"una città dove il vento spira praticamente 365 giorni l'anno non può vedere compromesse le proprie potenzialità di sviluppo da scelte troppo vincolanti e spesso non in sintonia con le esigenze vere del territorio"
; perciò risulta indispensabile che
"la Regione adotti tutti i provvedimenti necessari per abbattere il più possibile i vincoli che fino ad oggi hanno impedito al Comune di Gualdo Tadino di poter sfruttare a pieno le potenzialità di uno dei siti più ventosi d'Italia, come dimostrato da più di una ricerca a livello nazionale."
La tesi è del consigliere regionale del Pd, Andrea Smacchi, che sposa quella che da parecchi anni è rimasta soltanto un'ipotesi, a causa delle classificazioni burocratiche di diversi siti montani, come quello del Monte Nero, dove da un decennio sono presenti anemometri che attestano la validità del progetto per installarvi diverse torri capaci di trasformare il vento in energia elettrica.Smacchi afferma che la recente delibera del Consiglio comunale sul rifiuto unanime della prospettiva di far nascere una centrale a biomasse
"è l'inizio di un percorso che dovrà portare anche la città di Gualdo Tadino a condividere proposte ed obiettivi in grado di sfruttare al meglio le grandi potenzialità naturali di cui il territorio dispone: è sicuramente più utile e vantaggioso sfruttare l'aria ed il sole piuttosto che bruciare."
Elogiati Pd e Socialisti che hanno reso centrale la discussione sul tema, promette che sarà
"mia cura seguire da vicino tutti gli atti che la Regione sta predisponendo su questo tema, al fine di giungere all'emanazione di norme e regolamenti in grado di consentire il massimo dello sfruttamento di energie veramente rinnovabili."

A.C.
La Nazione Mercoledì 27 Aprile 2011

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