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sabato 22 dicembre 2012

Rio Fergia minacciato dall’inquinamento

Preoccupa la salute del Rio Fergia, minacciato dall'inquinamento. Simbolo della battaglia in difesa delle acque, il fiume di Boschetto è a rischio ambientale sia dal punto di vista chimico che batteriologico: questo quanto emerge dagli studi presentati ieri in conferenza stampa dal Comitato per la difesa del Rio Fergia. Da una nuova relazione del professor Giuseppe Sappa de la Sapienza di Roma e dalle analisi del professor Carlo Merli della stessa università emergono, infatti, dati allarmanti: le perizie rilevano un alto tenore di solfati e la non conformità del campione di acqua prelevato alla sorgente - accanto alle opere di presa da cui partono acquedotti per Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Fabriano - con i requisiti previsti dal consumo umano. Se l'incremento della percentuale dei solfati evidenzierebbe la perdita di acqua dal bacino, la presenza di batteri può essere dovuta ai pozzi di ricerca, aperti ormai da nove anni, dai quali filtrerebbero acque piovane, agenti inquinanti e batteri colifonni (che solitamente indicano una contaminazione fecale).
"evidente come sia in atto un grave danno ambientale non solo dal punto di vista qualitativo, ma anche quantitativo - spiega il presidente del Comitato, Sauro Vitali - La chiusura dei pozzi è assolutamente urgente e la nostra battaglia prosegue: se servirà, siamo di nuovo pronti ad una grande mobilitazione."
Sulla messa in sicurezza dei pozzi si pronuncerà nuovamente il Tar dell'Umbria il 16 gennaio prossimo. Intanto, però, il Comitato, in qualità di membro dell'organismo di controllo voluto dal protocollo d'intesa del 1993, ha inviato la segnalazione riguardo una situazione giudicata ad alto rischio a tutte le istituzioni pubbliche preposte, ovvero Regione, Provincia, Comuni, Asl e Ato coinvolti, Arpa, ministeri di Ambiente e Salute e presidenza del Consiglio. Dal Comune di Gualdo è arrivata una risposta contenente una richiesta di verifica all'Arpa.
"Non vogliamo creare allarmismi - sottolinea infine Dario Toffano del Comitato - ma siamo molto preoccupati e crediamo che gli organismi coinvolti debbano essere consapevoli della gravità della situazione."
Intanto, il Convitato si sta attivando per procedere non solo attraverso il tribunale amministrativo, ma anche civile e penale per danno ambientale.
Corriere dell'Umbria Sabato 22 Dicembre 2012

domenica 7 ottobre 2012

Ex Merloni: presto la firma al Ministero

La firma è prevista per il 16 a Roma, nella sede del Ministero dello sviluppo economico. Si tratta della sigla da apporre sul nuovo accordo di programma per la reindustrializzazione delle aree di Umbria e Marche (1500 i dipendenti coinvolti), investite dalla crisi dell'ex gruppo elettrodomestico "Antonio Merloni". La notizia era già nell'aria, c'era soltanto da formalizzare la data.

"L'accordo - come chiarito una ventina di giorni fa dall'assessore regionale all'economia Vincenzo Riommi - sblocca 35 milioni di euro di risorse nazionali, e riconosce agli imprenditori che creeranno nuova occupazione un contributo a fondo perduto del 20% e un mutuo agevolato del 50%. Una importante svolta nel percorso per la reindustrializzazione dell'area di crisi umbra - sottolinea l'assessore - che consente di mettere a disposizione tutte le risorse disponibili a favore di progetti industriali di sviluppo produttivo e tecnologico che siano finalizzati anche al riassorbimento dei lavoratori rimasti in carico alla procedura di amministrazione straordinaria della Antonio Merloni.

Abbiamo apprezzato - aggiunge Riommi - lo sforzo del ministero di ricercare insieme alle Regioni ogni possibile correttivo alla strumentazione esistente per la soluzione di una tra le più gravi crisi industriali italiane. La piena disponibilità di risorse e strumenti nazionali, integrata con quella degli strumenti regionali cui la giunta regionale ha assegnato di recente un'ulteriore dotazione di un milione di euro, credo rappresenti - conclude Riommi - una importante opportunità per imprese e lavoratori rispetto a programmi di investimento e di sviluppo occupazionale che nei prossimi mesi potranno essere avviati nel compendio industriale di Nocera Umbra e nei 17 comuni dell'area di crisi."

Silvia Angelici
La Nazione Sabato 6 Ottobre 2012

martedì 21 agosto 2012

A Nocera Umbra dopo 15 anni dal terremoto riapre la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta

Nocera Umbra, il giorno di Ferragosto si è celebrato un evento storico per la città e per l'intera regione. Quindici anni dopo il grande terremoto è stata riaperta al culto la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Per chiudere il cantiere ci sono voluti 12 anni consecutivi di lavori preceduti da altri 3 di studi e di attese. Un tempo lunghissimo che dimostra quanto un evento sismico possa incidere sia sul volto di una città che sulla vita di un'intera comunità.

É stato un altro importante segnale di ripresa. Addirittura il più forte di tutti questi 15 anni, vista la grande partecipazione che c'è stata sia alla celebrazione presieduta dal vescovo Domenico Sorrentino che alla processione notturna che l'ha preceduta. Il patrono della città, San Rinaldo, dal 1997 custodito nella chiesa prefabbrica di San Felicissimo, è tornato nella cattedrale tra gli applausi di due lunghe ali di fedeli. C'erano quattordici parroci, il sindaco Giovanni Bontempi e i sindaci delle città più vicine (Assisi, Bastia e Valtopina), ma - tranne l'assessore provinciale di Perugia, Donatella Porzi - non c'erano (almeno nelle vesti ufficiali) rappresentanti delle maggiori istituzioni.

Peccato, perché sarebbe stata l'occasione giusta - o meglio, il momento giusto - per dimostrare che Nocera Umbra non è sola. La città che negli ultimi anni - per i più svariati motivi e per responsabilità in alcuni casi reali, in altre immaginarie - è stata più volte additata come la pecora nera della ricostruzione ha, infatti, dimostrato che è pronta a rinascere. Ma non può certo farlo in solitario.I cantieri sono ancora presenti sia nel centro storico che nelle frazioni, ma rispetto al passato c'è qualcosa di più. Molto di più c'è la voglia collettiva dei nocerini di tornare a vivere come prima del 1997. Ma non basta.Nocera Umbra, che oltre al duro colpo del terremoto recentemente ha subito anche quello della crisi di tante piccole aziende e soprattutto dell'impianto Merloni di Gaifana, per tornare realmente in vita ha bisogno di un'ulteriore spinta.Necessita di idee, di proposte. E di opportunità concrete che permettano di sfruttare le risorse.

Le sollecitazioni devono venire da dentro le mura. Ma anche da fuori. Prendiamo, per esempio, proprio la principale risorsa del territorio, quella che grazie all'intuizione e alla volontà di un genio come Felice Bisleri, rese, nel secolo scorso, il nome di Nocera Umbra famoso in tutto il mondo: l'acqua. Negli ultimi cinquant'anni ci si è ostinati a sfruttare l'acqua di Nocera solo per l'imbottigliamento e per riempire gli acquedotti di mezza regione. Ma nessuno è mai riuscito a concretizzare un progetto per riaprire un centro termale degno di questo nome. Un centro che, se portato a una degna efficienza, potrebbe ridare lustro a Nocera Umbra e a tutto il suo territorio garantendo flussi turistici notevoli e possibilità di prosperità economica. Per anni si è parlato di riaprire una struttura storica come le Terme del Centino e Sviluppumbria era pronta a sostenere chiunque avesse voluto investire su questo progetto con finanziamenti facilitati provenienti da fondi europei. Ma tra lavori avviati e poi interrotti, protocolli d'intesa tra enti locali e accordi verbali con privati che si sono poi defilati, tutto è ancora in alto mare. Segno evidente che a un progetto del genere, finora, non hanno mai creduto né i nocerini, né i "forestieri". Maforse, non ci ha mai creduto fino in fondo neppure chi, dopo aver proposto l'idea, l'ha lasciata avanzare con incredibile rilento al punto che ora sembra finita nell'oblio.Parlando ai nocerini il vescovo Sorrentino ha lanciato un'esortazione:

"Non so se chi sia deputato ad avere delle idee le abbia o se dobbiamo cercarle insieme, ma so che per questa città c'è un futuro. Tornate a vivere nel centro storico e non lasciate che terminati i lavori esso diventi come un grande museo vuoto. Se questa cattedrale tornerà un grande luogo di fede, da qui potrà ripartire la forza di riconquistare la via del futuro."
Ma la via del futuro, aggiungiamo noi, è sicuramente in salita. E Nocera non può percorrerla da sola.
Corriere dell'Umbria

martedì 12 giugno 2012

Nocera Umbra - Analisi e prospettive di recupero urbano

Quattro aree di intervento per riqualificare il centro di Nocera Umbra, al fine di rilanciare l'economia ed essere attrattivi, nei confronti di imprenditori e turisti, puntando sulle risorse naturali presenti nel territorio, in primis l'acqua. Questo in sintesi il progetto che traccia il percorso di sviluppo sostenibile, volto a far ripartire la crescita locale di un territorio, quello nocerino, appunto, segnato nel 1997 dal terremoto. Idee e prospettive che sono state rese pubbliche in un incontro dal titolo "Nocera Umbra - Analisi e prospettive di recupero urbano", che si è tenuto all'interno del Museo archeologico della città.

L'incontro, promosso dall'amministrazione comunale, ha visto la presenza del sindaco Giovanni Bontempi, Piero Mignini, assessore al patrimonio immobiliare della Provincia di Perugia, Mauro Loy e Luca Broncolo, rispettivamente amministratori unici di Methos e Arch'is comunicazione, soggetti ideatori del progetto insieme a Studio Valla. Ecco le aree sulle quali, secondo il programma, si può intervenire: industria e formazione, servizi e attività, sport e salute, terme e ricettività "per reindustrializzare le aree obsolete."

Inaugurata la mostra iconografica "Risorsi Nocera. L'acqua, la storia, il futuro. In piccoli assaggi", promossa da Archi's e visitabile fino al 26 agosto.
La Nazione Martedì 12 Giugno 2012

giovedì 5 aprile 2012

La Ex Merloni in ripartenza

Si danno gli ultimi ritocchi prima del via alla produzione, nello stabilimento di Colle di Nocera Umbra della ex Antonio Merloni. Dall'inizio di questa settimana, infatti, sono rientrati al lavoro una cinquantina di dipendenti che si occupano dei reparti a monte rispetto alla produzione. Si sta procedendo, dunque, al controllo di tutti i macchinari, operazione di monitoraggio indispensabile dopo il fermo delle macchine per diversi mesi.
Inoltre, sembra che nel sito nocerino si sia già iniziato a produrre alcuni pezzi, per completare alcune piccole commesse. Le linee di montaggio, ferme ormai da mesi, dovrebbero tornare in movimento il 16 aprile, data effettiva della tanto attesa ripartenza produttiva dell'azienda. Ripartenza che segue a poco più di un mese di distanza quella dello stabilimento fabrianese di Maragone, in cui un centinaio di addetti erano rientrati in fabbrica per produrre in un paio di settimane, i 7mila asciugatori della prima commessa targata J&p Industries.

Tempi e personale del sito nocerino non dovrebbero essere dissimili da quelli dello stabilimento marchigiano: anche a Colle si aspetta il rientro di un centinaio di dipendenti impiegati sulle linee dei frigoriferi; solo in un secondo momento e a scaglioni potranno tornare al lavoro tutti i riassunti, per un totale di 350 dipendenti. Per Adolfo Pierotti, segretario regionale Fini Cisl, l'auspicio è quello che il rientro dei lavoratori in fabbrica non sia solo per poche settimane.

"Un piano industriale credibile - sottolinea Pierotti - e che non si basi solo sulla produzione storica presuppone una produzione che vada avanti nel tempo in maniera prolungata."
Corriere dell'Umbria Giovedì 5 Aprile 2012

martedì 13 settembre 2011

Giornate Europee del Patrimonio 2011 a Montefalco Valtopina e Nocera Umbra

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

24-25 settembre 2011

MONTEFALCO
Cappella di S. Bernardino

Presentazione del completamento restauro arcone cappella S. Bernardino di Jacopo Vincioli.
24 SET. ◔ 16.00 inaugurazione
Chiesa Museo S. Francesco - Via Ringhiera umbra
Tel. 0742 379598 - Fax 0742 379598
culturabiblioteca@comunemontefalco.it
Promosso da: Comune di Montefalco

VALTOPINA
Filo di segno opposto

Mostra di manufatti dove è possibile cogliere un’opposizione relativa alla forma o alla tecnica. Un’opposizione che è già insita nell’arte tessile: la meccanica del movimento della mano e la libertà del dare forma. Tutti gli oggetti in mostra sono connotati dal sottile gioco degli opposti: rivelano una grande abilità tecnica e doti eccellenti di fantasia creativa. In mostra una sezione di borsette antiche provenienti da collezioni private e manufatti moderni provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero.
2 SET.-8 DIC. ◔ 15.00-19.00
Museo del Ricamo e del Tessile
Palazzo Comunale
Tel. 0742 74625
info@comune.valtopina.pg.it
Promosso da: Comune di Valtopina

NOCERA UMBRA
A Nocera in Umbria

Presentazione/Conferenza/Visite guidate
24 settembre: presentazione guida “Nocera Città d’arte”, autori A. Picuti, E. Cecconelli, M. R. Picuti, Fabrizio Fabbri editore, realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno; conferenza “DENTRO L’OPERA”: Lettura visiva del Polittico dell’Assunzione di Niccolò Alunno” di Valter Bernardini.
25 settembre: iniziative e visite guidate all’interno dei musei e nel Centro storico.
24 SET. ◔ 11.00 presentazione guida
◔ 18.00 conferenza
25 SET. ◔ 10.30-13.00/15.00-17.30
iniziative e visite guidate
Centro Storico, Pinacoteca Comunale e Museo Archeologico
Tel. 0742 834036
Promosso da: Comune di Nocera Umbra

mercoledì 17 agosto 2011

Rio Fergia, battaglia non finita

Un paese in festa. Questa la reazione della frazione nocerino-gualdese di Boschetto alla sentenza del Consiglio di Stato, che blocca definitivamente i prelievi dai pozzi di Corcia, Sascupo e Rigali. Tanto che il 27 agosto sarà festa grande in tutto il paese. Ma anche un po’ d’amarezza. Quella che deriva dal fatto che “i cittadini si siano dovuti sostituire alle istituzioni”, a detta del presidente del Comitato per la difesa del Rio Fergia, Sauro Vitali. E nonostante la stanchezza dopo tanti anni di battaglie - iniziate giusto nell’agosto del 2004 - gli abitanti di Boschetto sono pronti ad affrontare anche quella definitiva: la cementificazione dei pozzi di ricerca. Per questo scopo, il comitato si sta già attivando e anche nella conferenza di ieri ha ricordato che il Comune di Gualdo, dopo le sentenze del Tar, aveva garantito di attivarsi per la chiusura delle perforazioni dopo la decisione del Consiglio di Stato. Ora che questa decisione è arrivata, gli abitanti rivendicano questo ultimo passo, che metterebbe la parola fine sulla vicenda. Nell’incontro di ieri, il Comitato si è addentrato anche nel merito della sentenza del 4 agosto scorso, specificandone alcuni elementi contenuti: l’incompetenza e la violazione di alcuni principi da parte della giunta regionale, la mancata effettuazione della valutazione di impatto ambientale dei pozzi, l’inadeguata valutazione dell’intervento sull’economia locale e la carenza della valutazione tecnico-economica della società che ha richiesto gli ulteriori prelievi. Elementi in accordo con le sentenze del Tar e con i ricorsi presentati da Comitato e Comune di Nocera Umbra.

“Gli abitanti di Boschetto hanno dato una grande lezione di civiltà alle istituzioni, vincendo una battaglia unica in Italia e nel mondo - ha precisato Vitali - Oggi abbiamo vinto, ma il nostro lavoro prosegue, sia per chiudere definitivamente i pozzi, sia in attesa della decisione del commissariato per gli usi civici, perché vogliamo capire perché ad un privato è stato permesso di realizzare i pozzi su un terreno che appartiene alla comunità”. E dalle parole ora è necessario passare ai fatti. Ad intervenire per il comitato, anche Alessandro Petruzzi, che ha specificato infatti come nella sentenza sia scritto che vada “eseguita all’autorità amministrativa locale”. E sarà proprio questa la linea delle richieste del comitato, pronto alla festa finale solo nel momento in cui i pozzi saranno cementificati. Presenti anche i comitati Pro acqua di Gualdo Tadino e quello degli artigiani de La Paciana di Foligno, l’ex sindaco di Nocera Donatello Tinti e il senatore Domenico Benedetti Valentini

Eirene Mirti
Corriere dell’Umbria del 17 Agosto 2011

sabato 30 luglio 2011

Nocera Umbra: Nuovo stop alla ricostruzione

É stata definita così da oltre 14 anni l'unità minima di intervento più corposa del centro storico, ancora in fase di ricostruzione dopo l'evento sismico che colpì l'Umbria nel settembre del'97, e che nell'insieme raggruppa oltre 65 costruzioni tra pubbliche e private. Dopo la soluzione dei problemi per i ricorsi giudiziari, la serie infinita di contestazioni e le dimissioni a catena dei presidenti del consorzio i lavori hanno preso il via da circa 16 mesi. Ora la Umi 1 torna alla ribalta, questa volta per un accordo tra Comune e Regione sulla nomina del responsabile unico del procedimento, figura che avrebbe dovuto tutelare l'amministrazione con compiti di pianificazione, coordinamento e supervisione delle contabilità emesse sui lavori eseguiti e che dopo un anno e mezzo circa di attività potrebbe essere delegittimata dalla Regione dell'Umbria poiché l'appalto, secondo quest'ultima, sarebbe solo privato e non pubblico - privato.
"Rassegno le mie dimissioni - spiega Gianluca Fratini - poiché l'incarico affidatomi, dall'ex sindaco Tinti e dall'ex consigliere con delega alla Umi 1 Laloni, come figura professionale, non è legittimato ad esistere secondo le indicazioni verbali avute dalla Regione dell'Umbria. Infatti dalle ultime riunioni con i dirigenti regionali e l'amministrazione comunale si è esclusa, solamente a parole e mai per scritto, la figura del responsabile unico del procedimento, nomina effettuata ai sensi del regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici, e il relativo compenso spettante. Pertanto - continua Fratini - chiedo alla Regione dell'Umbria il valore e la legittimità degli atti fino ad oggi emessi dal sottoscritto, compresi la consegna dei lavori, l'istruttoria sulla regolarità tecnico - contabile relativa al primo stato di avanzamento con firma del certificato di pagamento e relativa fattura che ha permesso all'impresa esecutrice dei lavori la riscossione del primo stato di avanzamento di parte pubblica. Ho consegnato - aggiunge Fratini - al responsabile del servizio lavori pubblici tutta la documentazione fino ad ora prodotta compreso il secondo stato di avanzamento presentato dal direttore dei lavori pervenuto in questo mese, che hanno portato fino ad oggi un buon andamento ai lavori della Umi 1 ma illegittimità quindi degli atti da me emessi, chiedendo l'esonero da ogni responsabilità relativa a ritardi che si dovessero verificare per il pagamento dello stesso. Rimetto al sindaco le deleghe assegnate il 24 giugno scorso relative alla firma di tutti gli atti inerenti gli edifici pubblici di proprietà del Comune, in quanto non più di mia competenza"

Sandra Ortega
Corriere dell'Umbria Venerdì 29 Luglio 2011

lunedì 25 luglio 2011

Palio dei Quartieri a Nocera Umbra anno 2011

Palio dei Quartieri a Nocera Umbra

Dal 1 al 7 agosto Nocera Umbra, nota come città delle acque, diventa vero e proprio teatro vivente in occasione del "Palio dei Quartieri".
Tutte le sere il centro storico si trasforma con ambientazioni e rievocazioni storiche nelle antiche botteghe di arti e mestieri, i cortei e le sfilate in abiti d'epoca, le mostre d'arte e di fotografia.
Alle figurazioni teatrali che rivivono lungo le vie e le piazze del centro si aggiunge la rinascita di sapori antichi e dimenticati nelle taverne, fino agli attesi giochi sportivi della domenica: la gara equestre del Roccio e la staffetta e la portantina del gioco della Dama infedele.
Protagonisti due quartieri e due epoche: Borgo San Martino, che ambienta la sua storia nel periodo compreso tra il 1350 e il 1450, e Porta Santa Croce che invece trae spunto dall'epoca compresa tra il 1850 e il 1950.
Il Palio viene disputato con sfide di abilità sportiva (la gara equestre del Roccio, la Sfaffetta e la Portantina) tra Borgo S. Martino, che ambienta la sua storia nel periodo compreso tra XIV e XV secolo, e Porta Santa Croce, che invece trae spunto dal XIX e XX secolo.
A confronto due epoche (1350-1450 e 1820-1920) e due coppie simboliche di colori: il giallo dei campi di grano e il blu delle acque di Nocera per il quartiere Borgo San Martino; il rosso, simbolo del coraggio, e il verde della speranza per il quartiere Porta Santa Croce

Per Informazioni: www.paliodeiquartieri.com
Lunedì 25 Luglio 2011

Programma della Settimana del Palio dei Quartieri 2011

Lunedì 1 Agosto

Ore 19.00
Apertura delle Taverne (aperte tutte le sere dalle 19.00 alle 0.00)

Ore 21.00 Piazza Caprera
Serata inaugurale condotta dalla giornalista e scrittrice Emilia Costantini. Madrina della serata, la modella e showgirl Melita Toniolo

  • Lettura del bando
  • Esibizione della Corale di Santa Cecilia
  • Presentazione ospiti d'Onore
  • Presentazione del Piano di Sviluppo Strategico 2011-2015
  • Inaugurazione delle Mostre

Martedì 2 Agosto

Ore 21.00 Piazza Umberto I e Piazza Medaglie d'Oro
Corteo Storico Quartiere Porta Santa Croce

Mercoledì 3 Agosto

Ore 21.00 Piazza Umberto I e Piazza Medaglie d'Oro
Corteo Storico Quartiere Borgo San Martino

Giovedì 4 Agosto

Ore 21.00 Centro storico
Rievocazione storica ed animazione teatrale del Quartiere Porta Santa Croce

Venerdì 5 Agosto

Ore 21.00 Centro storico
Rievocazione storica ed animazione teatrale del Quartiere Borgo San Martino

Sabato 6 Agosto

Ore 16.00
Palio dei bambini

Dalle ore 21.30
La Notte Bianca del Palio
Esibizione dei tamburini e sbandieratori di Nocera Umbra. Per tutta la notte musei e mostre, negozi e bar aperti accompagnati da musica e spettacoli itineranti.

Ore 00.00 Piazza Caprera
Assegnazione del Premio Speciale 2011

Domenica 7 Agosto

Ore 16.00 Campo dei Giochi
Gara del Roccio

Ore 21.00 Piazza Umberto I
Gioco de La Dama Infedele: staffetta e portantina

Ore 23.30 Piazza Caprera
Assegnazione del Palio dei Quartieri 2011

Ore 00.00
Spettacolo pirotecnico di chiusura

martedì 5 aprile 2011

Brunelli Costruzioni: un'altra brutta crisi a pochi metri dalla Merloni

A Nocera Umbra, a poche centinaia di metri dalla Antonio Merloni, c'è un'altra importante azienda del territorio che rischia di soccombere agli effetti della crisi e soprattutto alla stretta finanziaria imposta dalle banche. É la Brunelli costruzioni, azienda con circa 100 dipendenti, che si occupa di edilizia, escavazioni, lavori stradali, etc.
Stamattina, martedì 5 aprile, l'azienda si è fermata e tutto il personale, non solo gli operai, ma anche tecnici, impiegati e ingegneri e persino il titolare, hanno dato vita ad una manifestazione davanti alla sede dell'azienda per chiedere un intervento delle istituzioni che scongiuri il soffocamento dell'impresa. Sì, perché il problema, denunciato da azienda, sindacati e lavoratori, sta nella chiusura del rubinetto del credito da parte degli istituti bancari, nonostante l'azienda possa vantare vari appalti e commesse per una cifra che si aggira intorno ai 20 milioni di euro.

"La Brunelli è un'azienda che ha sentito come molte il peso della crisi globale – spiega Gianluca Menichini, della segreteria provinciale Fillea Cgil, stamattina in presidio con i lavoratori – negli ultimi tempi però sembrava che, dopo tanti sacrifici da parte dei lavoratori, la situazione fosse in via di soluzione, anche perché l'azienda era riuscita a recuperare gran parte di un grosso credito (9 milioni di euro) da un'azienda laziale e stava quindi saldando gran parte dei suoi debiti con le banche. Invece – prosegue Menichini – contro ogni aspettativa gli istituti di credito non hanno riaperto i rubinetti. Il titolare ci ha detto che, se prima della crisi potevano contare su fidi per 10 milioni, ora siamo appena a 600mila euro."
e questa situazione va a ricadere soprattutto sui lavoratori, che sono senza stipendio da dicembre. In questi giorni doveva essere pagata una mensilità, ma senza il credito delle banche anche i salari sono bloccati.

"L'azienda ha un piano industriale, le commesse ci sono, quello che manca è solo la liquidità – spiega ancora Gianluca Menichini – per questo i lavoratori ce l'hanno fondamentalmente con gli istituti credito. Però, il nostro appello è rivolto anche alle istituzioni locali, che devono fare pressioni sul sistema delle banche perché non lasci morire un'azienda che ha prospettive e che rappresenta una valvola di sfogo fondamentale per il territorio appenninico dal punto di vista occupazionale."
La protesta dei lavoratori comunque è solo all'inizio.
"Come Fillea Cgil, insieme ai lavoratori della Brunelli, siamo pronti ad organizzare altre manifestazioni – conclude Menichini – e non escludiamo azioni eclatanti, come il blocco della Flaminia, per arrivare ad una soluzione positiva di questa vertenza."

www.cgilumbria.it
Martedì 5 Aprile 2011

domenica 13 marzo 2011

Proroga dei termini per le offerte della Merloni

Sulla vertenza della Antonio Merloni, che per l'Umbria interessa lo stabilimento di Colle di Nocera, ci sono novità. I commissari Massimo Confortini, Silvano Montaldo e Antonio Rizzi, hanno prorogato al 28 marzo i termini della consegna delle offerte migliorative vincolanti per l'acquisto dei marchi di titolarità dell'azienda in amministrazione straordinaria. Interessati all'acquisto sono la cordata cinese Nanchang Zerowatt Electronic Group e gli iraniani della Mmd. I cinesi hanno partecipato al bando per le manifestazioni di interesse all'acquisto dell'Antonio Merloni presentando un'ipotesi di offerta per tutti e tre gli stabilimenti (uno da trasformare in centro ricerca, un altro in outlet di prodotti elettronici). Anche la Mmd (con capitali a Dubai) ha risposto al bando, con una pre-offerta per l'intero perimetro industriale del gruppo. I commissari tuttavia avevano sollecitato entrambe le cordate ad approfondire i rispettivi piani industriali e occupazionali, presentato garanzie finanziarie a supporto. Intanto, però, le preoccupazioni restano.
"Le preoccupazioni riguardanti la procedura di vendita degli stabilimenti rimasti invenduti della Merloni si sono concretizzate in conferme di ciò che da tempo abbiamo denunciato: non c'è la volontà da parte di tutti i soggetti interessati a lavorare per la cessione in continuità."
É la posizione del Comitato dei lavoratori dello stabilimento di Colle. La cessione in continuità,

"rappresenta la soluzione meno dolorosa in termini ri-occupazionali per i 2.240 lavoratori e per l'economia dell'intera fascia appenninica Umbro-marchigiana.
Una soluzione diversa da quella della cessione a favore di un grande gruppo industriale in grado di reinvestire nell'intero perimetro significherebbe - prosegue il Comitato - la perdita della quasi totalità dei posti di lavoro, con un impatto socio-economico che assumerebbe dimensioni devastanti per le regioni Umbria e Marche. É perciò incomprensibile che si stia cercando di tagliare i tempi alle due proposte internazionali già formalmente pervenute, quella iraniana della Mmd, e quella della g8 Spa, società di cui fanno parte la Otto Italia, e come socio di maggioranza, la Nanchang ZeroWatt Electronics Group."

Il Messaggero Venerdì 11 Marzo 2011

mercoledì 9 marzo 2011

Nocera Umbra e le Terme della Sorgente del Cacciatore

Qualcuno ancora si ricorda della "Ferro china Bisleri", il ricostituente e digestivo antesignano di molti integratori di oggi. Quella bevanda medicinale, tutt'ora in vendita, anni fa veniva prodotta a Nocera Umbra, utilizzando le acque della sorgente del Cacciatore, detta anche del Centino. Un'acqua - quella della fonte - ricca di ferro e con altre importanti proprietà che di fatto ne fanno un bene preziosissimo e certificato da numerose analisi scientifiche. Ma nella frazione di Schiagni, 530 metri sul livello del mare e distante cinque chilometri da Nocera Umbra, c'è anche dell'altro. Molto altro. Delle argille bianche pregiate che vengono utilizzate per la cosmesi e, soprattutto, un centro termale incompiuto e abbandonato da anni.
Una struttura costruita nei pressi della sorgente e che venne ristrutturata prima del terremoto del `97. Poi le scosse sismiche, l'edificio che cede e finisce nel dimenticatoio. Quattordici anni di totale oblio. Ignorato nei fondi per la ricostruzione, dimenticato dall'amministrazione comunale. Almeno fino a qualche tempo fa. A Nocera la voce corre da mesi, qualcuno si sta interessando alla sorgente del Cacciatore. E la conferma arriva dalla Provincia.Interpellato sull'argomento, l'assessore al Patrimonio Piero Mignini conferma:
"Stiamo definendo con il Comune di Nocera un progetto che entro un mese diventerà un bando pubblico. L'obiettivo è quello di creare un centro termale, delle strutture ricettive e dare il via libera all'imbottigliamento dell'acqua della sorgente."

Massimo riserbo sui dettagli del bando ancora in fase di elaborazione, ma qualcosa comincia a trapelare.Sono state già definite le linee guida del progetto che permetterà di realizzare uno stabilimento termale nel complesso della fonte del Centino. La Provincia ha acquisito dal Comune la maggioranza delle quote azionarie della società che gestisce il complesso (superficie di oltre 2mila metri quadrati), per un cifra minima: poco più di 40mila curo. I due Enti intendono creare un vero e proprio centro termale con beauty farro, struttura alberghiera (conuna ventina di stanze), servizio di ristorazione, vasche con le acque termali, strutture per saune, fanghi, massaggi e percorsi di benessere. Ma anche aerosolterapia e idroterapia.Non solo. Nel bando verrà prevista la possibilità di sfruttrare la sorgente del Centino per l'adduzione della preziosa acqua e il suo imbottigliamento.
L'idea è quella di mettere sul mercato un prodotto di nicchia, nessun imbottigliamento industriale quindi. Allo stesso modo verrebbe ad essere utilizzata la terra presente nella zona, ovvero quell'argilla bianca che in passato veniva addirittura venduta in piccole e costosissime confezioni. Il piano è ambizioso, valorizzare un complesso pregiato che, rimesso a nuovo e reso funzionale, ha un valore commerciale - secondo le stime - di oltre 10 milioni di euro. Comune di Nocera e Provincia ci credono, si tratterebbe di un'operazione in grado di creare la prima struttura termale regionale di queste dimensioni e soprattutto con queste caratteristiche.

Andrea Luccioli

Il Giornale dell'Umbria Mercoledì 9 Marzo 2011

lunedì 28 febbraio 2011

Cinesi in visita alla Merloni

Dopo l'incontro di Fabriano sulla Merloni, il sindaco di Nocera Umbra, Donatello Tinti, presente al tavolo di giovedì scorso, sottolineando la positività della giornata.

"In attesa della scadenza del 15 marzo, ultimo termine fissato per la presentazione delle integrazioni delle offerte prodotte dai gruppi industriali interessati all'acquisizione del complesso aziendale della Antonio Merloni, intorno al tavolo di lavoro convocato a Fabriano, tutti i soggetti coinvolti si sono trovati concordi con i commissari straordinari sulla necessità impellente di richiedere una proroga all'amministrazione straordinaria della legge Marzano e, quindi, della cassa integrazione, che scadrà il prossimo 24 maggio, e che coinvolge quasi 2.400 addetti tra gli stabilimenti di Umbria e Marche - spiega Tinti - Di pari passo, dovrà essere concretizzato il percorso che ci consentirà di utilizzare tutti gli strumenti conseguenti dall'accordo di programma finalizzato a creare nuove iniziative industriali per il rilancio economico del nostro territorio e di tutta la dorsale appenninica.
A questo proposito è già stato fissato un incontro specifico, che si svolgerà a Roma il 3 marzo tra Ministero e Regioni interessate. Nei prossimi giorni - conclude il sindaco di Nocera Umbra - come comunicato dall'ambasciata, verrà in visita, sia a Nocera Umbra che a Fabriano, il gruppo cinese interessato all'acquisto; i cittadini e i lavoratori saranno puntualmente informati sugli sviluppi della situazione".

E la visita dei cinesi segue quella effettuata qualche giorno fa dall'azienda iraniana che si è detta interessata all'acquisto della Merloni. Si stringono i tempi, dunque, per poter dare una risposta ai lavoratori.

Corriere dell'Umbria Lunedì 28 Febbraio 2011

martedì 15 febbraio 2011

Zona industriale di Capodarco a Nocera l'aria è irrespirabile per i mezzi pesanti e la strada bianca

Aria irrespirabile nella zona industriale nella zona industriale di Capodarco di Nocera Umbra. La denuncia porta la firma del consigliere dell'Idv, Teodoro Armillei, che in una interrogazione ha così analizzato il rischio ambientale:
"in questa zona industriale ci sono una trentina attività artigianali e un paio di cave per la pietra. Proprio le polveri sollevate da questi siti e i molti camion di trasporto che si muovono all'interno di una viabilità non asfaltata, stanno alla base di un innalzamento di Pm con punte massime fino a 210 a fronte di una legge che fissa il dato al 50 per cento."
Armillei ha chiesto all'assessore Roberto Bertini se la Provincia può intervenire per sanare questa situazione che ha visto
"scendere in campo anche un comitato di cittadini. La Provincia in questo caso ha poche competenze in questo caso noverino. Comunque ci prendiamo subito due impegni: il controllo costante insieme all'Arpa dei valori dei valori di inquinamento e la nascita di un tavolo con il Comune di Nocera, il comitato e la Provincia per trovare soluzioni condivise e in economia."
Provincia di Perugia Martedì 15 Febbraio 2011

domenica 6 febbraio 2011

Il lupo conquistano il territorio

Il lupo è tornato; ormai in territorio nocerino la cosa è risaputa ed, anzi, il predatore continua a farsi notare. Dopo gli attacchi dei mesi scorsi, l'ultimo è solo della settimana passata, quando un allevatore ha trovato morte due pecore che si trovavano in un recinto nella zona di Castrucciano. Il lupo è riuscito a passare la recinzione e ad uccidere due fra gli animali del piccolo gregge più in difficoltà, perché entrambe le bestie erano gravide. Questo è solo l'ultimo di una serie di danni subiti dagli allevatori della zona: il mese scorso, infatti, sempre nelle colline del territorio nocerino a ridosso del monte Subasio, sono stati attaccati degli animali al pascolo. A farne le spese, un asino rimasto ferito ed un cane da guardia, che è stato invece ucciso. Ma che i lupi siano ormai ben presenti in zona è testimoniato anche dal ritrovamento, nel mese di novembre, del corpo di un esemplare di questa specie sulla strada che porta a monte Pennino. Con questo ritrovamento, si è passati dalle supposizioni (qualcuno ha ipotizzato che si trattasse di cani randagi) ai fatti.

L'animale, ucciso probabilmente dallo scontro con un automobile, era una giovane lupa di 25 chilogrammi, il cui corpo è stato trasferito all'istituto zooprofilattico. A confermarne la specie, anche la Polizia provinciale di Perugia, intervenuta al momento alla segnalazione dell'incidente insieme ai veterinari della Asl 3. E gli organi di comando della stessa Polizia provinciale hanno confermato anche l'aumento degli accadimenti per cause traumatiche legati ai lupi, indice dell'espansione in territorio perugino di questa specie protetta. Nel corso del 2010, i casi segnalati alla Polizia provinciale di incidenti in cui sono stati coinvolti lupi (come incidenti stradali, ma anche l'annegamento degli animali stessi nei canali) sono stati sette.
Aumentano, inoltre, anche le denunce di danni da parte degli allevatori che giungono alla Provincia di Perugia. Non solo i lupi sono tornati a popolare il Nocerino e la fascia appenninica umbro-marchigiana, quindi, ma la loro popolazione è anche in aumento. Resta da capirne le cause. A scanso di ogni equivoco, qualsiasi disquisizione deve partire dal presupposto che l'idea che vi siano soggetti (enti, associazioni o altro) che abbiano rilasciato questi lupi, come spesso si sente dire, è soltanto una leggenda metropolitana. Questa specie (protetta dalla metà degli anni '70) si è espansa perché ha trovato in Umbria condizioni favorevoli al suo incremento ed è andata a ricollocarsi nella sua naturale nicchia ecologica. Queste condizioni, come spiegato anche dal servizio programmazione e gestione faunistica della Provincia, sono prevalentemente due: l'aumento delle prede naturali del lupo (come cinghiali e caprioli) ed un pascolo di animali allo stato brado con poca sorveglianza. Proprio su questo fronte, la Provincia si era battuta alcuni anni fa con il progetto europeo "Life coex", mirato all'aumento dei sistemi di protezione, primo fra tutti l'utilizzo di cani da pastore per gli animali al pascolo. Secondo i dati del servizio provinciale, quindi, non si tratta di un aumento solo nel Nocerino: il lupo sta riconquistando tutto il territorio provinciale, dove era quasi scomparso da 30-40 anni

Eirene Mirti

Corriere dell'Umbria Mercoledì 2 Febbraio 2011

domenica 23 gennaio 2011

Il museo archeologico di Nocera Umbra

Il nuovo museo archeologico sta riscuotendo, nel suo primo mese di apertura, un buon numero di presenze e commenti positivi da parte dei visitatori. Dopo il pienone dell'inaugurazione, il 18 dicembre, la struttura ha ospitato, in questo primo mese, una media di 10-15 visitatori al giorno, soprattutto nocerini; positivi i commenti riportati riguardo i contenuti, i reperti esposti, ma anche il bookshop e il prezzo del biglietto: occorrono, infatti, tre euro per visitare sia il museo archeologico che il museo civico "San Francesco". Molti sono stati gli apprezzamenti anche sulla sede che ospita il museo, ovvero l'ex palazzo comunale. Un palazzo dove in origine c'era soltanto la chiesa della confraternita di Santa Maria della Mattonata (oggi sala conferenze, già sala del consiglio comunale prima del terremoto), sorta intorno alla fine del 1400. Nel 1569 la struttura diventerà sede del seminario, poi sede del palazzo del governatore, quando quello situato accanto alla torre civica crollerà nel terremoto del 1747-51; è da qui in poi che il palazzo diventerà sede del Comune. Oggi nelle diverse sale sono ospitati i reperti che documentano le fasi storiche del territorio nocerino del paleolitico inferiore, fino all'alto medioevo, passando per la cosiddetta protostoria, il periodo romano e quello longobardo, ricongiungendosi temporalmente con il materiale artistico del museo civico "San Francesco".
"é positiva l'affluenza di tante persone in questo primo mese di apertura e della presenza anche di molti giovani - spiega il sindaco di Nocera Umbra, Donatello Tinti - e ora stiamo lavorando sul catalogo, da realizzare in diverse lingue, e sulla promozione della struttura in Umbria e fuori regione."

Prevista inizialmente per le sole festività natalizie, l'apertura quotidiana è stata prolungata a tutto il mese di gennaio; il museo archeologico sarà, quindi, aperto tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 10,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 17

Eirene Mirti

Corriere dell'Umbria Domenica 23 Gennaio 2011

lunedì 27 dicembre 2010

Uno stabilimento termale con le acque della fonte del Centino?

Realizzare uno stabilimento termale nel complesso della Fonte del Centino a Nocera Umbra. Questa è l'idea, o meglio, l'intento imprenditoriale che sta portando avanti la Provincia di Perugia e già un primo passo è stato compiuto. Infatti, nell'ultima seduta consiliare prima della pausa natalizia è stato approvato con 16 voti a favore e 5 astenuti da parte dell'opposizione il cambio di maggioranza delle quote della proprietà del terreno e dell'edificio. Mentre finora il Comune di Nocera deteneva il 56% contro il 44% della Provincia, d'ora in poi il Comune avrà il 49% mentre la Provincia il 51%. Nel contempo l'assemblea ha deliberato la volontà di acquisire dal Comune di Nocera la "Soc. Terme del Centino S.r.l", titolare della concessione dello sfruttamento delle acque della fonte omonima.
"Vogliamo essere ente capofila di un progetto che presenteremo in Commissione tra qualche settimana – ha spiegato l'assessore provinciale all'Edilizia, Piero Mignini – e nel contempo il Consiglio ha votato la volontà di acquisire la società titolare della concessione per lo sfruttamento delle acque nella terra del Centino. Ovviamente – ha continuato – l'amministrazione provinciale si riserva di fare tutte le verifiche societarie del caso e se queste risponderanno alle esigenze dell'Ente si procederà con i progetto."
Ma vediamo in cosa consiste questo percorso progettuale e patrimoniale per il recupero ambientale – turistico e culturale del Centino pensato dai due enti. Nell'area interessata vi è un complesso immobiliare di circa 2000 mq costituito da cinque corpi di fabbrica di cui il centrale risulta in fase di avanzata ristrutturazione, mentre per lo sfruttamento dell'acqua a scopi commerciali è concessionario il Comune. Nel tempo le due amministrazioni si sono impegnate nello sviluppo del complesso, attraverso un progetto che prevedeva il recupero d tutti gli edifici con destinazione centro termale, grazie alle proprietà dell'acqua, già apprezzata fin dall'antichità. A proposito di quest'ultima l'idea progettuale dovrà prevedere l'imbottigliamento, con il trasferimento della titolarità della concessione, per lo sfruttamento e valorizzazione dell'acqua della sorgente del Cacciatore; l'utilizzo della stessa per scopi terapeutici collegato oltre che a cure idroponiche, ad un centro per il benessere fisico mentale oltre che ai piaceri ludici ricreativi; valorizzazione dell'enogastronomia locale, mediante la realizzazione di un ristorante e soggiorno di pazienti-clienti. Prima di approdare in Consiglio la pratica era stata discussa nella II Commissione Consiliare permanente presieduta da Giampiero Fugnanesi (Pdci). In quell'occasione Piero Sorcini (Pdl) aveva espresso "perplessità" sull'operazione in quanto mancava una adeguata documentazione per procedere a valutazioni. "Perplessità" confermata anche in Consiglio.
"Questo progetto non l'ho capito – ha detto il consigliere – sembra il frutto di un'enfasi eccessiva."
Dello stesso avviso anche Luigi Andreani (Pdl) per il quale
"al momento non si comprende bene quello che dobbiamo fare. Siamo – ha concluso – a livello di fumosità."

In Commissione, Daniela Frullani (Pd) aveva ripercorso le tappe di questa vicenda poiché iniziata quando lei era assessore al bilancio nella precedente legislatura.

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Provincia di Perugia Lunedì 27 Dicembre 2010

giovedì 16 dicembre 2010

Apre il museo archeologico di Nocera Umbra

Si amplia il polo museale nocerino: ad arricchirlo, il nuovo museo archeologico, che verrà inaugurato sabato alle ore 11. Dopo diversi slittamenti, è finalmente certa, infatti, la data di apertura del nuovo Centro di documentazione dei siti archeologici del territorio nocerino. Collocato nell'ex palazzo comunale ristrutturato dopo l'evento simico del 1997, quindi nella parte più alta del centro storico, il nuovo museo si affiancherà al già esistente museo civico "San Francesco", nella vicina piazza Caprera, ma anche agli archivi storici comunali, ritornati nella loro città da pochi mesi, andando ad integrarne i contenuti per quanto riguarda il periodo più antico della storia locale. I reperti che verranno esposti, provenienti da rinvenimenti avvenuti nel corso del secolo scorso e da una collezione privata acquistata dal Comune negli anni '80, ricostruiranno infatti la storia del popolamento del territorio nocerino, dalla preistoria all'età medievale.
"Il nuovo museo, oltre alla classicità del percorso espositivo, prevede degli spazi adeguati per laboratori di restauro e per attività didattiche, finalizzati a renderlo estremamente vivo ed attento al territorio - afferma il sindaco Donatello Tinti - Per la nostra città, l'evento rappresenta un'ulteriore opportunità di crescita"
Corriere dell’Umbria Giovedì 16 Dicembre 2010

mercoledì 8 dicembre 2010

Nocera Umbra e quel centro storico da rilanciare

Rivitalizzare il centro storico nocerino, a partire dalla scuola e dalle opere pubbliche, come la diga di Acciano e lo svincolo Nocera nord della nuova Flaminia. Questo l'obiettivo per cui nasce il
"Comitato cittadino per la rivitalizzazione del centro storico di Nocera e del territorio."
In un territorio colpito pesantemente dalla crisi economica e sociale della Merloni, aggiuntasi a quella del terremoto, secondo il nuovo comitato occorre una visione forte da cui partire: quella di far rivivere il centro storico come priorità del territorio e della fascia appenninica.
"Non possiamo correre il rischio che il centro storico diventi il luogo di una ricostruzione senza vita - spiega nella sua prima nota il comitato, che ha come suo referente provvisorio Augusto Paolucci - Il primo atto da compiere è fare una scelta chiara; per questo chiediamo a tutti gli enti (Regione, Provincia e Comune) di compiere questa scelta e collocare le scuole medie superiori nel centro storico, e precisamente nel palazzo del vescovado."
Oltre alla scuola bisogna pensare anche alle opere pubbliche. La diga di Acciano, per iniziare, di fondamentale importanza per Nocera e per la Regione, ma anche lo svincolo Nocera nord della nuova Flaminia, la cui nuova proposta progettuale viene reputata di immediata realizzazione e utile al superamento di molti problemi. Scelte fondamentali per il futuro nocerino, secondo il comitato, perché anche il centro storico non diventi un museo a cielo aperto.
"Dobbiamo generare opportunità e speranza in tutti i cittadini e nel dibattito regionale - si conclude nella nota - per questo ci costituiamo come comitato cittadino aperto a tutte le associazioni e a tutti i singoli: per sviluppare tutte le iniziative necessarie e fare in modo che vengano compiute fino in fondo scelte decisive"

Eirene Mirti
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Dicembre 2010

venerdì 22 ottobre 2010

La strategicità del traforo del Cornello tra passato presente

Sarà presente anche il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, all'incontro di oggi pomeriggio alle 16 presso il museo civico "San Francesco", in piazza Caprera, su
"La strategicità del traforo del Cornello tra passato presente."
Oltre al rappresentante del governo, all'incontro-dibattito organizzato dalla rivista mensile parrocchiale "L'Altranocera", sono previsti gli interventi dell'assessore regionale ai Trasporti dell'Umbria, Silvano Rometti, e di Luigi Viventi, assessore al Trasporto, reti e viabilità dei territori montani delle Marche; presenti anche monsignor Giovanni Tonucci, prelato di Loreto e delegato pontificio del santuario della Santa Casa, e monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino; coordinerà l'incontro don Germano Mancini, direttore responsabile de "L'Altranocera". L'incontro si propone di aprire un dibattito sul progetto del traforo di Valle Feggio, conosciuto anche come traforo del Cornello, che collegherebbe il versante umbro della dorsale appenninica a quello marchigiano, passando per Nocera Umbra e congiungendo idealmente Assisi e Loreto, mete anche di un percorso spirituale. Approvato nel 1990 dal consiglio di amministrazione dell'Anas, il progetto esecutivo del traforo prevedeva due lotti, uno per l'Umbria (di 3.100 metri) e l'altro per le Marche (900 metri); appaltata nel 1993, la parte di traforo marchigiana è stata realizzata per 500 metri prima che i lavori si bloccassero. I lavori della parte umbra, che comprenderebbero la realizzazione del raccordo con la Flaminia e il completamento della galleria, non sono partiti, nonostante il parere favorevole dato nel 1999 dalla Regione sull'impatto ambientale e l'approvazione, sempre nel ‘99, del progetto esecutivo da parte del ministero dei Lavori pubblici. Il traforo rappresenta per Nocera Umbra una via di collegamento diretta con le Marche. A sottolinearne l'importanza è anche l'amministrazione comunale, che definisce lodevole l'iniziativa odierna.
"Quello del traforo del Cornello - spiega il sindaco Donatello Tinti - è un problema annoso, ripreso in mano tante volte e portato anche all'attenzione dell'ex ministro Lunardi, quando alcuni anni fa venne in visita a Nocera. Nel frattempo sono state fatte altre scelte, come quella della strada della Val di Chienti o della superstrada che collega Perugia a Fabriano passando per Fossato di Vico. Serve una decisione chiara del governo e delle regioni Umbria e Marche per capire se nelle scelte di governo ci sarà posto anche per questa operazione, importante per la città di Nocera sia da un punto di vista turistico che di identità comune."

Sulla scorta della presenza a Nocera del ministro Matteoli e dei rappresentanti delle istituzioni, i lavoratori precari del Comune hanno promosso una manifestazione per tenere accesa l'attenzione sui problemi legati alla loro stabilizzazione. Al riguardo, nei giorni scorsi, il capogruppo regionale dell'Udc Sandra Monacelli ha presentato un'interrogazione chiedendo di sapere entro quali tempi verranno adottare soluzioni volte ad assicurare anche a questi ultimi lavoratori precari la stabilizzazione del rapporto di lavoro

Eirene Mirti Sandra Ortega

Corriere dell'Umbria Venerdì 22 Ottobre 2010