Un'edizione da consegnare agli annali della storia dei Giochi de le Porte. Un'edizione in cui la vittoria è tornata a vestire i colori giallorossi di Porta San Martino interrompendo un digiuno che durava ormai dal 1998, prima edizione del post terremoto, e portando il numero dei palii vinti dai giallorossi dei priori Fabio Ippoliti e Cinzia Pellegrini a quota sette. Così il Palio numero 33 ha preso la strada della taverna di via Imbriani per la gioia dei tanti portaioli giallorossi che si sono aggiudicati un Palio che è vissuto nel segno dell'incertezza con tutte e quattro le Porte in grado di vincerlo al momento della partenza della gara a pelo. A farla da padrone in questo Palio è stato l'equilibrio e l'alternanza in testa ai Giochi, che ha visto San Martino compiere una splendida rimonta passando dal terzo posto dopo la prima gara alla vittoria finale superando San Benedetto, in testa con sei punti di vantaggio al termine della terza prova, e San Donato (giunta seconda a pari punti con i gialloblù ma con una vittoria di gara in più) e con San Facondino che - seppur ultimo nella gara finale - è stata l'ultima Porta a cedere ai giallorossi essendo in testa per oltre metà gara della prova a pelo.

Palio condizionato anche dall'alternarsi delle condizioni climatiche, con la pioggia che ha dato veramente poca tregua al pomeriggio gualdese. Alla prima gara, la corsa a carretto, è Pirandello guidato da Alessandro Cesaretti e Roberto Cambiotti (al ritorno) a ribadire la propria supremazia in questa prova, vinta con un tempo sotto ai due minuti, 1'57", precedendo Alberto (San Benedetto), ottimo esordiente con 1' 59", che aveva la meglio sul favorito Zeus (San Martino), che quasi ripeteva il tempo dello scorso anno prove 2'05", più indietro Gibilisco (San Facondino) che chiudeva a 2'25"lontano dagli altri. Già il primo colpo di scena nella seconda prova, quella del tiro con la fionda, andato a Edoardo Comodi (San Martino) che con 5 centri su 5 tentativi, che aveva la meglio su Samuele Berardi dopo lo spareggio, mentre Mirko Marinelli (San Facondino) - unico a tirare sotto una pioggia battente - centrava quattro bersagli mentre il quarto posto era per Mario Rondelli (San Donato) con due centri, anche lui condizionato dalla pioggia. A quel punto la classifica vedeva San Benedetto in testa (21 punti) e con San Martino (18), San Donato (15), San Facondino (12). Ma il palio prendeva una certa incertezza dopo il tiro con l'arco, vinto da Luca Castagnoli (San Facondino) con un ottimo 38, ma che vedeva alle sue spalle alcuni colpi di scena. Matteo Calzuola (Benedetto) totalizzava 35 punti, contro i 34 di Marco Nati (Donato) e Mirko Cioli (Martino) al quarto posto con 29. La classifica parziale a quel punto vedeva in testa con sei punti di vantaggio San Benedetto (27) ed appaiate a 21 tutte le altre Porte. Ai gialloblu bastava quindi giungere terzo per avere la certezza dello spareggio, mentre con un primo o secondo posto la vittoria era certa, da evitare solo il quarto posto.

Diveniva così decisiva - come spesso accade negli ultimi anni - la corsa a pelo con le altre tre porte alla ricerca della vittoria che avrebbe potuto portare il Palio nei loro territori. Partenza a razzo per l'accoppiata Gibilisco-Giulietti che faceva esultare i gialloverdi, con Zeus-Fioriti (Martino) alle loro spalle, un po' più indietro Pirandello-Comodi (Donato) mentre in fondo era Alberto-Bazzucchi (San Benedetto) unica posizione da evitare. Un'ulteriore incertezza all'altezza di piazza Mazzini metteva fuori gioco i gialloblù, mentre era decisiva una caduta di Emanule Giulietti, che dava il via libera sia a Zeus-Fioriti che a Pirandello-Comodi. L'arrivo in piazza del somaro di San Martino davanti a tutti dava il via libera all'esplosione di gioia dei giallorossi dei priori Fabio Ippoliti-Cinzia Pellegrini che attendevano da tanto, troppo tempo, la vittoria. Alla consegna del Palio di Daniloff da parte del gonfaloniere Stefano Franceschini al priore Ippoliti il via ai festeggiamenti, non prima di una dedica che il priore vincitore ha voluto fare ai grandi portaioli scomparsi in questi anni e che non hanno potuto gustare questo grande Palio. Poi è stata festa grande sino a notte fonda

Corriere dell'Umbria Martedì 28 Settembre 2010

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