Realizzare uno stabilimento termale nel complesso della Fonte del Centino a Nocera Umbra. Questa è l'idea, o meglio, l'intento imprenditoriale che sta portando avanti la Provincia di Perugia e già un primo passo è stato compiuto. Infatti, nell'ultima seduta consiliare prima della pausa natalizia è stato approvato con 16 voti a favore e 5 astenuti da parte dell'opposizione il cambio di maggioranza delle quote della proprietà del terreno e dell'edificio. Mentre finora il Comune di Nocera deteneva il 56% contro il 44% della Provincia, d'ora in poi il Comune avrà il 49% mentre la Provincia il 51%. Nel contempo l'assemblea ha deliberato la volontà di acquisire dal Comune di Nocera la "Soc. Terme del Centino S.r.l", titolare della concessione dello sfruttamento delle acque della fonte omonima.
"Vogliamo essere ente capofila di un progetto che presenteremo in Commissione tra qualche settimana – ha spiegato l'assessore provinciale all'Edilizia, Piero Mignini – e nel contempo il Consiglio ha votato la volontà di acquisire la società titolare della concessione per lo sfruttamento delle acque nella terra del Centino. Ovviamente – ha continuato – l'amministrazione provinciale si riserva di fare tutte le verifiche societarie del caso e se queste risponderanno alle esigenze dell'Ente si procederà con i progetto."
Ma vediamo in cosa consiste questo percorso progettuale e patrimoniale per il recupero ambientale – turistico e culturale del Centino pensato dai due enti. Nell'area interessata vi è un complesso immobiliare di circa 2000 mq costituito da cinque corpi di fabbrica di cui il centrale risulta in fase di avanzata ristrutturazione, mentre per lo sfruttamento dell'acqua a scopi commerciali è concessionario il Comune. Nel tempo le due amministrazioni si sono impegnate nello sviluppo del complesso, attraverso un progetto che prevedeva il recupero d tutti gli edifici con destinazione centro termale, grazie alle proprietà dell'acqua, già apprezzata fin dall'antichità. A proposito di quest'ultima l'idea progettuale dovrà prevedere l'imbottigliamento, con il trasferimento della titolarità della concessione, per lo sfruttamento e valorizzazione dell'acqua della sorgente del Cacciatore; l'utilizzo della stessa per scopi terapeutici collegato oltre che a cure idroponiche, ad un centro per il benessere fisico mentale oltre che ai piaceri ludici ricreativi; valorizzazione dell'enogastronomia locale, mediante la realizzazione di un ristorante e soggiorno di pazienti-clienti. Prima di approdare in Consiglio la pratica era stata discussa nella II Commissione Consiliare permanente presieduta da Giampiero Fugnanesi (Pdci). In quell'occasione Piero Sorcini (Pdl) aveva espresso "perplessità" sull'operazione in quanto mancava una adeguata documentazione per procedere a valutazioni. "Perplessità" confermata anche in Consiglio.
"Questo progetto non l'ho capito – ha detto il consigliere – sembra il frutto di un'enfasi eccessiva."
Dello stesso avviso anche Luigi Andreani (Pdl) per il quale
"al momento non si comprende bene quello che dobbiamo fare. Siamo – ha concluso – a livello di fumosità."

In Commissione, Daniela Frullani (Pd) aveva ripercorso le tappe di questa vicenda poiché iniziata quando lei era assessore al bilancio nella precedente legislatura.

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Provincia di Perugia Lunedì 27 Dicembre 2010

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