Ad otto anni dalla sua nascita su una felice intuizione dell'allora sindaco Rolando Pinacoli, il Museo dell'Emigrazione "Pietro Conti" di Gualdo Tadino ripensa se stesso ed i suoi spazi, presentando sabato prossimo alle 16, presso la Mediateca, il suggestivo progetto di riallestimento e di ampliamento. Il museo nacque come idea sul finire degli anni ‘90 . Il primo progetto fu presentato nel settembre del 2001 alla presenza dell'allora ministro per gli Italiani all'estero, Mirko Tremaglia. L'inaugurazione ufficiale avvenne nel novembre del 2003, con il nastro tagliato dal sindaco Pinacoli e dall'allora presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, poi alcuni mesi dopo la dedica a "Pietro Conti" primo presidente della Regione Umbria e da allora sono state tantissime le persone che lo hanno visitato. Nato per sottolineare il patrimonio storico, culturale ed umano legato al grande esodo migratorio che coinvolse l'Italia a partire dalla fine del 1800 e che ha riguardato più di 27 milioni di persone, l'istituzione è stata segnalata dall'International Council of Museums tra le migliori gallerie d'Italia. Un itinerario ricco e suggestivo che mostra beni materiali ed immateriali a corredo di questa importante storia. Luogo simbolo d'Italia, mette in scena un viaggio corale che ha per protagonista l'emigrante: gli addii, l'incontro e lo scontro con il paese straniero, la nostalgia, le gioie e i dolori quotidiani, l'integrazione nella nuova realtà, le sconfitte e le vittorie, il confronto e la riflessione con l'immigrazione di oggi.
"Davanti agli occhi del visitatore - spiegano dal museo - un rinnovato percorso semantico, fatto di foto, testimonianze e documentari che tracciano il viaggio identitario di questa pagina del nostro passato, il cui nuovo slogan allestitivo recita: essere italiani è una storia."
"Ed ancora un'immagine - sottolinea il direttore Catia Monacelli - pensata per diventare la nuova identità visiva di questo lungo racconto che si dipana tra memoria e attualità. Questa volta non uno scatto fotografico del passato, ma l'opera pittorica dell'artista marchigiano Ivo Batocco. Nella tela ‘La rotta della speranza - Travagli', che entrerà a far parte, in maniera permanente, dell'allestimento museale, l'artista racconta il tema dell'emigrazione con uno straordinario pathos e vibrato emotivo. Non è esagerato dire che Ivo Batocco può essere considerato l'unico artista contemporaneo che ha saputo raccontare il fenomeno in maniera così esaustiva, facendo emergere dalla pittura la psicologia e l'anima dei protagonisti"
Corriere dell'Umbria Giovedì 20 Ottobre 2011

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