Una grande orchestra schierata nella chiesa museo di San Francesco a Montefalco: un centinaio di strumentisti inglesi, ma la notizia è che sono tutti adolescenti dagli 11 ai 19 anni. A guidarli un maestro esperto e compassato come si deve, John Traill, per tenere in squadra i componenti di una compagine di ragazzi che si trastullano coi capolavori sinfonici del novecento: Britten, Strauss e Rachamaninov.

La Oxfordshire Youth Simphony Orchestra, è stata ospite della stagione degli appuntamenti del festival "Assisi nel mondo", fiore all'occhiello del progetto "Omaggio all'Umbria", il capolavoro di Laura Musella. La compagine albionica, prodotto dell'educazione alla musica promossa dalla Oxfordshire County Music Service è la dimostrazione di cosa si può ottenere quando una comunità sociale e politica investe sul lavoro dei giovani.
Qui da noi, senza piangersi addosso, una realizzazione del genere è qualcosa di stellare, ma per questi britannici suonare insieme, fare comunità e crescere indossando i panni della musica colta è naturale. E che di alta qualità si tratti lo dimostra fin dall'inizio della serata lo squillo imperioso ed impetuoso della ouverture Don Juan di Richard Strauss: è una pagina che mette a dura prova anche le compagni professionali più agguerrite, ma questi ragazzetti con barba appena accennata e lentiggini prorompenti non si tirano indietro per emulsionare e pompare le rutilanti sonorità della voluttà straussiana.
Quando poi si tratta di passare al soffio dell'impetuoso oceano boreale, coi quattro Interludi Marini dal Peter Grimes di Britten[].

Massimo apprezzamento va comunque espresso al maestro John Triall che ha saputo guidare i suoi ragazzi nella logorroica seconda Sinfonia di Rachmaninov. Cinquanta minuti di musica in mi minore, quattro movimenti che sono ognuno un ventricolare viaggio nel passato. É il 1907 e ascoltando questa musica si capisce come Rasputin facesse da padrone alla corte di Nicola II e di come la Santa Russia fosse sull'orlo di un baratro.
Pure questa musica, così antica, così nostalgica e così lancinante ha qualcosa che avvince: il lavoro di Triall e i suoi ragazzi è stato esemplare e premia le virtù promozionali di Laura Musella, donna che per la sua Umbria ha fatto di tutto per donarle una musica piena di umanità.

Il Giornale dell'Umbria Mercoledì 31 Luglio 2013

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