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martedì 28 gennaio 2014

Grechetto e Montefalco bianco per continuare a stupire

É vasta la produzione dell'azienda. Dici Adanti e pensi al Sagrantino, ma la storia è un po' diversa per la verità.
Questa è una cantina storica nella produzione del Sagrantino secco, però la filosofia è stata quella di non andare verso una sola tipologia, ma pensare anzi aprendo gli orizzonti dello studio, della sperimentazione e della valorizzazione di vitigni che qui danno risultati di grande soddisfazione senza essere "strombazzati" dalle mode del momento.

Ecco così che la cantina produce soprattutto vini rossi da vitigni autoctoni, come il Sagrantino di Montefalco Docg secco e l'immancabile passito, e poi il Montefalco rosso Doc e l'Arquata rosso dell'Umbria Igt.
Adanti con grande dedizione e successo continua a produrre anche caratteristici vini bianchi quali il Grechetto dei Colli Martani e un interessante Montefalco bianco Doc. Le uve utilizzate, principalmente di varietà sagrantino e sangiovese, ma anche cabernet, barbera, grechetto e merlot, provengono esclusivamente dai vigneti di proprietà dell'azienda. Gli attuali proprietari dell'azienda, Pietro, Daniela e Donatella Adanti, continuano ancora oggi a mirare a una produzione selezionata di vini e olio extra vergine di oliva di qualità, rivolgendo costantemente la massima cura a ogni prodotto, nel rispetto del territorio e delle sue antiche tradizioni.

"Questa della diversificazione della produzione spiega Donatella Adanti - è stata da sempre una delle nostre certezze. Fare vino significa farlo bene e sapevamo benissimo, anche negli anni del boom del Sagrantino, che nessuno poteva affidarsi soltanto a quello. Lo dicevamo ad alta voce, era anche uno dei nostri consigli quando piccoli produttori ci chiedevano un suggerimento su ciò che avrebbero dovuto fare. E la strada è questa, senza dubbio, e lo ha detto anche il tempo. "

Corriere dell'Umbria Martedì 28 Gennaio 2014

venerdì 18 ottobre 2013

La Strada del Sagrantino anello di congiunzione tra aziende

La Strada del Sagrantino come punto di riferimento per tutti i propri assodati, in un'ottica di tutela del patrimonio ambientale ed occupazionale. Lo sottolinea il presidente Guido Guardigli, rilevando come l'associazione "Strada del Sagrantino" funge da interlocutore tra le aziende interessate a creare una rete d'impresa: il Gruppo Intesa Sanpaolo, tramite "Agriventure", mette a disposizione un servizio di consulenza per sviluppare l'internazionalizzazione delle aziende aderenti.
"Si tratta di un altro importante servizio che la Strada mette a disposizione dei suoi associati - sottolinea ancora il presidente Guido Guardigli - i benefici della promozione collettiva si ottengono soprattutto nei momenti di crisi, per la necessità che tutti hanno di contenere i costi. Questa è la funzione dell'associazione Strada del Sagrantino ed un altro motivo per farne parte, soprattutto oggi"
Corriere dell'Umbria Venerdì 18 Ottobre 2013

giovedì 17 ottobre 2013

La raccolta delle olive in Umbria

É iniziata la raccolta delle olive nelle chiuse che separano la valle umbra dalla dorsale appenninica. Sembra che il primo vento autunnale abbia rubato a mastro Giorgio il segreto degli smalti perlacei dell'azzurro del cielo, del vede delle colline e del grigio degli ulivi spazzolati dal vento, ora accesi e ora smorzati dal passaggio della nuvolaglia. I rituali sono sempre gli stessi.
"La fatica conosce pochi aggiornamenti, quando si tratta di raccogliere"

pontifica un vecchio caposcala di Spello, al comando della squadra che da anni opera in quel mare di ulivi che scende da Collepino fino alla Chiona. Non è vero. L'industria del settore ha fatto molti progressi. Non solo teli sempre più grandi, ma anche ombrelli intercettatori per la raccolta meccanizzata, defogliatori, abbacchiatori elettrici per la raccolta dei frutti pendenti. Un discorso a parte merita l'indocile moraiolo, refrattario all'abbacchiatura meccanizzata.

Chi frequenta gli uliveti di questa regione, (da quello secolare di San Felice di Giano a quelli di Arrone, dalle Coste di Trevi agli scomodi terrazzamenti che avvolgono le balze scoscese di Pale, dalle colline di Campello alla petrosa Scandolaro) sa che a distanza di anni nulla è cambiato nei metodi di raccolta. A decorrere dagli anni Ottanta (quando ancora imperversavano i batteria fiscoli), per ottenere un ottimo prodotto fu necessario cambiare, i sistemi di molitura. Là sì che l'industria fu determinante. Come decisiva fu l'azienda Rapanelli di Foligno, con la sua Sinolea, apprezzata in tutto il Mediterraneo, perché in grado di estrarre olio extravergine sfruttando la differenza di tensione superficiale fra olio e acqua e, quindi, offrendo la possibilità di estrazione selettiva.
All'anziano caposcala di Spello dolgono le ossa, ma non difetta la memoria. Sa meglio di chiunque altro che la fatica accumulata non ha portato i frutti sperati, se non una vita salutare spesa in compagnia di persone perbene, dedite a questa onesta pratica agronomica. Oggi si molisce in giornata. La sera, al termine della raccolta, le olive non sono più ammassate, ma immediatamente sottoposte al processo estrattivo. Dopo di che l'olio - armonioso come un'ottava dell' Ariosto - cala alla maniera dello smeraldo fuso sulla fetta di bruschetta.

Questo è l'unico processo culturale possibile, ascetico, salutare e identitario, che giova allo spirito e al corpo. Dalla scienza olearia apprendiamo che sono i polifenoli a svolgere un'azione protettiva sulle nostre cellule, contrastando l'effetto negativo dei radicali liberi. Non è solo questo. Sono la fatica e l'amore ripagati dei raccoglitori. Forte dei potatori, la bellezza del nostro paesaggio, il sogno millenario dei contadini, a produrre un effetto salvifico, armonioso per le cellule, liberatorio per la mente. Il primato dell'olio umbro ha a che vedere con il paesaggio.

Osservate i raccoglitori mentre rientrano con le loro scale sulle spalle dopo una giornata di faticosa brucatura. Li illumina l'ultima luce che veste di porpora Assisi e Spello. Le vecchie pietre del Subasio ardono di porpora, le finestre scintillano fulgendo come ostensori al dardeggiare del sole che cala dietro le colline di Bettona. I tetti a proscenio si protendono verso il giorno che muore. Tutto questo ha a che fare con il brand Umbria.

Eppure il nostro olio porta in sì un baco colossale. Non ce lo nascondiamo. La Somma costituisce l'"hic sunt leones" dell'extravergine. I raffinatori, i grandi oleifici, mostrano una perversa vocazione cosmopolita per i polifenoli greci, tunisini, spagnoli e nella migliore delle ipotesi, pugliesi. “ se ne frega da dove viene l'olio? “ se ne frega se non è armonioso come un'ottava dell'Ariosto? se ne frega se viene spacciato per € 0.90 al litro per poi essere rimesso sul mercato a prezzi concorrenziali? L'importante è scriverci su "olio umbro".

Tanto il ruolo poeticamente antiossidante nell'immaginario del consumatore lo svolge il brand. Il resto lo fa la comunicazione nei confronti del mercato abboccone, propinandoci storielle suggestive, fornendoci parametri qualitativi ogni anno migliori, valori medi di acidità da urlo rilevati nei campioni analizzati, che vattelappesca se provengono dall'Uovo di Piccione di Bengasi o dal Moraiolo dell'eroico caposcala.
Tanto un campione per le analisi si rimedia sempre. Con quello che avanza ci si fa la bruschetta a casa. Beata umbritudine, umbra beatitudine.

giovanni.picutà@alice.àt 
Corriere dell'Umbria Giovedì 17 Ottobre 2013

venerdì 8 marzo 2013

Sagrantino: Umbria’s rising wine star

Cresce e si consolida sempre più il rapporto tra gli straordinari vini di Montefalco e il mercato statunitense.
"Sagrantino: Umbria’s rising wine star."

É questo il tema della campagna di promozione voluta per il 2013 dal Consorzio tutela vini Montefalco, che ha l'obiettivo di promuovere, diffondere e valorizzare la cultura, del Sagrantino a New York e degli altri vini umbri nel mercato statunitense. Dopo l'interesse suscitato nella prima edizione, della primavera scorsa, il "Sagrantino Month" si ripropone con un calendario ricco di appuntamenti, un calendario che per tutto il mese di marzo coinvolgerà consumatori, operatori del settore e della stampa in un viaggio alla scoperta dei prodotti di dieci cantine umbre che vantano una lunga tradizione vitivinicola. Si tratta delle aziende Antonelli, Arnaldo Caprai, Castelbuono, Perticaia, Scacciadiavoli, Colle Ciocco, Le Cimato Colle del Saraceno, Romanelli e Tenuta Bellafonte. Il programma di iniziative si è aperto nel pomeriggio di quattro giorni fa con un incontro-degustazione trai produttori e gli importatori che ha avuto come cornice il negozio e ristorante "Il Buco Alimentari e Vineria" nel quartiere di Noho a Manhattan.

Una decina tra i principali importatori di vini italiani di New York sono intervenuti per degustare una, ventina di etichette, per lo più di Sagrantino e Montefalco Rosso, delle aziende non ancora rappresentate negli Stati Uniti.
Nella stessa giornata, si è svolto un altro appuntamento per gli operatori del trade della Grande Mela: ristoratori, sommelier, dettaglianti e manager sono stati invitati ad un aperitivo con i vini di Montefalco, serviti in abbinamento a salumi e formaggi tipici, crostini con olio extravergine ed altre specialità umbre. Poi è stato il turno della stampa: una cinquantina di rappresentanti della carta stampata, radio, tv e bloggers sono intervenuti all'aperitivo organizzato a Eataly, centro dell'eccellenza enogastronomica italiana nel cuore di New York, dove sono stati proposti i vini di Montefalco con assaggi di alcuni prodotti regionali. La promozione del Sagrantino rivolta agli addetti al settore proseguirà con un seminario per il trade, che si svolgerà il 18 marzo, durante il quale verrà presentata un' orizzontale di Sagrantino, annata 2007. Per i consumatori invece gli appuntamenti principali si terranno a "Eataly" e presso alcune enoteche di New York nel corso di tutto il mese di marzo. Soddisfatto il sindaco Donatella Tesei: "Un'iniziativa fondamentale per la promozione del nostro vino - ha dichiarato - vero ambasciatore dell'Umbria nel mondo. La nostra amministrazione si è sempre caratterizzata per l'impegno per l'internazionalizzazione dei nostri prodotti e per la loro valorizzazione sui mercati, stabilendo un legame sempre più forte e costante con il mercato statunitense".

Corriere dell'Umbria Venerdì 8 Marzo 2013

venerdì 23 novembre 2012

Il vignaiolo senza enologo che vende il Sagrantino ad Americani e Giapponesi

Francesco Antano è "estremo" come il suo Sagrantino. Gente così o si ama oppure non si accetta. Lui, il vignaiolo appassionato che sta a Bevagna, è d'altra parte senza compromessi: non va incontro al gusto standard, eppure le sue bottiglie finiscono per accontentare tutti, anche il palato "internazionale" degli americani. Sembra incredibile, quasi un miracolo che vini "ignoranti" invece che piacioni, pieni anziché ruffiani, siano riusciti a tanto. É così. Ma la sfida è stata dura da vincere.

"Vini come questi solo dieci anni fa non venivano capiti - dice Francesco - troppo strutturati, tannici per trovare il favore del pubblico o di un finito nelle spalle di Francesco e del fratello Fabrizio, con la mamma Iole che amorevolmente definisce Francesco "un pazzo del vino".

L'azienda porta proprio il nome di Milziade che ne è il padre spirituale ed è curata alla francese, tanto per capirci ("perché i francesi non mi piacciono molto") nell'attenzione in vigna. "Vinifichiamo da sempre l'uva migliore - spiega Francesco - pochi grappoli, massima selezione. Si fa in vigna il vino, non diversamente e questo non è un modo di dire ma ciò che mio padre mi ha tramandato. Niente lieviti, niente botte piccola. Questo vino non viene trattato né filtrato."
Purista, ortodosso, tradizionalista. Chiamatelo come vi pare. Di sicuro Qui tutto è rigorosamente naturale e niente viene trattato"

certo pubblico. Ma non potevo e non posso modificare la natura e le mie convinzioni argomenta ancora - sono andato avanti per la mia strada, con sudore e tanti sacrifici seguendo solo l'insegnamento di mio padre." Già, Milziade, il padre, cavaliere del lavoro. Uno che credeva nel valore della terra e che si è inventato la fattoria, la prima bottiglia di Sagrantino passito (perchè il Sagrantino nasce così) a metà degli anni Settanta. Se ne è andato prematuramente nove anni fa quando l'azienda aveva bisogno di lui per conquistare il mercato del vino e tutto è vignaiolo, contadino. "Anche artigiano del vino se proprio cercate una definizione. Oppure l'operaio dei miei operai, uno che lavora 365 giorni l'anno e mia moglie quando tomo a casa mi chiede se ho un qualche rapporto con le botti. Sono così, credo che l'errore che pure non mi spaventa, sia dietro l'angolo quindi per ottenere un vino, il mio vino, non bisogna lasciare ad altri, non bisogna aspettare ma vivere la terra, la mia terra. Cosà il vino diventa amore[].

Colleallodole è un posto che strega: qui transitano gli uccelli in autunno sopra una vigna che comincia a colorarsi di giallo con le porte di Bevagna in basso. É una vigna da disegnare e che dà il nome, perchè da quella e quella soltanto arrivano le uve. Un gioiello di Sagrantino insomma, dalla zona più vocata dei 15 ettari della fattoria. Ma raccontata così forse, sembra la storia di una passeggiata. Una scalata trionfale nel mondo del vino. Anche perchè Antano vince tutto quello che c'è da vincere nelle guide e anche in quelle appena uscite ha ottenuto il massimo. Invece no. Le prime bottiglie furono cinquanta, ma Francesco ne ricorda soprattutto tre. "Tre delle quali ripensa - feci promozione in un ristorante della zona. Le portai con orgoglio, tenevo che quel ristorante le avesse. Mi chiesero chi fossi e penso che questo è eloquente per capire come è questo mondo e per comprendere che sforzi ho dovuto fare per farmi conoscere."

Poi tutti, compreso quel ristoratore, sono corsi da Antano. Una realtà duecentomila bottiglie, altri due ettari in acquisizione, una cantina nuova pronta ad essere inaugurata.
"Soprattutto pronto io ad essere disponibile per avvicinare la gente al mio vino - dice sereno - perchè quando ero sconosciuto lo portavo a ogni fiera, in di comunicazione. Anche i sugheri, lunghi, col mio volto. Il volto no, ine lo ha voluto fare "l'artista" sardo che produce i sugheri, ma la dimensione del tappo e il sughero migliore sono richieste mie, su misura."

Un particolare: a Colleallodole non c'è bisogno dell'enologo. "Faccio da me e non per presunzione, so come esce fuori il vino. Questione di tradizione."

“Grazie alla promozione fatta al Vinitaly e a Merano ho sfondato in Italia dove va oggi la metà del mio vino, e soprattutto all'estero. Peccato solo che la filiera Umbria non venga mai pensata e concretizzata, un pacchetto che sarebbe vantaggioso per tutti." Stati Uniti, Messico, Giappone, le bottiglie di Antano approdano li. Merito anche dei 94 punti assegnati da Parker al suo Sagrantino ("un signore del quale non conoscevo nemmeno il nome" ammette). "Ogni bottiglia - aggiunge - è un orgoglio, un pezzo di antiquariato. Anche l'etichetta che è stata fatta a mano dalla moglie di un avvocato e non è nata da un progetto marketing o da investimento”

Corriere dell'Umbria Venerdì 23 Novembre 2012

mercoledì 14 novembre 2012

La Arnaldo Caprai: Migliore Cantina Europea

É nel cuore dell'Umbria la miglior cantina europea del 2012: Arnaldo Caprai, azienda pioniera nella riscoperta del Sagrantino di Montefalco e tra le più importanti realtà d'Italia, porta ancora una volta il suo territorio alla ribalta mondiale, conquistando il titolo di "European Winery of the Year" della prestigiosa rivista americana "Wine Enthusiast", che ogni anno assegna a cantine e personalità al top del mondo del vino i suoi "Wine Star Awards". La notizia è un riconoscimento che conferma ancora una volta l'amore degli americani per il vino italiano, leader in volume e valore negli States tra i vini "stranieri".
"L'innovativa cantina di Arnaldo Caprai - ha spiegato il fondatore e direttore di Wine Enthusiast Adam Strum - ha contribuito a far rivivere i vini autoctoni dell'Umbria, portando il vino regionale al centro della scena internazionale grazie al suo Sagrantino di Montefalco."
E se Caprai, che nella sua categoria ha superato la concorrenza di realtà come la griffe dello champagne Veuve Cliquot, è l'unico nome italiano premiato nei "Wme Star Awards" 2012, il suo "Sagrantino di Montefalco 25 anni"2007, il vino di punta della cantina, è l'unico vino umbro della "Top 100 cellar selection" della rivista, dedicata ai migliori vini da invecchiamento.
"Il Sagrantino è il vitigno autoctono di casa mia e la mia passione - dice Marco Caprai, il produttore che ha portato il Sagrantino dalla piccola città di Montefalco alla ribalta internazionale, alla guida di Arnaldo Caprai. Siamo onorati di essere stati scelti per un premio internazionale così importante e di essere in compagnia delle migliori cantine e delle personalità più importanti del mondo."
Marco Caprai e il suo team riceveranno il Wine Star award a New York il 28 gennaio 2013, in occasione della cena di gala di Wine Enthusiast.
Corriere dell'Umbria Mercoledì 14 Novembre 2012

giovedì 5 luglio 2012

Sulla strada del tartufo scorzone estivo

Sulla strada del tartufo scorzone estivo

6-7-8 luglio 2012 Gaifana (tra Nocera Umbra e Gualdo Tadino)

6 Luglio

  • ore 18,00 Momento di confronto sul mondo del Tartufo  e presentazione del manuale di Tartificultura
    (esperienze di coltivazione di Tartufi in Umbria)
    Interverranno: FERNANDA CECCHINI “Ass. Reg.” e CARLO EMANUELE TRAPPOLINO “Comm. Agr. della Camera”
  • ore 18,00 Inaugurazione e Apertura degli Stands

7 Luglio

  • ore 7,00 Passeggiata alla ricerca del Tartufo Scorzone Estivo accompagnati dai Tartufai
  • ore 10,00 Apertura degli Stands
  • ore 17,00 il Tartufo in Cucina "Parola all'esperto"
  • ore 21,30 Esibizione "Gruppo Cinofilo VVF" presso Distaccamento di Gaifana (pg)

8 Luglio

  • ore 7,30 Torneo Nazionale Ricerca Scorzone su campo gara
  • ore 9,00 Ritrovo e partenza Passeggiata a Cavallo
  • ore 10,00 Apertura degli Stands
  • ore 18,00 Concorso "Il Cane Amico dell'Uomo" Giuria composta da Bambini
  • ore 21,00 Spettacolo di Intrattenimento direttamente da "Italiàs Got Talents"  "Nicola Pesaresi"

"Per degustare il profumo e il sapore del Tartufo Scorzone Estivo" durante la manifestazione presso le strutture convenzionate potranno essere consumati pasti a base di tartufo preparati per l'occasione


Giovedì 5 Luglio 2012

sabato 23 giugno 2012

La Cantina Carapace a Bevagna dove nasce il sagrantino in botti grandi

In una bottiglia di vino ci sono l'uomo, la terra, il cielo; a Bevagna c'è anche l'arte. Quella di una scultura che, nata in una mano, è diventata una cantina. Una tartaruga che esce dal terreno, nella terra arsa del sagrantino, i filari che sembrano dipinti fra il Subasio che guarda e Foligno che si nasconde. Il Carapace pare salire su e poi d'improvviso infilarsi nella sua tanta dove le botti riposano in uno scrigno all'ombra celeste del guscio. Succede tutto in questo angolo di mondo della Tenuta Castelbuono.

Accade nell'ultima e più grande opera dello scultore Arnaldo Pomodoro. La griffe, inaugurata la scorsa settimana, dopo cinque anni di lavoro, apre così le porte al turismo del vino, una tappa fra arte, natura e qualità, come è nello stile dei Lunelli, famiglia trentina delle Cantine Ferrari. Questa, senza paura di smentita, è la prima scultura al mondo che è stata trasformata, in cantina.
L'ha, fortemente voluta Gino Lunelli in persona (uno dei più grandi del vino italiano) che l'ha affidata, ad un maestro dell'arte come Pomodoro."Lo sculture ha studiato la zona - racconta, oggi Alessandro Lunelli che si occupa dei rapporti col territorio - e ha pensato a lungo, maturando l'idea da concretizzare che maggiormente fosse in simbiosi con questa terra.

Ha pensato ad una tartaruga, lenta e allo stesso tempo solida, tenace, sicura, longeva. Era, la risposta migliore ad una scultura-cantina. E dal disegno, dal modellino per capirci, è nata questa cantina."Un'opera, d'arte presentata alla Triennale di Milano di recente, ma certo una volta legata alla natura, vista, nella realtà, l'effetto appare emozionante. E, come tutte le emozioni, non si raccontano ma si vivono. Il guscio sbuca con sorpresa sotto la strada che finisce di salire, è stato appena inaugurato ma, pare rimasto lì da secoli, con la terra spaccata dal sole dell'estate che entra.
Moderno con le sensazioni antiche il Carapace. "Le crepe assomigliano a quelle della terra - spiega ancora. Alessandro Lunelli - poi dentro si apre un mondo".
Già. Originale. Tutto disegnato nei minimi particolari dall'artista. In una vista unica, aperta, quasi da sala, relax, si trova il bancone per la degustazione. Una scala ad elica porta nella bottaia. Anche qui c'è un crocevia fra la tradizione e l'innovazione, il moderno che recupera, il passato, la, tecnologia che va, con i vecchi arnesi dei vignaioli in un equilibrio accattivante. La terza generazione dei Lunelli - i cugini Matteo, Marcello, Alessandro e Camilla - per presentarsi qui in Umbria ha voluto fare insomma, qualche cosa di unico.

"Si è così - argomenta ancora Alessandro perché cercavamo un territorio con caratteristiche originali. Dove si fa un vino inimitabile. Il sagrantino lo è. Può piacere, può anche non piacere, però di certo il sagrantino non passa mai inosservato."
E qui il sagrantino si fa con un altro spirito, quello di ricercarne la morbidezza per accompagnare la longevità. L'affinamento avviene in botti grandi e non in barrique. I tonneau danno un vino meno "pronto", i tannini spiccati del sagrantino forse hanno bisogno di più tempo per legarsi (di tempo ce ne vuole comunque per le caratteristiche del varietale), ma a bilanciare le durezze c'è la ricerca di una morbidezza che sa manifestarsi.

"E' questo - dice con orgoglio Alessandro Lunelli - il nostro obiettivo. Un sagrantino corretto e rispettoso della tradizione, di qualità. Abbiamo portato la nostra esperienza per tirame fuori un prodotto interessante e accattivante, che vada a ricercare anche le sensazioni di morbidezza. Ma la fortuna poi (indica la vigna), più che in cantina è qui."Le prime bottiglie in commercio sono arrivate nel 2003, nei due anrú precedenti le prime acquisizioni e il periodo di studio. Ai quindici ettari della, tenuta, se ne sono aggiunti altrettanti con attenzione alle barbatelle da impiantare. Uno studio affidato agli esperti di San Michele all'Adige."Sì, abbiamo donato quelle che gli esperti argomenta ancora Alessandro - reputavano le migliori. Questo in modo da ottenere una uniformità anche nella maturazione, quindi anche nel periodo di vendemmia, uguale per tutti i filari".Le attuali 100mila bottiglie prodotte dalla tenuta, presto saliranno. Anche perché al Sagrantino e al Rosso di Montefalco (la percentuale di sagrantino nell'uvaggio è del 15 per cento, il resto sangiovese, cabernet e merlot) si aggiungeranno prossimamente il Sagrantino riserva e il passito. Torniamo dentro la cupola, nel tempio del dio Bacco ricoperto di rame. E al suo artefice, Arnaldo Pomodoro. "Mi ci sono voluti due giorni, dopo che avevo visto il posto, per puntare sul simbolo della longevità e della stabilità, un elemento di raccordo tra cielo e suolo". Due giorni per un capolavoro senza tempo.

da l Corriere dell’Umbria di venerdì 22 giugno

domenica 17 giugno 2012

La nuova cantina della Tenuta Castelbuono dalla fantasia di Arnaldo Pomodoro

Non è facile entrare nella testa di Arnaldo Pomodoro, geometra per spinta familiare e scultore per passione e talento personale, considerato uno dei maggiori artisti mondiali viventi. Non è facile per questo capire il momento preciso in cui ha avuto l'intuizione di dare la forma della corazza di una tartaruga, il "carapace", ad una cantina che produce vino Sagrantino e nemmeno quale è stata la spinta a passare dalla scultura vera e propria alla scultura-architettura molto più complessa perché implica l'intervento di altri professionisti e di altre regole al di fuori della creatività.
"Nel 2004 abbiamo inaugurato a Trento una scultura di Pomodoro"
, racconta Marcello Lune]li, uno dei quattro fratelli "moschettieri del vino", l'ultima generazione della famiglia proprietaria delle Cantine Ferrari che nel Trentino realizzano uno spumante in grado di tenere testa agli champagne francesi.
"In quell'occasione gli lanciai una sfida, quasi per scherzo: progettare una cantina per realizzare Sagrantino. una innovazione per la nostra famiglia che è sempre stata "bianchista", nella campagna umbra e precisamente nella tenuta di Castelbuono a pochi chilometri da Bevagna. Aiutati dal fatto che lui ama molto íl Sagrantino, inaspettatamente ci ha risposto di sì. E da quel momento è iniziata la nostra grande avventura. Ho seguito passo passo la nascita e la realizzazione del progetto del Maestro. Debbo confessare che non sempre l'ho capito ma va bene così perché altrimenti non sarebbe il grande Arnaldo Pomodoro."
Neanche lo scultore riesce a fare chiarezza sulla nascita del suo "carapace".
"Eravamo venuti in ispezione in Umbria, una terra magica, piena di spiritualità. Marcello mi ha visto preoccupato ed ha pensato che stessi male. Invece riflettevo, avevo avuto come una visione, mi giravano per la testa degli animali preistorici. Mi sono detto: perché non una tartaruga simbolo di longevità e di stabilità che con il suo carapace rappresenta l'unione tra terra e cielo?”

Corriere dell'Umbria Sabato 16 Giugno 2012

mercoledì 21 dicembre 2011

Rossobastardo: miglior vino in business class

Ha conquistato la business class dell'Alitalia ed ora, proprio viaggiando insieme alla compagnia di bandiera nazionale, ha ottenuto un riconoscimento prestigiosissimo, che lo decreta ancora una volta tra le eccellenze enologiche non solo regionali e nazionali, ma anche mondiali.
Protagonista è il Rossobastardo, il vino prodotto dalla cantina umbra Signae-Cesarini Sartori di Gualdo Cattaneo grazie al quale Alitalia si è aggiudicata il premio per il miglior rosso a bordo della classe business che ogni anno viene disputato tra tutte le compagnie di bandiera mondiali nell'ambito del concorso internazionale wine e food tra compagnie che premia varie categorie di viaggi.
La commissione, composta da 17 dei 289 master of wine di tutto il mondo ha effettuato la degustazione in Ungheria nei primi giorni di dicembre, e per la classe business ha dunque scelto Alitalia, premiando la qualità del Rossobastardo e l'impegno di un'azienda relativamente giovane - la SignaeCesarini Sartori di Gualdo Cattaneo - che, spinta da una fortissima passione per il vino, ha già ottenuto importanti riconoscimenti in campo nazionale ed internazionale.
Il Rossobastardo, come spiegato dal produttore Luciano Cesarini, che ha accolto il riconoscimento con soddisfazione ed entusiasmo, volerà sulle ali della business class Alitalia per 12 mesi, a partire dallo scorso novembre, in seguito ad un contratto annuale siglato con la compagnia di volo nazionale. Un risultato che ha consacrato definitivamente il brand in un contesto dall'immagine indiscutibile e che ora viene rafforzato dall'ennesimo riconoscimento.
Il Giornale dell'Umbria Mercoledì 21 Dicembre 2011

giovedì 17 novembre 2011

Olio d’oliva: il 2011 un anno straordinario

Novembre, tempo non solo di vino novello, ma anche e soprattutto di olio, l'oro verde. Si è ormai chiusa la stagione della raccolta delle olive, con i frantoi che hanno già spremuto fino all'ultima goccia uno dei più preziosi frutti della nostra terra, orgoglio per il territorio umbro e in particolare di quello folignate. Dalle prime stime, quella del 2011 verrà ricordata come una delle migliori annate recenti, come afferma Marco Federici, titolare di una delle più note aziende olearie locali e presidente dell'associazione "Frantoi Foligno", che raccoglie 16 produttori del comprensorio.
"La quantità raccolta è diminuita in media del 30-40%, ma la qualità è a dir poco stratosferica - commenta soddisfatto Federici, parlando a nome di tutte le aziende rappresentate dall'associazione - l'olio prodotto a Foligno rappresenta circa il 70% del volume regionale ed è molto apprezzato anche all'estero. Alcuni produttori della città sono conosciuti a livello mondiale, come il sottoscritto, Marco Viola e Claudio Metelli. Lo dimostra il fatto che il volume medio di esportazioni è pari al 50%, inoltre i nostri olii hanno ottenuto dalla 'Slow food' il massimo riconoscimento, ovvero 3 olive."
Anche le istituzioni fanno la loro parte per diffondere il prodotto e la sua cultura.

"Il Comune di Foligno e altri enti stanno investendo molto su di noi, facendo dell'olio un fiore all'occhiello - racconta Federici. Un risultato è 'Olio in centro', un evento che si svolgerà sabato 19 e domenica 20 novembre e porterà l'olio extravergine direttamente all' attenzione dei cittadini. I numeri di quest'anno sono stati confermati anche da Marco Viola. "Per quanto mi riguarda, ho registrato un calo quantitativo del 20%, ma la qualità è davvero eccellente".

Sul fronte delle vendite, sembrano farsi sempre più largo i mercati esteri. "A fianco degli acquirenti tradizionali - prosegue Viola - ovvero statunitensi, canadesi e nord-europei, ci stiamo espandendo verso i paesi arabi, Cina e India". Molto soddisfatto anche Claudio Metelli: "É un'annata particolare, direi quasi magica spiega - con minor prodotto ma assolutamente eccellente; per la nostra azienda, che della qualità hafatto un obiettivo imprescindibile, il mercato sta andando molto bene, sia quello nazionale che quello estero, con commercializzazioni negli Stati uniti, in Svizzera e Germania; quello che più mi fa piacere - prosegue Metelli che conta su 18 mila piante di olive, è il fatto che vengo contattato da persone che hanno avuto modo di apprezzare il nostro olio in alcuni ristoranti, tutti di categoria, e che chiedono di poter acquistare il nostro extravergine".

Ma non sono tutte rose e fiori, come spiega Luigi Tega. "Ormai cercare nuove nicchie fuori dall'Italia è questione di sopravvivenza, ancor prima che di lustro. 20 anni fa si prendeva l'olio per tutto l'anno, oggi al massimo si compra qualche bottiglia all'inizio della stagione". Responsabilità? "Non penso sia solo a causa della crisi - afferma Tega - credo sia una questione prima di tutto culturale. Da questo punto di vista, l'umbro somiglia sempre di più al milanese".

Corriere dell'Umbria Mercoledì 16 Novembre 2011

giovedì 20 ottobre 2011

La Mangiaunta di Giano dell’Umbria edizione 2011


La Mangiaunta di Giano

VII Edizione
Dal 29 al 30 Ottobre 2011

Tour del gusto con il Gianolio Bus
Fervono i preparativi per la settima edizione della Mangiaunta, iniziativa all'interno del circuito di Frantoi Aperti, organizzato dall'Associazione Strada dell'Olio Dop Umbria, che si terrà a Giano dell'Umbria sabato 29 e domenica 30 ottobre 2011. Un tour del gusto nei quattro frantoi di Giano dove sarà possibile degustare, oltre all'olio nuovo, i prodotti della migliore tradizione contadina umbra, dal Sedano nero di Trevi ai ceci, alle lenticchie e ai fagioli di coltivazione locale insieme agli ottimi vini Doc e Cocg del territorio.
Importante novità in programma. Per rendere ancor più gustoso il giro dei frantoi si aggiunge la quinta tappa, il Forno Comunale di Giano dell'Umbria in cui sarà possibile assaporare prodotti tradizionali da forno grazie alla collaborazione con la Pro Loco di Giano dell'Umbria.
e se vuoi ubriacarti di olio puoi lasciare la macchina e prendere il "Gianolio Bus", uno speciale pulmino che accompagnerà turisti e visitatori lungo il giro dei frantoi con partenza, ogni 30 minuti, da Piazza San Francesco a Giano dell'Umbria. Ogni visitatore che completerà il tour, avrà in omaggio una bottiglia di olio novello offerta dall'Amministrazione Comunale.
Dopo il giro, domenica 30 ottobre alle ore 18, i Solisti del Teatro Lirico Sperimentale "A. Belli" di Spoleto nell'incantevole Chiesta di San Francesco allieteranno i visitatori con il concerto "Celebri Arie d'Opera".
Giano dell'Umbria si prepara, dunque, ad un autunno all'insegna dell'olio e delle produzione di qualità che si concluderà, il 26 e il 27 novembre, con l'attesissima manifestazione "Le Vie dell'Olio" e la tradizionale

"Rievocazione della Festa della Frasca."

Una passeggiata tra le vie dell'olio, tra antichi frantoi, olivi millenari, borghi medievali e la straordinaria Abbazia di S. Felice, degustando ed assaporando l'olio d'oliva, tesoro verde di un territorio tutto da scoprire!

Per Informazioni: www.leviedellolio.info
392.6781072
Giovedì 20 Ottobre 2011

martedì 6 settembre 2011

Montefalco Enologica 2011

Montefalco Enologica

Dal 15 al 18 Settembre 2011

Enologica Montefalco giunge alla sua 32°edizione.
Quattro giorni di appuntamenti dedicati alla Cultura del vino: degustazioni tecniche guidate da esperti sommelier, passeggiate dei sapori, mostre d'arte e ancora appuntamenti dedicati alla riscoperta delle antiche tradizioni della cucina locale.
Il programma convegnistico si apre il 15 Settembre con l'approfondimento sul tema della sostenibilità per tracciare percorsi e strategie nuove nel settore produttivo più importante del nostro sistema economico e prosegue con un interessante focus sulle opportunità di sviluppo dei territori rurali e lo stato dei mercati internazionali.
Ospite della manifestazione l'attore protagonista del film "El Camino del vino", il Sommelier Charlie Arturaola.
Anche quest'anno le migliori etichette della produzione vitivinicola del territorio di Montefalco si presentano al Banco d'Assaggio allestito nel Salone espositivo del Chiostro di S.Agostino.
Enologica 32 dedica al viaggiatore, in occasione del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, un percorso tra le antiche mura della città alla scoperta dei luoghi ai quali scrittori ed artisti hanno dedicato pensieri e parole
www.enologicamontefalco.it

(L'articolo completo può essere scaricato e consultato
in formato .pdf da questo link)
Martedì 6 Settembre 2011

domenica 6 marzo 2011

Il Duca de Leyra e la crisi del Sagrantino di Montefalco

Per arginare la crisi del Sagrantino e guardare oltre, il Consorzio di Tutela sta cercando di mettere insieme una cordata di esperti per la gestione dell' emergenza. Si sussurra che abbia già fatto visita alle cantine e alle vigne umbre il Duca de Leyra, accompagnato dalla consorte Isabella, noto imprenditore vitivinicolo spagnolo con interessi anche in Italia e segnatamente in Sicilia. De Leyra ha un curriculum di tutto rispetto e, a giudizio di molti, è l'uomo giusto nel momento giusto. Marco Caprai, che guida la cantina leader del Sagrantino, appresa la notizia ha commentato:
"Mi sembra una buona iniziativa. In questi anni il patrimonio di Montefalco e del Sagrantino è stato male utilizzato e in parte disperso, ci vuole un esperto che sappia come gestire la roba, siamo al salvataggio in zona Cesarini.E chi meglio di De Leyra? Lui sì che se ne intende di come portare a compimento patrimoni che prima sono stati accumulati con avidità, ad esempio speculando sui terreni agricoli, costruendo cantine inutili, immaginando un mercato potenziale inesistente, sperando di lucrare consensi politici a prezzo di saldo, e poi si disperdono per eccesso di tracotanza, carenza di lungimiranza e disprezzo delle regole."
Del resto il presidente del Consorzio per nascondere i tanti errori gestionali aziendali ha tentato in questi giorni due mosse in rapida successione. La prima quella di ottenere la distillazione di crisi che la Regione Umbria ha negato, la seconda la richiesta sempre alla regione, arrivata proprio ieri, dello stato di crisi del Sagrantino e sulla quale l'Assessore Regionale sta meditando. Sono provvedimenti appunto in zona Cesarini. In particolare la richiesta della distillazione di crisi, con un costo stimato approssimativo per la Regione e gli agricoltori di 1,5 milioni di curo, richiesta avanzata alla chetichella. Prima si è detto che bastavano mille ettolitri, giusto per dare fiato a un paio di cantine cooperative, poi il quantitativo è lievitato fino a circa 10 mila ettolitri di vino e per fortuna che si trattava delle annate fino alla 2007 lasciando fuori la 2008, la 2009 e la 2010 se no chissà dove saremmo arrivati. Il Sagrantino sta messo così male? Forse, ma è probabile che in molti abbiano fiutato l'affare: dati i listini della Camera di Commercio il prezzo corrisposto a chi avesse avviato il "vino" di chissà quale qualità alla distillazione sarebbe stato di circa 1,6 curo al litro contro i 20130 centesimi del resto d'Italia. Se accettata la distillazione avrebbe messo in ginocchio i fondi agricoli della Regione per l'0CM Vino, che invece di essere utilizzati per la promozione e la ristrutturazione del comparto, sarebbero stati ancora una volta utilizzati per interventi a pioggia. La regione Umbria ha stoppato questo intervento. Al presidente del Consorzio di Montefalco non è rimasta a questo punto che la disperata mossa successiva: alzare ancora la posta in palio e chiedere alla regione lo stato di crisi della denominazione. E sperare nell'intervento di esperti come appunto De Leyra, abilissimo nella liquidazione di patrimoni. Ma a questo punto a Montefalco sono molti a chiedersi se il Don Gesualdo che pare aver governato sin qui il sistema vino di Montefalco non debba abdicare.
"Sono convinto afferma Marco Caprai che ci sia la possibilità di arginare questa crisi, ma è necessario che ora si faccia chiarezza sui conti del Consorzio, sulla gestione della Denominazione, sugli errori gestionali aziendali e che vi sia piena assunzione di responsabilità di chi ha speculato su un patrimonio comune come quello del Sagrantino. Il presidente del Consorzio di Tutela gestore della Denominazione nel momento stesso in cui chiede lo stato di crisi deve obbligatoriamente presentare le sue dimissioni.Deve essere azzerato tutto il consiglio e serve un piano strategico di consolidamento e di rilancio del Sagrantino. La Regione stessa non può chiamarsi fuori da questa crisi. Ha fatto bene a respingere la richiesta della distillazione, ma ora deve prendere atto che l'albo viticolo è stato chiuso con ritardo, che non c'è stata programmazione, che sono rimasti inascoltati i pareri, autorevoli, di chi andava predicando moderazione nella gestione del Sagrantino. Com'è possibile che dieci anni fa appena la Fondazione Agnelli certificasse questo territorio e il suo vino come un caso unico di successo nel panorama vitivinicolo mondiale e oggi siamo alla richiesta dello stato di crisi? Mi voglio augurare che l'Assessore all'Agricoltura per prima intervenga con parole chiare e nette per pretendere l'azzeramento del Consorzio e una trasparente lettura delle responsabilità pregresse. Qui sono in gioco non solo le sorti dei vignaioli, gli investimenti multimilionari fatti dal pubblico quanto dal privato, è in gioco tutto il territorio e il suo futuro: dal turismo all'agricoltura passando per la cultura, Montefalco e il vino Umbro rischiano seriamente un pesante contraccolpo. Per parte mia - conclude Marco Caprai sono prontissimo a fare la mia parte, ciò vuol dire che sono pronto ad iscrivere la mia azienda al Consorzio fin da domani e a condividere le dolorose scelte di programmazione che i produttori saranno chiamati a fare, ad impegnarmi direttamente in prima persona cosa che per anni mi è stata impedita nel rilancio del Sagrantino, di Montefalco e dei vini Umbri. Ma a condizione che vi sia un totale azzeramento delle scelte scellerate compiute nel passato, un totale rinnovamento nella gestione, nella funzione del Consorzio e un intervento della Regione che prenda atto degli errori compiuti e ponga in essere un progetto, concordandolo con i produttori e con il territorio, scelte queste irrimandabili per il rilancio del Sagrantino e del vino Umbro. A cominciare dal ridimensionamento della capacità produttive, per giungere ad una nuova, forte e mirata politica promozionale tesa ad assicurare valore e canali distributivi al Sagrantino e ai vini Umbri.Diversamente toccherà a De Leyra compiere la sua missione e cioè "dissipare la roba".
Corriere dell'Umbria Sabato 5 Marzo 2011

venerdì 15 ottobre 2010

"Andar per vigne" tra le vie del Sagrantino edizione 2010

"Andar per vigne" tra le vie del Sagrantino

Domenica 17 ottobre un itinerario da non perdere a cura della Strada del Vino del Sagrantino

Per tutti coloro che vorranno partecipare all'iniziativa l'incontro è fissato per le ore 9.00 presso l'aviosuperficie del Sagrantino-Parco Acquarossa in località Ponte di Ferro di Gualdo Cattaneo.
La passeggiata è aperta a tutti e si svolge tra i resti dell'antica miniera di lignite con degustazione gratuita fra le vigne della cantina Terra de Capitani.
Chi è interessato può fermarsi anche a pranzo al ristorante dell'Acquarossa, al prezzo di 20 euro, con un un ricco menù bagnato dal pregiato vino Sagrantino.
Prenotazioni entro sabato 16 ottobre a mezzogiorno, tel. +39 349 4642484.

(V.C.)
Regione Umbria Venerdì 15 Ottobre 2010

Patata Rossa di Colfiorito Igp: Ok dalla Regione

Dopo la Regione Marche anche l'Umbria ha espresso parere favorevole al Ministero delle Politiche Agricole, per il riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta (igp) per la Patata Rossa di Colfiorito. È quanto reso noto con soddisfazione dall' "Associazione Patata Rossa di Colfiorito"promossa da Coldiretti Umbria, ricordando come la coltivazione di questa eccellenza, interessi i Comuni umbri di Foligno, Valtopina, Nocera Umbra e Sellano. Il parere della Regione Umbria - sottolinea Coldiretti - rappresenta un passo importante verso il riconoscimento a livello europeo di uno dei prodotti simbolo del made in Umbria: uno di quelli che meglio rappresenta il legame tra agricoltura di qualità e territorio.
Umbria.coldiretti.it Venerdì 15 Ottobre 2010

venerdì 2 luglio 2010

Sagrantino di Montefalco? Yummy

Il Sagrantino di Montefalco? Un gran vino, anzi grandi vini, secondo l'ultimo numero dell'edizione web della influentissima newsletter "The Wine Advocate", edita dal grande critico enologico statunitense Robert Parker. In una lunga recensione, pubblicata dal giornalista americano di origine italiana Antonio Galloni nella sua rubrica "In the cellar" (In cantina), e dedicata ad un viaggio fra le eccellenze vitivinicole del Sud e del Centro Italia, al Sagrantino vengono dedicate parole lusinghiere, cui corrispondono, nelle schede di degustazione, punteggi altrettanto confortanti. Nella classifica quattro vini di Montefalco figurano tra i primi 10 dell'Italia del Centrosud, isole comprese, ed oltre 20 ottengono punteggi sopra i 90/100: a quota 94, ci sono due vini di Arnaldo Caprai, uno di Giampiero Bea ed uno di Milziade Antano.
"Chi fra i nostri lettori si limitasse ai vini del Piemonte, della Toscana e di altre regioni maggiormente conosciute nel mondo - ammonisce Antonio Galloni - si perderebbero alcuni fra i più entusiasmanti vini del pianeta."
"Si tratta di un riconoscimento importante ad un territorio e al gioco di squadra chi ha fatto della ricerca dell'eccellenza la sua missione quotidiana - dice Marco Caprai, produttore e presidente regionale di Confagricoltura - é anche la prova che la qualità e i risultati economici possono e devono andare di pari passo con la salvaguardia dell'ambiente e del territorio"
Corriere dell'Umbria Venerdì 2 Luglio 2010

martedì 27 aprile 2010

Porchettiamo 2010 a Gualdo Cattaneo

Porchettiamo 2010
San Terenziano di Gualdo Cattaneo
Festival selle Porchette d'Italia
dal 7 al 9 Maggio 2010

Programma Porchettiamo 2010 da www.porchettiamo.com

Venerdì 7 maggio – h. 17.30 Sala Consiliare Comune di Gualdo Cattaneo
Tavola Rotonda
"Le porchette: dalle origini al panino"
Storici dell'alimentazione, giornalisti, nutrizionisti ed esperti del settore si confronteranno sul tema della porchetta.

Sabato 8 e domenica 9 maggio – h. 10 – 22
Le Piazze della Porchetta
La Piazza e le strade del borgo ospiteranno le porchette, ogni Regione avrà la sua area, allestita con piccoli angoli di ristoro per il consumo dei panini. Di ogni porchetta saranno evidenziate caratteristiche e particolarità, proprio per permettere al pubblico di scegliere tra le diverse tipologie di prodotti presenti, che si differenziano da regione a regione per sapore, aromi e spesso anche cottura.
L'Enoteca del Sagrantino
Punto di degustazione dei vini di Montefalco, realizzato e gestito dall'Associazione Strada del Sagrantino. Il pubblico presente potrà così ricreare, in chiave elegante e contemporanea, la suggestiva atmosfera delle antiche fraschette, luoghi privilegiati per il consumo di vino e porchetta.

Sabato 8 e domenica 9 maggio – dalle h. 16 alle 19
"Il salvadanaio a colori"
Laboratorio creativo di pittura, dedicato ai bambini sul maialino-salvadanaio.

Sabato 8 – h. 15.00
i protagonisti della birra artigianale italiana: Birrificio l'Olmaia – Montepulciano (Siena)
Moreno Ercolani, birraio del Birrificio l'Olmaia, ci parlerà della sua passione che nel 2005 lo ha spinto a produrre birra proprio in terra di vino. Degustazione guidata di tre birre artigianali del Birrificio l'Olmaia. Per info e prenotazioni tel.3287184021
Costo 5 euro

Sabato 8 – h. 17.30
Alla scoperta della birra artigianale italiana
Storia e curiosità dall'effervescente mondo della birra artigianale italiana.
Degustazione guidata di tre birre artigianali. Per info e prenotazioni tel.3287184021
Costo 5 euro

Sabato 8 – h. 18.00 – Piazza Umberto i a Grutti (pg)
Rappresentazione della lavorazione del maiale in abiti medievali
Rappresentazione della lavorazione del maiale in abiti medievali, a cura della Pro Loco di Grutti con esibizione dei tamburini e degli sbandieratori di Grutti

Sabato 8 – h. 18.30
Degustazione guidata a cura de La Strada del Sagrantino
i grandi vini di Montefalco sposano le migliori porchette d'Italia, alla ricerca dell'abbinamento perfetto. Conduce Antonio Boco, giornalista Gambero Rosso. Posti limitati per info e prenotazioni 392.5398191.

Domenica 9 – h. 15.00
i protagonisti della birra artigianale italiana: Birra del Borgo – Borgorose (Rieti)
Leonardo di Vincenzo, birraio di Birra del Borgo, racconterà la sua esperienza e i successi di un birrificio ormai conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Degustazione guidata di tre birre artigianali di Birra del Borgo. Per info e prenotazioni tel.3287184021
Costo 5 euro

Domenica 9 – h. 17.30
Alla scoperta della birra artigianale italiana
Storia e curiosità dall'effervescente mondo della birra artigianale italiana.
Degustazione guidata di tre birre artigianali. Per info e prenotazioni tel.3287184021
Costo 5 euro

Domenica 9 – h. 18.30
Degustazione guidata a cura de La Strada del Sagrantino
i grandi vini di Montefalco sposano le migliori porchette d'Italia, alla ricerca dell'abbinamento perfetto.
Conduce Antonio Boco, giornalista Gambero Rosso. Posti limitati per info e prenotazioni 392.5398191.

Sabato 8 e domenica 9 – dalle h. 10 alle 20
"Il Maiale in mostra"
Area espositiva dedicata alla storia del maiale, gli utensili e la storia della lavorazione del maiale.

Sabato 8 – h. 16
"Passeggiata e Pig-nic"
Passeggiata con merenda "Porchetta e vino sull'erba", per i verdi sentieri intorno al borgo di San Terenziano, alla scoperta dei castelli medioevali (durata passeggiata 3').

Sabato 8 e Domenica 9 – dalle h. 10 alle 19
Tour a bordo del Trenino di Campagna
Un trenino gratuito per collegare Porchettiamo al Parco Acqua Rossa dove visitare il Museo del Trattore Antico, l'antica miniera e provare l'emozione della zip line (€ 4). Per info e prenotazioni gruppi tel. 0742/920363. Ore 10 partenza dal Parco.

Domenica 9 – h. 10
"Raduno Vespa Club"
Le strade di San Terenziano si colorano con uno dei simboli più famosi e celebrati del made in Italy nel mondo: la Vespa.
In collaborazione con il Vespa Club di Perugia. Pre-iscrizione obbligatoria info@vespaclubperugia.it entro il 2 maggio, costo adesione euro 10 (iscrizione, gadget, pranzo con porchetta e vino).

Sabato 8 e Domenica 9 – dalle h.10 alle 19
"Gli artisti di strada"
Per le vie del paese si alterneranno spettacoli e intrattenimenti di musica e animazione.

Sabato 8 e Domenica 9 – dalle h.10 alle 19
"Lavorazione della Pietra rosa di San Terenziano"
a cura degli artigiani scalpellini

(L'articolo completo può essere scaricato e consultato
in formato .pdf da questo link)

venerdì 27 novembre 2009

Flos Olei 2010: L'olio Colleruita D.O.P fra i top 20

Prestigioso riconoscimento all'olivicoltura umbra arriva da Flos Olei 2010, la guida ai migliori oli del mondo di qualità accertata. L'olio Colleruita D.O.P. dell'imprenditore di Foligno Marco Viola, è stato valutato tra i 20 prodotti al top della classifica mondiale, unico umbro tra 9 extravergini di altre regioni italiane.
La pubblicazione, infatti, nella sezione definita "The Best 20" ha incluso 9 extra vergine italiani, tra cui appunto quello di Foligno a cui é andato il riconoscimento quale miglior ''fruttato medio', 5 spagnoli, 2 portoghesi, 2 cileni, 1 francese, i croato ed uno sloveno.
Curata da Marco Oreggia e da Laura Marinelli, con la collaborazione di 70 esperti assaggiatori e giornalisti del settore alimentare, ''Flos Olei 2010'', latinismo di ''Fiore dell'Olio, é il risultato di una selezione in assaggio di circa 3000 prodotti di 40 Paesi, che ha portato alla segnalazione di 625 realtà agricole e alla descrizione dei rispettivi oli di qualità.
Il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, complimentandosi con la famiglia Viola ''il fatto che un olio extra vergine folignate sia stato valutato in termini di qualità tra i migliori del mondo - ha detto - qualifica ulteriormente la città e il territorio, che grazie a questa guida saranno meglio conosciuti in campo nazionale e internazionale''.

pg/rg/bra
Asca Venerdì 27 Novembre 2009

venerdì 4 settembre 2009

Mostra-mercato del ricamo a mano e del tessuto artigianale a Valtopina:

C'è da restare incantati davvero in questo gioco d'intrecci, che vanta pure a Valtopina una tradizione secolare di lavorazione del merletto.
La moda italiana segue da sempre il décor, il gusto per l'abbellimento e per il prezioso attraverso il ricamo come motivo fondamentale d'ispirazione.
"Il virtuosismo antico di questi lavori –dice il sindaco Giuseppe Mariucci, diventato pure lui un esperto di fili, visto che è al suo secondo mandato e quindi alla sua sesta edizione della mostra- ha il suo carico d'emozioni, perchè il ricamo è un'arte preziosa e sofisticata senza tempo, che i nostri giorni rendono sempre più rara, perchè richiede un'infinita pazienza che esige, virtù così poco contemporanee, così eccentriche in una società che vuole tutto e subito".
E nel rispetto di questa antica (e straordinaria) tradizione della nonna, a Valtopina si alza da oggi il sipario sulla mostra-mercato del ricamo a mano e del tessuto artigianale.
La rassegna, conosciuta e ormai nota in tutta Italia e anche all'estero, resterà aperta fino a domenica 6 e si prevedono in questa tre giorni circa 10.000 presenze.
Si inizia dal Palasport con i "Ricami di oggi", ovvero il meglio dell'artigianato tessile italiano che vede come ospite d'onore la regione Sardegna, rappresentata dalle scuole di ricamo di Pirri (ca) "Arte in fantasia" diretta da Gabriella Serra e di Siurgus Donigala diretta da Marcella Demuro.
Il gruppo è accompagnato dal sindaco di Siurgus Artizzu e da un gruppo folcloristico di 40 elementi in costume tradizionale.
Dal Palasport seguendo il percorso del filo che si dipana lungo le vie del paese si arriva al Centro Giovani dove ci sono l'arte tessile dedicata al design di Gabriella Guidotti e l'istallazione di "particelle" di tessuti e luce della francese Madeleine Fischer.
Nelle sale della canonica invece l'ormai consueto appuntamento con il merletto creativo curato da Maria Bissacco, maestra merlettaia triestina.
Al museo del ricamo e del tessile invece il gioiello della mostra dal titolo: "Modulare. Piermarini. Architettura e filo".
Si tratta dell'esposizione di manufatti tessili e ricami del XVIII secolo, dedicati al celebre architetto della Scala di Milano, il foligante Giuseppe Piermarini.
Un omaggio nel bicentenario della sua morte. Ampio e interdisciplinare il gruppo di lavoro che ha sostenuto la realizzazione e l'organizzazione del progetto e l'allestimento della mostra curata da Lucia Bertoglio, Federica Bordoni, Roberta Feligioni, Elvira Guglielmi, Giuliana Nagni, Cinzia Tomassini. La mostra rimarrà aperta al pubblico sino al 19 ottobre prossimo.
"Questa importante vetrina – spiega Federica Bordoni, dell'organizzazione - propone una sezione di tessuti antichi (abbigliamento, tessuti e merletti) e una di ricami moderni realizzati da varie scuole di ricamo di tutta Italia che sono ispirati ai disegni originali di Giuseppe Piermarini.
É una rielaborazione culturale con esiti sorprendenti, perchè alcuni sono veri e propri capolavori moderni".
E ha davvero ragione Mariucci: c'è un ritorno alla tradizione classica che ha radici culturali profonde in territori come il nostro, dove si vive con uno spirito diverso, ancora affascinati dall'antico.
E lo conferma anche il pubblico delle grandi occasioni che in questi giorni si riverserà in questo borgo.
Ci sono prenotazioni da tutte le regioni d'Italia.
Gli espositori presenti alla kermesse sono 83 e provengono anche dall'estero.
Purtroppo, molti degli spazi espostivi sono ancora in ristrutturazione e quindi non hanno permesso agli organizzatori di soddisfare tutte le richieste che sono state quasi cento.

[...] In questi anni c'è un risveglio sempre più forte di queste attività che un tempo erano praticate per esigenze economiche, mentre oggi solo per hobby.
Molte delle espositrici dei lavori del primo anno della nostra mostra, oggi sono impegnate anche nel campo dell'alta moda".
All'interno del grande spazio espositivo del Palasport è stato creato pure un originale punto d'incontro: una piazza ideale per scambiare esperienze, intrecciare fili, tessere amicizie.

"é proposta –ci spiega Mari Mancini- come luogo da attraversare alla ricerca di uno spazio-tessuto vitale, incontro di percorsi e vissuti individuali, in cui instaurare nuove relazioni umane.
Il filo della nostra esistenza può intrecciarsi con le vite altrui, creando quella rete di rapporti che ridefinisce nuove configurazioni".

Chiediamo a Maria Mancini quali sono tre buoni motivi per calamitare in questi tre giorni la gente a Valtopina.
Sorride e allarga le braccia: "Primo, perché è un evento culturale molto rilevante; secondo, perché è originale in quanto è stato possibile rendere tridimensionali i ricami con i disegni del Piermarini; terzo, perché Valtopina è ormai la capitale del filo, quindi un momento per vedere da vicino la vera arte tessile proveniente da varie regioni".
É vero, verissimo! Da da undici anni va in scena il meglio dell'artigianato tessile italiano.
Il "filo" della rassegna che si dipana dal Palasport conduce lungo le vie del paese.
"Al Centro Giovani si può visitare la rassegna "Arte tessile" –prosegue Maria Mancini- dedicata al design di Gabriella Guidotti e l'istallazione di tessuti e luce "Particelle" della francese Madeleine Fischer; nelle sale della Canonica si ripropone il consueto appuntamento con il merletto creativo "Il Merletto e l'Effimero", curato da Maria Bissacco, maestra merlettaia triestina; al Museo del Ricamo e del Tessile la proposta Modulare.
Piermarini. Architettura e filo".
Fra le regioni ospiti c'è pure l'Abruzzo con il tombolo aquilano, che è tra i prodotti dell'artigianato artistico italiano più conosciuto.
Si tratta di un merletto lavorato a fuselli che rientra nella categoria dei merletti a fili continui la cui nascita risale intorno al quindicesimo secolo.

"Gli abbiamo offerto gli stand gratuiti –dice la Mancini- perché la tragedia del terremoto gli ha distrutto tutto".
Insomma, un appuntamento da non perdere, come da non perdere è l'interessante il catalogo scientifico: un vero e proprio libro, ricco dei contributi qualificati di Lucia Bertoglio, Federica Bordoni, Maria Luciana Buseghin, Doretta Davanzo Poli, Roberta Feligioni, Piero Lai, Paolo Peri, Firmina Stinchi e Italo Tomassoni con le immagini di Luca Petrucci.

di Gilberto Scalabrini
Il Messaggero Venerdì 4 Settembre 2009