Eremo di Santa Maria Giacobbe

L'eremo di Santa Maria Giacobbe si trova tra le balze rocciose del monte di Pale, in una concavità della parete. Si può raggiungere solamente a piedi dal paese, lungo un erto sentiero, a tratti scalinato, che sale tra i lecci e i ghiaioni.
L'eremo è stato costruito intorno al 1200 per venerare "Maria Jacobi", che secondo la tradizione popolare fu una delle pie donne che dopo aver assistito alla passione di Gesù, si ritirò qui per penitenza.
L'interno presenta numerosi affreschi che possiamo distinguere in pitture votive (ex voto) e pitture ornamentali. La volta è ricavata direttamente nella roccia ed è stata affrescata da un maestro che si rifà alla scuola senese, la figura che vi domina è quella dei Cristo benedicente. Alla destra dell'ingresso troviamo invece un grande affresco che riproduce la nascita di Gesù. Nella parete opposta, di fronte alla Natività, troviamo l'affresco che riproduce la morte della Vergine, forse di un pittore molto noto nella nostra zona, Cola di Petrucciolo, che proveniva da Orvieto ed era uno dei seguaci di Giotto. Sempre sulla stessa parete, troviamo una Madonna in trono, somigliante alla Madonna delle Grazie di Foligno; è detta anche Madonna della cintura. Gli affreschi più antichi si trovano dietro l'altare, sulla roccia dei monte; si tratta di tre figure che risalgono al 1200-1300 e rappresentano S. Maria Giacobbe, S. Lucia e la Madonna in trono, quest'ultima probabilmente è stata eseguita all'inizio dei secolo XIV. Sulla parete d'ingresso troviamo S. Cristoforo, al di sotto S. Sebastiano fra due sante.

A fianco l'affresco più misterioso dei santuario, il Santo Volto di Lucca, eseguito certamente prima dei 1392. Dal Santuario sono state asportate di recente due opere d'arte, che attualmente si trovano nella chiesa parrocchiale di S. Biagio a Pale, in seguito ai furti che hanno interessato la Madonna lignea (sec. XIII?), l'argenteria della Chiesa e gli ex voto su tavoletta. Si tratta appunto della Madonna lignea e della paia d'altare raffigurante S. Maria Giacobbe, datata 1507 e firmata da Lattanzio, figlio di Niccolò di Liberatore, detto l'Alunno.
L'eremo è meta di pellegrinaggi da parte dei sofferenti di dolori reumatici, malattia un tempo frequente negli abitanti di Pale e Belfiore per lo più occupati nel lavoro delle cartiere.

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