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domenica 19 agosto 2012

A Foligno il momento a lu centro de lu munnu

Dopo secoli di leggende e decenni di richieste ufficiali, finalmente l'amministrazione comunale si è decisa ad intervenire: Foligno avrà il suo momento a "lu centro de lu munnu". La città della Quintana vedrà così riconosciuto in maniera tangibile il suo primato di centralità terrestre, sino a qualche anno fa individuato nell'ormai mitico birillo rosso del Caffè Sassovivo. Dalla chiusura dello storico locale in corso Cavour. Foligno era rimasta orfana del suo principale punto di riferimento ma ora il dado è tratto: "lu centru de lu munnu" è individuato nel bel mezzo del Quadrivio meglio conosciuto coree lu Tribbiu - alla confluenza tra via Garibaldi, via Mazzini, largo Carducci e corso Cavour. Lo riporta persino Wikipedia, l'enciclopedia, on-line più autorevole e consultata della rete globale. A deliberare il primato folignate fu infatti - incredibile ma vero - lo stesso consiglio comunale che il 29 maggio del 2008 approvò ufficialmente una mozione presentata il 19 settembre 2007 dal vicepresidente della massima assise cittadina, Francesco Maria Mancia (Pdl). L'atto impegnava inoltre l'amministrazione comunale a
"fare del centro del mondo un vero e proprio segno distintivo della città che unisca storia, tradizione, cultura e credenze popolari, per creare un punto di comunicazione a fini promozionali e turistici di rilievo internazionale."
Chi resisterebbe alla tentazione di potersi fare uria, foto al "centro del mondo" o avere un ricordo della sua visita nell'ombelico del pianeta? Si potrebbero intercettare - anche se per qualche ora - flussi turistici internazionali interessati all'Umbria. E dopo quasi cinque anni, in apertura di seduta consiliare il sindaco Nando Mismetti ha annunciato tra le comunicazioni ufficiali - che i bozzetti per realizzare un simbolo monumentale al "centro del mondo" sono pronti e saranno valutati insieme ai tecnici entro la fine del mese di agosto.
"Posso dichiararmi soddisfatto ha commentato lo stesso Mancia - avevo chiesto notizie anche con un'interrogazione presentata il 5 ottobre 2009, ora c'è una risposta concreta all'impegno preso. Ringrazio inoltre il sindaco per avermi invitato a collaborare alla scelta del progetto, con la speranza di fare qualcosa di buono e di "storico" per l'intera città. La mozione impegnava inoltre l'amministrazione comunale ad attivarsi per predisporre l'individuazione toponomastica del quadrivio - fa sapere Mancia - ed anche su questo è stato annunciato un provvedimento da parte degli uffici."
Ora non resta che vedere cosa - e come rimpiazzerà il leggendario birillo rosso
Corriere dell'Umbria Domenica 19 Agosto 2012

lunedì 16 marzo 2009

Il servizio idrico integrato del Folignate, dello Spoletino e della Valnerina

Chiude con un fondo cassa di poco superiore agli ottocentomila euro il conto consuntivo 2008 dell'Ato 3, che riunisce ventidue comuni del Folignate, dello Spoletino e della Valnerina sotto un'unica bandiera per l'organizzazione del servizio idrico integrato e per il controllo e la regolazione del servizio erogato agli utenti.
La relazione tecnica e i prospetti contabili sono stati predisposti dal direttore Fausto Galilei allo scopo di consentire la verifica e l'analisi agli amministratori che compongono l'assemblea consortile e che nell'occasione erano presenti solo in nove su ventitré (includendo anche la Provincia quale membro di diritto).
La quota rappresentata era maggioritaria (circa il 62 per cento) ma da tempo molti piccoli Comuni non partecipano più a sedute importante, come quella ad esempio relativa all'approvazione della nuova tariffa idrica.
Se il bilancio è stato votato da 9 su 23 enti pubblici, analogamente per la nuova articolazione tariffaria si sono registrate quattordici defezioni, allo stesso modo di quanto era accaduto in occasione dell'approvazione del nuovo piano d'ambito per la bancabilità.
Il conto consutivo 2008 non è stato votato, perché assenti, da Campello sul Clitunno, Cascia, Cerreto di Spoleto, Giano, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Norcia, Poggiodomo, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Trevi, Vallo di Nera e Provincia di Perugia.
Tutti questi enti messi insieme costituiscono circa il 38 per cento della partecipazione. Erano invece presenti Giacomo Bonini Baldini (Bevagna), Manlio Marini (Foligno), Nando Durastanti (Monteleone di Spoleto), Enzo Animobuono (Nocera Umbra), Alfredo Virgili (Preci), Vittorio Ciancaleoni (Spello), Daniele Benedetti (Spoleto), Giuseppe Mariucci (Valtopina).
L'avanzo di amministrazione non vincolato al Bilancio 2009 viene dunque accantonato rinviando a successivi atti le decisioni per uno specifico utilizzo della somma

giovedì 26 febbraio 2009

Il Santuario Madonna della Valle a Bevagna

Ancora un appello, accorato, per dare una sistemazione adeguata al santuario della Madonna della Valle, che si trova sopra a Torre del Colle di Bevagna.
La chiesa, danneggiata dal terremoto del '97 e chiusa da circa tre anni, secondo i residenti sta andando in rovina e ha bisogno di essere ricostruita.
Da qui la sollecitazione a intervenire al più presto per salvare il santuario. Accorato sollecito
"Non sappiamo più a chi chiedere - dicono in una lettera - la chiesa appartiene alla curia di Spoleto, ma nonostante siano state raccolte più di 2000 firme, siano state coinvolti Pro-loco, Comune, Provincia e Comunità montana questa chiesa sembra terra di nessuno.
Sicuramente non è una chiesa che rientra nei nostri circuiti turistici religiosi più famosi e non è richiamo di turismo di massa.
Ma resta una meta di devoti e di affezionati del posto che tengono molto a questa struttura."
E a quanto pare, anche se chiusa, si incontra sempre gente nella zona del santuario. L'interesse da parte dei cittadini, dunque, è alto anche in considerazione della storia di questo edificio di culto.
"Venne costruito - raccontano gli abitanti - nel '43 grazie all'opera di alcuni devoti, in particolare un certo Pierino Stortini che dedicò tutta la sua vita a raccogliere offerte dalla povera gente contadina dei dintorni (era il perido della guerra e di fame ce ne era tanta)."
Ma perchè scegliere proprio quel posto?
"La tradizione racconta - aggiungono - che vi siano state delle apparizioni e che la Madonna venerata lì sia particolarmente miracolosa.
Il santuario divenne così meta di devoti e di pellegrinaggi. Numerosi erano una volta gli ex-voto, oggetti preziosi appesi all'interno, sulle pareti che poi spesso venivano rubati.
Attuali testimonianze sono anche le scritte di ringraziamento sui muri."
Il nodo ricostruzione Il nodo da sciogliere è uno: verificare lo stato complessivo della chiesa della Madonna della Valle, in particolare la tenuta del terreno sottostante.
La struttura potrebbe infatti essere minata da un movimento franoso, il che renderebbe ostico e non risolutivo un intervento di restauro.
Indagini in corso Sono comunque in corso delle indagini da parte di una commissione paritetica appositamente istituita da Comune, curia e Regione per verificare se il terreno sottostante tenga e sia dunque possibile effettuare un'operazione di salvataggio del santuario.
"Non siamo indifferenti al problema - commenta il sindaco di Bevagna, Enrico Bastioli - siamo riusciti a ottenere fondi (24mila euro) per effettuare questi sondaggi sul terreno e attualmente ci troviamo in una fase importante per capire come è possibile muoversi.
Il Comune su questo fronte mantiene alta l'attenzione, così come in passato si è impegnato a raccogliere le istanze dei cittadini e a sostenerle."

mercoledì 11 febbraio 2009

No alla danza sportiva al Palasport

L'assessore Fusaro non ha fatto piena luce sulla vicenda del parere negativo espresso dalla Commissione pubblici spettacoli, da lui presieduta, incaricata del sopralluogo al Palasport.
Fusaro ha solo riferito che
"le carenze rilevate hanno riguardato alcuni documenti e certificazioni relativi ai libretti di manutenzione degli impianti elettrici e di quello di riscaldamento dell'edificio."
Ha sottolineato, invece, di non avere specifiche competenze in materia anche la vice comandante del corpo di polizia municipale, Piera Ottaviani, presente pure lei al sopralluogo: la sua autorità si fermerebbe infatti alla verifica dell'idoneità del parcheggio e della viabilità intorno alla struttura, aspetto questo che risulterebbe a norma.
Gli atti sarebbero ora stati rimessi, attraverso l'ufficio del lavori pubblici del Comune, agli organi competenti.
Per poter accedere ai verbali in questione e quindi per capire quali siano le mancanze rilevate al Palasport, occorre seguire la prassi che lo stesso assessore Gianpiero Fusaro indica, ovvero quella di inoltrare una "richiesta motivata" all'ufficio lavori pubblici, cosa che qualcuno farà per chiarire definitivamente una faccenda di cui nessuno vuole parlare.
Solo attivando questa procedura sarà infatti possibile consultare i verbali e capire quali siano esattamente le irregolarità e le carenze rilevate.
"Sento comunque di poter dire - ha spiegato l'assessore Gianpiero Fusaro - che risultano in regola gli aspetti di primaria importanza."
Ma ci sarà anche un'altra domanda a cui rispondere: come è possibile che nonostante il parere negativo della Commissione e in assenza di autorizzazione amministrativa al Palasport siano andati avanti lo stesso con lo spettacolo?

martedì 27 gennaio 2009

I centri minori del Comune di Gualdo Tadino

Tempo di bilancio, dopo la conferenza stampa di fine anno, anche per i lavori pubblici, settore sempre importante in un'amministrazione comunale.
Nell'elenco distribuito alla stampa gli interventi sono stati suddivisi tra quelli conclusi nel 2008, in corso e con le procedure avviate.
Un totale di 22,3 milioni di euro impegnati dalla giunta Scassellati, che vede Luciano Recchioni con la delega ai lavori pubblici.
Nel primo comparto il responsabile del settore, Antonio Pascucci, ha inserito la riqualificazione della zona industriale nord, per un importo di 1,1 milioni di euro, il secondo stralcio della pavimentazione del centro storico, 1,3 milioni, per seguire con i lavori di recupero dell'ex casa colonica Depretis, adiacente al distaccamento dei Vigili del Fuoco di Gaifana, per 350mila euro, il front office di Casale, per 218mila, l'intervento a Vaccara e Palazzo Mancinelli, 280mila euro ciascuno, mentre per Pieve di Compresseto l'intervento è stato di 380mila euro.
Per un totale di 3,2 milioni di euro. Tra i lavori in corso quelli relativi alla palazzina della ex sede della Dc, due lotti del primo stralcio del Pir del centro storico, il completamento dei Pir di Cerqueto-Palazzo Ceccoli, Corcia, Gaifana, Grello, Pastina, Petraia, Rigali, Corcia.
Accanto a questo il collegamento delle fognature di Corcia-Petroia, il completamento della pavimentazione intorno alla Rocca Flea, in corso Italia, piazza Martiri e piazza Garibaldi.
Il tutto per un importo di 13,6 milioni di euro. Ma c'è un altro comparto di opere, quelle definite con procedure avviate. Si va dall'ampliamento del cimitero di San Facondino, alla riqualificazione delle opere di urbanizzazione a valle della viabilità principale della zona industriale nord e il relativo completamento dell'urbanizzazione, la realizzazione di marciapiedi lungo la traversa della Flaminia, i lavori di urbanizzazione della zona artigianale sud.
Accanto a questo i lavori complementari dell'ex chiesa di Cerqueto, il secondo stralcio del centro di prima accoglienza per animali randagi a San Lazzaro, l'adeguamento della scuola materna centro, la realizzazione dell'edificio per la protezione civile, il collegamento delle fognature Gaifana-Corcia, la taverna di San Benedetto, il Museo nell'opificio Rubboli, l'auditorium adiacente alla chiesa di San Francesco e il potenziamento delle fognature di Palazzo Mancinelli-Vaccara.
Tutto questo per un importo che supera i 5,5 milioni di euro.
"L'impegno di questa amministrazione, di completare la ricostruzione del centro storico, è stato in larghissima parte mantenuto - si legge nella relazione annuale dell'amministrazione - inoltre in questi ultimi mesi sono state espletate le procedure per la realizzazione degli interventi di recupero e definitiva sistemazione infrastrutturale dei centri storici minori.
In pochi mesi quindi anche importanti centri come San Pellegrino, Rigali, Petraia potranno finalmente fregiarsi di nuove e più funzionali strade, piazze e vicoli."
Tutto questo con una situazione economica - evidenziata dalla responsabile Giulia Brega nella stessa relazione - che vede un fondo cassa al 31.12.2007 di 11,7 milioni euro, divenuti 13 a fine 2008, considerato che sono stati emessi 4740 mandati di pagamento nel 2008 per oltre 47 milioni di euro a fronte di 48,7 milioni di riscossioni attraverso 3851 ordini di incasso.
Nel 2008 sono stati contratti mutui per un totale di 496mula euro

martedì 13 gennaio 2009

Il Bosco Urbano sarà intitolato a Fabrizio De Andrè

Oltre quattrocento alberi e tremila siepi stanno per trasformare l'area incolta accanto al nuovo ospedale "San Giovanni Battista" nel primo progetto di "bosco urbano" della città di Foligno.
Ridurre il tasso di anidride carbonica, aumentare il benessere dei cittadini, fornire di una vista migliore i pazienti dell'ospedale e creare un'area verde per i loro parenti: questi i principali obiettivi dell'iniziativa presentata ieri a palazzo Deli.
Il bosco sarà pronto per la prossima estate ma non rappresenterà la fine del progetto. Nuove aree sono già al vaglio degli amministratori pubblici, i quali assicurano che seguiranno altri "boschi urbani", tra cui uno nell'area tra Sterpete e Borroni.
Tutte le piante saranno di origini locali: tra gli altri, 70 esemplari di roverella, 24 tigli, 10 pioppi cipressini, 22 aceri, 20 olmi campestri, 20 farnie e 10 esemplari di corniolo.
L'importo dei lavori sfiora i 50mila euro, la superficie interessata è pari a quattro ettari di terreno.
L'accesso al bosco sarà filtrato con siepe appartenenti alle spinose. Il primo "bosco urbano" che il Comune di Foligno realizzerà in città sarà dedicato al cantautore scomparso proprio dieci anni fa Fabrizio De Andrè.
É corretto dire il primo, dal momento che il bosco che quest'estate impreziosirà la vista dalle camere del "San Giovanni Battista" sarà in futuro accompagnato da nuove aree verdi, la prossima molto probabilmente sarà come detto in zona Sterpete-Borroni.
Il "bosco" di viale Arcamone sarà collocato accanto all'ospedale e in estensione arriverà nei pressi della nuova chiesa targata Fuksas.
Le piante impiegate saranno tutte di specie autoctone, alberi del posto dunque, in grado di massimizzare l'efficienza di "cattura della Co2".
Nella parte bassa sono previste aree attrezzate in prossimità della struttura ospedaliera, la regolamentazione dell'accesso sarà invece filtrata da specie spinose a bassa permeabilità.
É corretto dire che siamo di fronte ad un "tassello mancante" per il San Giovanni Battista, anche se già si trova in un'area di periferia.
Questo perché i tanti parenti dei ricoverati potranno trascorrere un'ora seduti su una panchina a leggere invece di stare chiusi in una sala d'attesa.
"Un'area verde ribadirà e allargherà il concetto di umanizzazione a cui guardiamo da sempre con grande interesse - ha spiegato il direttore generale della Asl n.3, Gigliola Rosignoli - ci saranno spazi attrezzati per le diverse famiglie."
Naturalmente non stiamo parlando di un parco e non troveremo percorsi ciclabili, sentieri o bar. L'obiettivo è aumentare la qualità ambientale della città, il numero di aree verdi, individuando le zone in cui il progetto serve e, soprattutto, può prendere piede.
Oggi di fronte al "San Giovanni Battista" l'area è inutilizzata, ma per l'inizio di questa estate arriveranno tigli, pioppi, olmi, fornie, aceri e roverelle.
In totale un'area di quattro ettari con 414 piante e oltre 3000 siepi e cespugli. Come mai la dedica a De Andrè?
"Un artista che parla di libertà, dei tanti aspetti della vita - spiegano il sindaco Manlio Marini e l'assessore all'ambiente Paolo Trenta - l'idea nasce ancor prima del decennale dalla sua morte che cade proprio in questi giorni.
Una scelta che ha trovato d'accordo tutte le parti, considerando che in Italia sono decine le città che hanno una piazza, una via o un parco dedicato al cantautore genovese."
Il bosco vedrà sin dall'inizio piantumati tutti i quattrocento alberi, qualcuno già nelle sue dimensioni, altri in fase di crescita.
La manutenzione specifica andrà avanti per una fase di tre anni

martedì 2 dicembre 2008

I vigili del fuoco fra Gualdo Tadino e Nocera Umbra

Da quando arrivarono, all'indomani del sisma del '97, la loro presenza è stata sempre discreta ma essenziale nei momenti di difficoltà, facendo quasi chiedere come si faceva prima della loro presenza fissa nel territorio gualdese.
I vigili del fuoco del distaccamento di Gaifana, significativamente a cavallo tra Gualdo Tadino e Nocera Umbra, sono ormai compagni quotidiani dei cittadini di questo territorio e questo si concretizza proprio in occasione dei festeggiamenti per la santa patrona dei vigili del fuoco, Santa Barbara.
E così anche il prossimo 4 dicembre, quando il distaccamento di Gaifana celebrerà i festeggiamenti in onore della patrona, le istituzioni e i cittadini di Gualdo Tadino, di Nocera Umbra e degli altri comuni il cui territorio ricade nella competenza dei vigili del fuoco di Gaifana.
Alle 18 è prevista la celebrazione della santa messa e la recita della preghiera dei vigili del fuoco.
A seguire alla presenza dei sindaci del territorio di competenza e del capo distaccamento Nicola Serino e del funzionario responsabile Antonio Romolo Stilo, saranno consegnati i riconoscimenti per l'amicizia dimostrata al distaccamento, alla ditta Brunelli Costruzioni spa di Nocera Umbra, a Gianfrancesco Torzoni della Lafa, di Nocera Umbra, a Gianni Bucci e Cesare Buglioli della ditta B&b di Gualdo Tadino e a Mario Menichetti direttore dello stabilimento della Rocchetta.
Al termine delle cerimonie ufficiali si svolgerà un momento conviviale e di amicizia. Nell'intera giornata del 4 dicembre il distaccamento di Gaifana rimarrà aperto a tutti coloro che desiderano visitare la caserma per visionare le varie attrezzature usate e per avere informazioni sull'operato dei vigili del fuoco.
L'aumento e l'eterogeneità degli interventi del distaccamento di Gaifana testimonia la cruciale importanza dell'operato dei vigili del fuoco sul territorio di competenza.
Tuttavia rispetto lo scorso anno si registra la diminuzione degli interventi per incendio di boschi e sterpaglie ma, di contro un aumento del numero degli interventi per soccorso a causa delle avverse condizioni climatiche.
Ciò è dimostrato anche dall'encomio avuto dal Comandante Provinciale Raffaele Ruggiero al personale del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Gaifana a seguito dell'emergenza neve del Gennaio 2008

giovedì 20 novembre 2008

La Residenza comunitaria di Bevagna

La struttura sarà inaugurata domenica pomeriggio alle ore 16
"Siamo oltremodo orgogliosi di poter riconsegnare alla città e al comprensorio un luogo di così grande rilevanza sociale capace di rispondere con la massima qualità e professionalità alle esigenze di tante famiglie."
Con queste parole il sindaco di Bevagna, Enrico Bastioli, ha aperto la conferenza stampa che si è svolta ieri mattina nella sala Consiliare per la presentazione della Casa di riposo appena restaurata e che prende il nome di "Residenza comunitaria" al fine di evidenziarne la familiarità, l'aspetto unitario e di legame con l'intera città che la caratterizzeranno.
L'inaugurazione si svolgerà domenica pomeriggio alle 16 alla presenza di importanti cariche del mondo politico e sanitario tra le quali lo stesso direttore generale della Asl3 Gigliola Rosignoli.
"Un appuntamento di grande importanza per l'intera comunità - ha dichiarato il sindaco - dopo tanti anni di impegno dell'amministrazione e della Asl (che ringraziamo per la piena e costante collaborazione) può finalmente riaprire le porte questa Residenza comunitaria."
Fu chiusa il 15 aprile 2004, quando i 13 ospiti che vi alloggiavano furono trasferiti presso l'attuale Casa Serena (ex Onpi).
In questi anni è stata ristrutturata, resa accogliente sotto tutti i punti di vista e rispondente alle esigenze degli ospiti che vi andranno ad abitare: cucina e preparazione dei pasti indipendenti, cinque addetti (quelli che c'erano un tempo) sempre presenti e controllo notturno.
"Si è trattato di un'opera di grandi dimensioni da un punto di vista economico anche perché abbiamo voluto realizzare tutto quello che poteva essere importante per le necessità degli ospiti - ha sottolineato il sindaco Bastioli - i fondi regionali per la riqualificazione dell'intera struttura sono stati 671 mila euro, mentre i soldi del bilancio comunale sono stati 20 mila euro per la piazza e 21 mila euro per l'arredo.
Da ringraziare le Fornaci Briziarelli per i mattoni utilizzati per la pavimentazione della piazzetta adiacente l'entrata."
Un lavoro corale e di grande soddisfazione.
"Una realtà che mancava nella città di Bevagna - ha precisato l'assessore Orlando Tardini anche lui presente alla conferenza stampa - in totale rientreranno 15 ospiti autosufficienti e 5 disabili.
Per il momento possiamo contare sulla collaborazione della Asl, ma già dall'inizio del nuovo anno riteniamo di diventare completamente indipendenti nella gestione."
Precisamente, 11 ospiti autosufficienti (tra cui un centenario) rientreranno il primo dicembre, mentre i 5 disabili entreranno nella Residenza a partire dalla primavera prossima, dopo che sarà stato liberato il piano terra dal centro di salute che vi è ospitato attualmente.
"Va riconosciuto all'amministrazione che ha saputo portare avanti una scelta coraggiosa e di qualità - ha concluso la dottoressa Marilina Giulianelli, responsabile del Centro di salute - la Residenza riprende vita nel centro storico, in mezzo alla comunità come una grande famiglia".

sabato 15 novembre 2008

Il Comune da il Comune toglie

Si è celebrata ieri mattina nell'aula civile della sezione folignate del tribunale di Perugia l'udienza che vede contrapposto Settimio Marani, uno dei proprietari del Castello di Popola e l'amministrazione comunale folignate.
Al centro della vicenda giudiziaria una storia che dura da 11 anni, iniziata con il sisma del 1997, e a causa della quale Marani rischia ora di restare senza un tetto sopra la testa.
Questi i fatti: l'anziano abitante del Castello di Popola rimase senza casa all'indomani del terremoto, proprio a causa degli ingenti danni che l'evento tellurico causò sulla antica struttura.
Da quel giorno per lui è iniziata la vita all'interno della casetta di legno, messa a disposizione dal Comune di Foligno, a fronte del pagamento di un canone mensile di poco più di 100 euro.
Ora però le cose potrebbero cambiare, in peggio, per Settimio Marani. Sembrerebbe infatti che alla fine dello scorso mese di ottobre, a causa di alcuni canoni non pagati, il Comune di Foligno abbia recapitato all'anziano una ingiunzione di sfratto dalla casetta di legno per morosità.
"Oramai - avrebbe detto Marani ieri mattina nel corso dell'udienza al giudice Gennaro Iannarone, che ha momentaneamente rinviato la causa al prossimo 28 novembre - mi stanno togliendo anche la mia dignità."
L'unica fonte di reddito per l'anziano sarebbe infatti una pensione di invalidità di 400 euro al mese, mentre l'unica proprietà era proprio una porzione di quel castello dove la fine della ricostruzione sembra essere ancora lontana.
L'aspetto singolare della vicenda sta proprio nel fatto che, essendo quella struttura considerata un bene storico, i vari proprietari, all'indomani del terremoto delegarono della ricostruzione del castello il sindaco del Comune di Foligno che così oggi si trova a rivestire un doppio ruolo: da un lato potrebbe essere l'artefice dello sfratto di Marani dalla casetta di legno, dall'altro è il responsabile dell'andamento della ricostruzione dell'antica e pregiata struttura di Popola.
Sulla questione interviene anche l'avvocato Stefania Filipponi, legale di fiducia dell'anziano insieme a Gianluca Teglia, che spiega:
"Va innanzitutto sottolineato che nel contratto di locazione sottoscritto da Settimio Marani vi è un articolo secondo il quale la morosità, se determinata da cause quali una malattia o lo stato di indigenza, non può essere considerata causa di risoluzione del contratto.
Mi chiedo a questo punto chi debba essere considerato indigente se nella categoria non rientra neppure un anziano invalido che vive esclusivamente con una pensione di 400 euro al mese.
A breve, inoltre, invieremo al Castello di Popola dei tecnici di parte che saranno chiamati a verificare lo stato della ricostruzione.
Vorremmo infatti che il sindaco di Foligno, nella sua veste di delegato della ricostruzione del Castello di Popola renda conto non solo dello stato dei lavori, ma anche dei fondi finora percepiti e del modo in cui essi sono stati spesi."
Infine l'avvocato Filipponi si lascia andare a un'amara considerazione:
"Si parla spesso di Umbria come modello da esportare, credo che episodi di questo genere debbano far riflettere anche rispetto a certe affermazioni".

lunedì 10 novembre 2008

Stasera si riunisce la consulta

Riunione molto importante per la consulta delle associazioni. Infatti dopo che il progetto era partito all'inizio del 2005, da parte dell'amministrazione comunale c'è il tentativo di un rilancio del progetto.
Partito da qualche mese con l'individuazione di una struttura con tanto di consiglio direttivo e un presidente, Arnaldo Coletti, la consulta si riunirà stasera alle 21 per la propria assemblea generale.
Una riunione della associazioni che hanno aderito alla consulta - ma c'è ancora tempo per farlo anche alla vigilia dell'incontro - che servirà a fare il punto sul lavoro di questi mesi.
Infatti all'ordine del giorno, dopo l'intervento del sindaco Angelo Scassellati e del presidente Coletti, i membri dell'associazione potranno confrontarsi sulle modifiche statutarie predisposte dall'apposit commissione, nonché il lavoro della commissione per il calendario delle manifestazioni territoriali per il 2008-2009.
Il consiglio direttivo della Consulta è presieduto da Arnaldo Coletti, e prevede per il settore sociale : Mauro Guerrieri (Centro di volontariato sociale), Filippo Cappellini (gruppo scout Gualdo Tadino); settore culturale : Fiorella Angeli (Unigualdo ), Olimpia Urbani (Gualdo Sound Project); settore Pro loco: Federico Bellucci (Pro loco Cerqueto), settore ambientale : Luciano Meccoli (Cai ), settore sport: Simonetta Minelli (atletica Tarsina ), Arnaldo Polidoro (Raboclimbing).
I membri di diritto da statuto sono Gianfranco Biagioli (associazione turistica Pro Rigali-corsa delle botti); Filippo Matarazzi (associazione Maggiaioli-festa del Maggio di San Pellegrino), Enrico Matteucci (Pro loco Grello-festa del fuoco); Paola Moriconi (associazione turistica Pro Tadino); Corrado Petrini (gonfaloniere Ente Giochi de le Porte); Sergio Ponti (comitato processione Venerdì Santo) e Paolo Santini (comitato San Carlo di Roveto-appresentazione presepe vivente).

mercoledì 22 ottobre 2008

Sotto accusa il piano regolatore

"Sul centro storico siamo ad una svolta? Si parla di Puc2, chiusura, chiusura parziale e altro ancora, ma se siamo davvero ad un punto di svolta è importante capire di cosa si tratta e se quanti ne parlano intendono tutti la stessa cosa."
Umberto Tonti, al vertice dell'Oma, azienda che opera nel settore aeronautico, nonché ex presidente della sezione Assoindutria, interviene nel dibattito sul centro storico.
"Purtroppo ad oggi nessuno ha ancora tradotto in termini pratici il suo auspicio - dice Tonti riferendosi ai numerosi interventi fin qui espressi - perché esso rappresenta più una critica che una proposta che di per sé preclude la stesura di un progetto articolato su più punti.
Tutto si può dire fuorché negare che la critica sia giusta e spinta dalle migliori intenzioni, ma devo confessare che nessuna ipotesi mi convince."
Tonti, per spiegare la sua posizione, fa riferimento a una circostanza:
"La passeggiata in bicicletta cui ho partecipato per raggiungere il luogo dove si è effettuata l'apertura dell'anno scout, mi ha condotto lungo la meravigliosa campagna di Foligno, ma mi ha anche mostrato quante villette e quanti moduli abitativi siano stati costruiti e/o sono in edificazione in queste aree con una densità tale che a tratti è senza soluzione di continuità.
Il primo convincimento che mi è scaturito è stato quello che il piano regolatore abbia fallito nella sua funzione regolatrice, perché mentre lo si adottava perfezionando i suoi strumenti nessuno si è accorto che il mondo cambiava e che il contesto andava riorientato per limitare le forze centrifughe che in esso erano congenite.
Infatti la città non è cresciuta ma si è sparpagliata senza freni, sorprendendo, probabilmente, anche gli stessi addetti ai lavori.
Attualmente - sostiene Tonti - l'unica forza centripeta è rappresentata dalla forte immigrazione, agevolata dal massiccio utilizzo della edilizia pubblica residenziale, ma è troppo poco rispetto a quanto necessita per ridare vitalità alla città."
Ma migliorare si può?
"Difficile - spiega l'imprenditore - sarà ricreare una svolta che riorienti i flussi dovendo portare le famiglie a rivedere le proprie abitudini.
La chiusura o no del centro storico mi sembra un elemento di discussione importante, ma del tutto inadeguato ed inefficace davanti alla varietà dei contesti su cui si dovrebbe calare.
L'aver spostato il baricentro verso la periferia ha significato che tutti si siano dovuti "motorizzare" e quindi si muovano laddove la viabilità ed i parcheggi facilmente accessibili rendono il veicolo non un peso ma una utilità.
E questo non è certo il centro storico, nelle condizioni in cui attualmente si trova. Alcuni pensano al rafforzamento dei parcheggi, altri che siano sufficienti ed in entrambi i casi circolano idee differenti, ma è anche possibile che ormai anch'essi siano fuori gioco perché è mancata la pedonalizzazione del cittadino.
Ora c'è il Puc2 che viene lanciato come prodotto risultante da fattori partecipativi. Se ciò è, il Puc2 deve rappresentare davvero un elemento di discontinuità, anche se non esaustivo, attraverso il quale siano i cittadini, per il tramite delle imprese commerciali, artigianali, che attuano strategie che nascono dalla necessità e non siano un ripiegamento, o peggio, un assoggettamento verso politiche di sostegno che danno sollievo ma non curano la malattia.
Sarebbe spiacevole - conclude Tonti - che, anche in questo caso, nella convinzione di veder nascere una città sulle esperienze del passato ci si ritrovi ignominiosamente seppelliti nel cimitero delle illusioni."
Alfredo Doni
dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 22 Ottobre 2008

domenica 20 luglio 2008

Foligno PUC2

Puc 2 è una sigla che ai più non dice niente. Ma in realtà il “Programma urbano complesso di seconda generazione” potrebbe rappresentare una buona, se non irripetibile, occasione per tentare di rilanciare il centro storico.
Questo, per lo meno, è ciò che emerge dalle parole dell’assessore all’urbanistica Joseph Flagiello.
Che domani sera (ore 21, corte di palazzo Trinci) illustrerà insieme con l’assessore regionale Silvano Rometti, le caratteristiche e le finalità del “programma” che può portare dai 3 agli 8 milioni di euro destinati al rilancio del centro di Foligno.
“La Regione Umbria - spiega Flagiello - ha emanato un bando, con scadenza 30 settembre 2008, rivolto ai comuni con oltre 10 mila abitanti denominato Puc2.
L'amministrazione comunale di Foligno ha scelto di progettare un intervento integrato sul centro storico della città ed è in corso l'elaborazione di un programma per un ammontare compreso tra 3 ed 8 milioni di euro, più una compartecipazione pubblica per almeno il 15% ed una quota di coofinanziamento privato per un minimo del 30%”.
In poche parole, si tratta della possibilità riservata ad attività artigianali, commerciali e ricettive (sia nuove che già esistenti) di accedere a finanziamenti di cui il 30 per cento a fondo perduto.
Flagiello (e il gruppo di lavoro) sta elaborando un bando pubblico a cui potranno partecipare tutti i cittadini che abbiano intenzione di avviare o rilanciare la propria attività in centro storico col sostegno di fondi pubblici.
“L’obiettivo - spiega l’assessore - è appunto quello di dare un impulso al centro attraverso la valorizzazione del patrimonio, l’accessibilità sostenibile e le attività economiche ammissibili a finanziamento, tra cui edilizia residenziale, sostegno alle attività commerciali-artigianali, investimenti in infrastrutture pubbliche, piano di marketing urbano, crescita delle infrastrutture culturali, servizi ai cittadini e alle imprese, ed infine, sostegno alle attività turistiche e ricettive”.
Per quanto riguarda il bando, alla definizione della graduatoria concorreranno i punteggi assegnati alle domande presentate al Comune.
In particolare, ha spiegato Flagiello, si terrà conto della tipologia di intervento, della sua localizzazione, della categoria commerciale, dell’entità del finanziamento e del soggetto attuatore.
Ma non è tutto: l’assessore ha in mente un progetto che, se si realizzasse, potrebbe davvero rappresentare una svolta per la mobilità (e quindi la vivibilità) del centro storico. Si tratta di un “mini scalo merci” da realizzare evidentemente in periferia.
Qui i mezzi pesanti dovrebbero scaricare le merci destinate alle attività del centro storico. Ad effettuare la consegna, poi, sarebbero dei furgoncini alimentati elettricamente. Zero inquinamento, dunque, zero rumori e soprattutto niente più camion tra le strade del centro storico.

Alfredo Donidal Corriere dell'Umbria