Nel vederle nelle loro teche blindate, appositamente studiate per consentirne fruizione e conservazione, la suggestione più grande è pensare che intorno al 40 avanti Cristo, in piena guerra di Perugia, qualcuno le nascose pensando evidentemente di tornare poi a recuperarle in un momento più tranquillo. Per i proprietari di quelle splendide monete d'argento romane il momento giusto non è mai arrivato e per quasi due millenni sono stati custodite gelosamente dal terreno. Finché non sono arrivati gli archeologi che le hanno riportate a vita, restituendole alla storia contemporanea. E da ieri quelle monete sono di nuovo a Foligno, perché la Soprintendenza archeologica per l'Umbria ha aperto le sue cassaforte decidendo di restituirle per sempre al Comune di Foligno per esporle nella Sala di Costanza di palazzo Trinci. Un abbinamento straordinario, se si considera che proprio nel Rinascimento cominciano le raccolte numismatiche.

Ieri il grande evento è stato celebrato proprio nella cornice della residenza signorile, presenti tra gli altri il sindaco Nando Mismetti, l'assessore alle politiche culturali Elisabetta Piccolotti, l'assessore regionale alla cultura, Fabrizio Bracco, l'assessore provinciale Donatella Porzi, il soprintendente per i beni archeologici Mario Pagano, la funzionaria archeologa della Soprintendenza Laura Manca, il preside della facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Perugia, Giorgio Bonamente, e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Alberto Cianetti.
Istituzione quest'ultima che con il Comune ha finanziato l'allestimento museale. Le monete sono state rinvenute in due distinte occasioni: la prima volta nel 1962, durante i lavori di costruzione del quartiere Ina Casa: 152 denari, un vittoriato, due quinari e un denario di Giuba i di Numidia. Il secondo ritrovamento risale al `98 durante la ripavimentazione di piazza Risorgimento: in quel ben 3.039 monete.

"Sono in uno splendido stato di conservazione, una superba testimonianza, alcune sono addirittura fior di conio"
ha osservato Pagano. Foligno trova un altro tesoro. L'ennesimo. Ormai non c'è più ombra di dubbio sulla qualità culturale di questo territorio.
Corriere dell'Umbria Sabato 19 Maggio 2012

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