La Spigadoro: 55 dipendenti a rischio

Sconcerto e preoccupazione. É questo lo stato d'animo con il quale i 55 addetti della Spigadoro, hanno accolto la notizia della mancata riapertura dello stabilimento a causa dell'improvvisa interruzione delle trattative tra l'attuale proprietà, la famiglia Podella, e la cordata di imprenditori di Latina interessata all'affitto del ramo d'azienda con relativo impegno di acquisto. Dopo mesi caratterizzati dal più stretto riserbo, voluto dai sindacati al fine di non turbare le trattative ritenute vitali per il futuro dello storico impianto folignate, sia le istituzioni che le parti in causa cominciano a far sentire la propria voce, se non altro per spiegare quali possano essere gli ultimi e intentati margini di manovra e per trovare, auspicabilmente, una via d'uscita. Ridando così un futuro e una prospettiva non soltanto ad un' importante azienda del territorio, ma a 55 famiglie, sicuramente poco interessate ai motivi degli intoppi e molto di più alle soluzioni concrete.
"Stiamo facendo di tutto per salvaguardare il sito, la forza lavoro e i creditori di Spigadoro - dice al telefono l'amministratore del socio unico di Spigadoro, Aldo Podella - Chi è intenzionato a subentrare deve poter garantire tutto questo, altrimenti non è possibile andare avanti. Il nostro amministratore e liquidatore (Domenico Fabiano, ndr) è ancora disponibile a siglare l'accordo, purchè vi siano le garanzie necessarie."
Una disponibilità confermata, stando ad alcune voci confidenziali, anche dalla controparte. Sembrerebbe infatti che Bernardino Quattrociocchi - l'amministratore della nuova società pronta a far ripartire la produzione lanciando sul mercato il nuovo marchio "Pasta Spigadoro" - abbia fatto sapere che ci sia ancora la volontà da parte degli imprenditori di Latina di procedere con l'affitto del rai rappresentanti sindacali per rendersi disponibili ad ogni possibile aiuto, seppur difficile. Poiché comunque si tratta pur sempre di una trattativa fra privati. […] Per Luca Barberini, consigliere regionale del Pd,
"servono senso di responsabilità e scelte rapide per restituire credibilità a un'azienda di riferimento per l'economia del territorio folignate e scongiurare la chiusura definitiva di un impianto che occupa 55 dipendenti."

Daniele Ciri
Corriere dell'Umbria Mercoledì 19 Ottobre 2011

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