Nel fine settimana della Festa del Ceramista un ruolo importante lo riveste l'inaugurazione di Casa Cajani, come è conosciuta in città, o Casa Cajani Centro culturale come vuole la dizione ufficiale. E' una villa patronale, all'interno del centro storico a ridosso della taverna di San Martino, acquistata dal Comune nel 2000 dagli eredi della famiglia Cajani e dagli Istituti riuniti di ricovero. è stata ristrutturata coni fondi post sisma.

Casa Cajani sarà destinata a ospitare la sezione del museo della ceramica di Gualdo Tadino, la prima è quella presso il museo civico della Rocca Flea, e gli antichi percorsi vegetali giardino pensile, spazio dedicato ad antiche essenze arboree, di cui alcune rinvenute solo a Gualdo Tadino. Soddisfatta per il traguardo raggiunto l'assessore Simona Vitali: "Casa Cajani è un ulteriore passo verso quello che sarà il museo diffuso della ceramica al quale si aggiungerà un nuovo tassello con l'apertura dell'ex opificio Rubboli".

Assessore che afferma che ora Gualdo Tadino "è pronta a competere con le realtà più blasonate dell'Umbria dal punto di vista culturale e dell'offerta museale" e a creare un indotto turistico "che nella,Rinnovata Casa Cajani ospiterà la seconda sezione di ceramiche del museo con le opere del XIX e dei XX secolo e uno spazio per Megni e Santarellinostra città non c'è mai stato". "L'apertura del museo di Casa Cajani - sottolinea il sindaco Roberto Morroni - è un altro significativo segnale di una città che vuole continuare a crescere.

La qualificazione e il potenziamento dell'offerta culturale e museale della città è uno dei terreni di impegno dell'amministrazione comunale, coerentemente con la prospettiva di costruire una rilevante identità funzionale anche allo sviluppo turistico del nostro territorio".
L'inaugurazione è fissata alle 18 di sabato 21 luglio e il programma prevede oltre ai saluti istituzionali portati dal sindaco Morroni e dall'assessore Vitali gli interventi di Nello Teodori, curatore del progetto scientifico e dell’allestimento, dello storico Enzo Storcili, dell'agronomo Isabella Dalla Ragione e di Catia Monacelli direttore del Polo museale. Nella sezione della ceramica è prevista l'esposizione di opere del XIX e XX secolo, con due spazi dedicati a Renzo Megni e Alfredo Santarelli. Proprio nelle vicinanze di casa Cajani si trovava lo storico opificio del professor. Santarelli da cui anche la decisione di riservare uno spazio alle sue maioliche all'interno di questa sezione del museo.

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