "cervelli" dei tanti cantieri che lavorano lungo l'asse della statale: qui si tiene sotto controllo lo stato di avanzamento dei lavori, si tiene la contabilità, si programmano le lavorazioni, si organizza il personale. Qui mangiano e dormono gli operai, qui ci sono le mense con tanto di self-service. Qui per poco meno di quattro anni vivrà l'esercito tecnologico della nuova Valdichienti. Ingegner Saralvo, a chi conviene che l'opera venga completata entro la fine del 2013?
"Converrà a tutti chiudere prima possibile - ci dice - per primo allo Stato, ma di certo anche ai contraenti generali. E ciò del resto è insito nello spirito di Quadrilatero. I finanziamenti ci sono ormai al cento per cento e se anche nell'attivazione delle Aree Leader ci dovesse essere qualche ritardo, non inciderà sui cantieri. Lavorando molto in galleria i rischi di natura geologica possono sempre esserci, ma sono comunque previsti e tenuti in considerazione. Siamo fiduciosi, al momento si sta andando avanti secondo il cronoprogramma."
E in effetti giorno dopo giorno cambiano gli scenari e l'opera si compone come un grande puzzle. Con un'ulteriore particolarità: la Valdichienti sarà la strada italiana più moderna dal punto di vista della sicurezza antisismica. Su questo la Quadrilatero non ha fatto sconti ed anzi ha imposto che tutta la progettazione venisse rivista alla luce delle più recenti di normative. E non è tutto: lo stesso Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, nel dare disco verde ai progetti ha preteso che l'impatto ambientale fosse il più possibile abbattuto: i viadotti saranno il più possibile abbassati e a fine corsa ci saranno riambientazioni, rinaturazioni, mitigazioni attraverso la costruzione di opere che avranno proprio il fine di "mimetizzare" il nuovo nastro viario. L'aspetto ambientale, in fase di progettazione, è stato l'elemento che ha condizionato da subito la scelta del tracciato e delle soluzioni tecniche. In questo momento sono ben ventitré i punti in cui si stanno scavando gallerie o si stanno impostando le opere per i trafori (considerando le entrate e le uscite dei tunnel), mentre contestualmente si è messo mano ai viadotti, come nel caso di quello di Colle San Lorenzo. In pratica la futura Valdichienti coinciderà con l'attuale percorso solo nel primissimo tratto, dall'innesto sulla statale Flaminia fino al tunnel di Colpersico, che verrà raddoppiato. Da lì in poi, in direzione Marche, sarà tutto in variante. Una particolarità: il tratto umbro della ss.77 a quattro corsie verrà aperto al traffico tutto insieme nel 2013
Giovanni Bosi
Corriere dell'Umbria Sabato 1° Maggio 2010

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