Alla fine a mettere un punto sulla controversa questione della realizzazione del parco eolico sulle montagne del versante marchigiano dell'altopiano di Colfiorito - tra le regioni Umbria e Marche - è stato il Consiglio dei ministri. L'impianto eolico, dunque, si farà, così come era stato stabilito dalla delibera adottata il 30 aprile 2012 dall'allora governo Monti.
A pronunciarsi, in ultima istanza, è stato il Consiglio di stato che - con la sentenza n. 2999 del 12 giugno - ha accolto il ricorso presentato nel 2013 dalla Comunità montana di Camerino, favorevole alla realizzazione dell'impianto. Rigettata dunque la sentenza emessa dal Tar delle Marche lo scorso agosto che, dando ragione alle motivazioni addotte da Italia nostra, aveva annullato il progetto di realizzazione del mega impianto,
"sovrastante la piana di Colfiorito - si legge in una nota dell'associazione ambientalista - in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico e che aveva visto un'opposizione strenua e determinata da parte della Soprintendenza marchigiana e della Regione Umbria in quanto confinante."
Via libera, dunque, all'installazione delle 24 pale eoliche dell'altezza di arca 110 metri l'una (come un palazzo di 40 piani) previste da un progetto che negli anni ha visto opposti la Regione Marche e la Comunità montana di Camerino da una parte, e la Regione Umbria, la Soprintendenza e l'associazione Italia nostra onlus dall'altra. Ago della bilancia - come detto - il Consiglio dei ministri, che ha di fatto messo fine ad una battaglia condotta per anni nelle aule dei tribunali tra sentenze e ricorsi. Secondo la normativa, infatti competente in materia è, in generale, l'Ente regionale ed in un'ottica di semplificazione amministrativa, la Conferenza dei servizi. L'esistenza, però, di pareri di scordanti tra le due Regioni interessate dal progetto - Marche e Umbria - ha reso necessario l'ingresso in campo di una terza forza, il governo, che valutata la situazione ha deciso per tutti, superando la mancata intesa. Per il Consiglio di Stato,
"il dissenso espresso dalla Soprintendenza, benchè legittimo, viene superato dal riesame degli interessi in gioco svolto dall'organo di ultima istanza (il governo Monti, ndr) che ha ritenuto di preminente interesse la realizzazione dell'impianto eolico per l'economia del territorio interessato."
"Tutto questo - fanno sapere da Italia Nostra - andando al di là della buona motivazione a difesa degli interessi a cui più tengono i cittadini: la salute e quindi l'ambiente che , come affermato dalla Corte costituzionale (sentenza n. 641/1987) 'assurge valore primario ed assoluto'. Questa sentenza - prosegue Italia Nostra - in attesa degli sviluppi dell'inchiesta in corso che ha messo sotto la lente anche l'iter autorizzativo del parco eolico; un brutto esempio per tutti i cattivi politici che potranno sapere di poterla sempre avere vinta, ma che da ai cittadini anche delle buone motivazioni per sostituire con il loro voto i politici e gli amministratori nelle prossime elezioni del 2015."
Corriere dell'Umbria Giovedì 19 Giugno 2014

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