Il Corteo per i 400 anni della Quintana

È stato il cerimoniale in Piazza Grande il fulcro centrale della celebrazione ufficiale dei 400 anni della Quintana in occasione del corteo delle rappresentanze rionali di venerdì sera. Momento come sempre magico e suggestivo, ma anche un momento per una riflessione su quello che è la Quintana e persino su quello che è oggi la società civile alla quale si rivolge la Giostra. Dopo il corteo a cui ha partecipato anche il Gonfalone della Provincia di Perugia con il presidente Marco Vinicio Guasticchi e gli assessori Carlo Antonini e Domenico De Marinis,il pubblico (con maggior spazio a disposizione degli anni precedenti) ha assistito alla benedizione dei cavalieri impartita dal vescovo Gualtiero Sigisinondi, al sorteggio e alla lettura del Bando.

E in questa cornice, significativamente, non si poteva mancare - su proposta dell'assessore comunale alle politiche di genere e pari opportunità Rita Zampo (che ha portato il saluto del Comune in sostituzione del sindaco Nando Mismetti, assente per problemi di famiglia) - di osservare un minuto di silenzio come partecipazione all'orribile tragedia dell'omicidio della donna rumena consumatosi in città. Silenzio conclusosi con un applauso. Il presidente dell'Ente Giostra, Domenico Metelli ha osservato che

"la Quintana è donna e da Foligno parte l'appello perché drammi come questi non accadano più"
mentre da monsignor Gualtiero Sigismondi dal sagrato del Duomo è arrivata l'esortazione alla Quintana a "centrare i tre anelli" più importanti della solidarietà, della concordia, della semplicità, della correttezza, dell'attenzione alle giovani generazioni. Dopo l'esordio dello scorso anno, l'evento centrale della vigilia di giostra si è dunque svolto a conclusione del corteggio, con tempi ricalibrati e qualche nuovo accorgimento, anche se rispetto all'andamento del corteo vero e proprio qualche aggiustamento si impone ancora. In Piazza Grande belli i due carri simboleggianti Amore e Potere (che però "impallano" buona parte degli spettatori) con gli attori Tommaso Tardioli e Giuseppe Rafoni impegnati insieme all'araldo Massimo Pergolesi a lanciare le sfide. E tanti applausi anche per i maestosi Lancieri di Montebello dell'esercito, a cui la Quintana deve la scoperta di uno dei propri simboli: la lancia.
Corriere dell'Umbria Lunedì 17 Giugno 2013

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