Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post

venerdì 30 marzo 2012

Povertà in aumento nella Diocesi di Foligno: ecco i dati della Caritas

[…] la Caritas diocesana ha presentato il bilancio di due anni di attività. Un bilancio che evidenzia un'esponenziale crescita delle povertà nella diocesi: di gente che continuamente si rivolge al Centro di ascolto per avere un sussidio. Una situazione difficile, ha detto il responsabile Mauro Masciotti, che viene affrontata quotidianamente con amore dai tanti volontari che prestano la loro missione per aiutare i più bisognosi. E il problema principale del disagio è la mancanza di un lavoro.

Nel 2010 i disoccupati che si sono rivolti alla Caritas hanno raggiunto l'86,3% mentre lo scorso anno la cifra è schizzata al 92,5%. Il calo dell'occupazione fa aumentare i problemi legati al reddito: nel 2010 i senza reddito sono stati l'89,5%, mentre nel 2011 il 94%.

É aumentata anche l'affluenza alla mensa che è aperta giornalmente tutto l'anno: complessivamente nei due anni c'è stata un'affluenza di 23.858 persone di cui 10.235 italiani. Rispetto al 2010, lo scorso anno le utenze sono calate ma questo non denota una diminuzione della povertà ma un aumento dell'assistenza diretta di molte famiglie da parte del Centro di ascolto tramite la fornitura di viveri e sussidi. La raccolta e la distribuzione di vestiario è una delle opere più consolidate della Caritas ed è gestito da trenta volontari. Nel 2010 sono state servite 2.707 persone, circa 100 in più dell'anno precedente, mentre nel 2011 hanno usufruito del vestiario 3.400 persone con un incremento di 700 unità.

La Caritas ha anche attivato la "Fattoria solidale", nella residenza dell'Opera Pia Castori, inaugurata a luglio dello scorso anno, dove vengono coltivati lenticchie, patate, pomodori, zucchine e altri prodotti della terra. Un altro capitolo è dedicato agli aiuti finalizzati al pagamento di rate di affitto, utenze primarie, generi alimentari e medicinali nei confronti di famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese. Ma la Caritas non è solo questo perché è impegnata anche su altri fronti come quello del progetto "Adotta una famiglia", che consiste nella donazione libera e anonima di un contributo economico o alimentare per chi è in maggiori difficoltà. Ma ci sono anche altri programmi come il sostegno psicologico, l'assistenza legale, l'accoglienza dei profughi e il "Prestito della speranza".

La Nazione Giovedì 29 Marzo 2012

lunedì 6 giugno 2011

Acqua azzurra, acqua cara?".

"Acqua azzurra, acqua cara?". Su questo interrogativo si discuterà questo pomeriggio, a partire dalle 16,30, al Ridotto dell'auditorium, in piazza San Francesco. L'evento è stato organizzato dal circolo folignate di "Libertà e Giustizia" in vista dei referendum del 12 e 13 giugno. Il problema dell'acqua potabile è oramai divenuto mondiale. Se ne discute animatamente in occidente come in oriente. E c'è chi azzarda l'ipotesi che essa potrebbe scatenare, in un futuro non tanto lontano, guerre a livello planetario. In tale contesto, non certo confortante, in Italia si corre il rischio che l'acqua, in virtù di leggi e decreti, possa essere privatizzata.Per fare un esempio, a maggio la Chiesa di Reggio Emilia si è apertamente schierata in favore del "Si" per il referendum.
"L'acqua è fonte di vita - aveva detto il vescovo di Reggio Emilia Adriano Caprioli - perciò essa deve restare pubblica e chi la gestisce ha l'obbligo di essere attento a non fame un oggetto di conflitto. La globalizzazione fa crescere nuove forme di povertà e bisogna cercare di rendere i beni di prima necessità a portata di tutti."
In questo ambito si inserisce l'incontro che si terrà a Foligno oggi. Il giornalista Lucio Tiberi intervisterà il presidente della Vus Sergio Villa, mentre il coordinatore di "Libertà e giustizia" di Foligno, Armando Mattioli, illustrerà ai presenti tutti i quesiti referendari.
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 6 Giugno 2011

venerdì 6 marzo 2009

Prime prove stagionali per il Gruppo aeromodellistico di Foligno

L'associazione sportiva nasce soltanto quattro anni fa, ma in città la passione era alta già nel dopoguerra.
Il Gruppo aeromodellistico Foligno vanta oggi 52 iscritti, ma ai tempi dei lanci manuali, quando ancora non esistevano radiocomandi, all'aeroporto ci si poteva già imbattere in piccoli modelli che sfrecciavano con traiettorie circolari e che solo grazie all'ausilio di apposite reti venivano recuperati.
Oggi si parla invece di turbojet, alianti, record di velocità e così via. Ma la tecnologia non è tutto senza passione. Anche per questo il grande impegno che l'associazione sportiva folignate ha messo nell'aeromodellismo viene ora riconosciuto a livello nazionale.
Il prossimo 28 e 29 marzo arriva in città la prima gara dell'anno valevole per il Campionato nazionale organizzato dalla Fiam, la federazione di quello che oggi nessuno definisce più un "semplice hobby".
Nel weekend di fine mese spazio alle competizioni per le categorie F3a "Sport" e F3a "Esperienza". In totale trenta iscritti da tutta Italia. Gli atleti di casa Luca Nocchi e Daniele Fioretti parteciperanno alla F3a "Sport":
"La nostra è la gara più difficile dal punto di vista tecnico - spiega Fioretti, da tre anni nel circuito nazionale - con i modelli bisogna comporre precise figure geometriche, formare angoli di rotazione, rispettare le distanze sia tra l'aereo e il suolo, sia tra l'aereo e chi lo comanda. Se sbagli rotazione di quindici gradi sei già penalizzato."
I regolamenti sono ferrei, tanto che arriveranno a Foligno giudici da tutto il Paese, tutti con alle spalle un corso di formazione.
Ma per un certo verso l'associazione di casa sente già di avere centrato il podio. L'ettaro di terreno in cui si gareggia a Foligno è un vero gioiellino, con tanto di pista asfaltata per il decollo dei modellini.
L'area si trova ad ovest dell'aeroporto folignate, in località Sterpete:
"Abbiamo girato tante piste in tutta Italia, la nostra non ha paragoni - afferma con orgoglio Fioretti - non per caso è stata scelta come punto di partenza per il Campionato italiano.
É una passione che ci porta via tanto tempo, ci alleniamo anche tutti i giorni appena usciti da lavoro.
Ci definiamo dei "malati" e la pazienza delle nostre mogli è infinita."
Tanto per fare un esempio il presidente dell'associazione sportiva, il comandante Mario Belloni, i suoi aerei se li costruisce da quaranta anni, mentre Leonardo Radi ha collezionato ben 52 radiocomandi tanto che una ditta di modellismo gli ha conferito la targa d'oro dal momento che certi esemplari neanche si fabbricano più.
Gli iscritti del gruppo sportivo hanno un'età che va dai 10 anni agli over 70. Per i principianti è previsto un mese di prova in cui il gruppo mette a disposizione un modellino gratuitamente.
I costi degli aerei radiocomandati vanno dai 300 ai 9000 euro

venerdì 20 febbraio 2009

Foligno su Facebook: tante testimonianze d'amore per la città

"Sono nato a Foligno e sono dovuto andare a lavorare lontano per tanti anni, ma sempre con Foligno nel cuore.
Dopo aver conosciuto tanti italiani di tutte le regioni posso dire 'semo jente de fuligno semo fatti così'…"
Anche Foligno si sta ricavando un suo degno spazio nell'universo di Facebook, con una pagina ad esso dedicata e nella quale si possono leggere messaggi o vedere foto, lasciate dai quasi 3000 fan della città sparsi in ogni angolo del web.
Divenuto ormai un fenomeno di massa, Facebook è il social network che a cinque anni di distanza dalla sua comparsa - ha spento la sua quinta candelina il 4 febbraio - se fosse una nazione sarebbe al sesto posto tra i paesi del mondo con i suoi oltre 175 milioni di utenti, di cui 8 milioni solo in Italia.
Quanti sono di Foligno, o ci sono nati soltanto, quanti l'hanno conosciuta durante una rapida sosta o vi ci sono trasferiti nel corso di questi anni o quanti si sono dovuti allontanare per motivi di lavoro, hanno trovato in questo spazio così in voga la possibilità di continuare a condividere la passione e l'amore per la città.
"Ci sono passato lì per caso accompagnando mio figlio per un concorso nell'Esercito. Sono stato come rapito dalla bellezza della città… L'Umbria è il polmone verde d'Italia ma Foligno è il suo cuore."
Così scrive un certo Nicola da Bari e altri messaggi di un affettuoso ricordo provengono anche da diversi paesi del mondo come quello di Cristina dalla Colombia o Anna da Stoccolma.
Ci sono anche coloro che trasferitisi in città da qualche anno sono rimasti subito attratti dalla sua vivibilità di tranquillo centro di pianura, o coloro che, superando un sano campanilismo perugino, si sono fatti trascinare nel più profondo degli spiriti della folignalità.
"Sono nata a Roma, cresciuta a Perugia e vivo a Foligno da 25 anni. Adoro questa città e amo i loro abitanti, un po' ruvidi, ma con un cuore grande così. Non vorrei stare da nessunàaltra parte, vivo la Quintana in prima persona e ne sono orgogliosa. Ma parlo ancora con l'accento perugino, nessuno è perfetto…."
Tra quanti vivono lontani per lavoro c'è anche chi ritornando, sente l'odore di casa e si immagina un ingresso trionfale in viale Firenze a mo' di generale vittorioso.
"Ogni volta che con la macchina, tornando da Pavia, scorgo in lontananza la gobba del Subasio, beh, sarò esagerato, però quasi quasi mi commuovo...
e allora, porto il volume dello stereo al massimo e con la marcia di Radetzky entro da trionfatore a Foligno...emozione garantita...nostalgia di un Folignate nato in riva al Topino...."
Tra coloro che la abitano e la vivono ogni giorno, le firme più gettonate sono quelle dei classici slogan "jente de Fulignu", "centru de lu munnu" o le discussioni sul calcio, sulla Quintana, ma non manca anche chi ama esprimere i suoi sentimenti puntando dritto sul contrasto amore/odio.
"Quand'ero a Foligno non vedevo l'ora d'andarmene...Ora che sono lontano mi rendo conto di quanto profondo sia il legame con questa città"
e ancora
"Foligno? Come tutti gli amori c'è sempre il momento in cui ti odio, comunque sei la mia amata città"

sabato 8 novembre 2008

La banca del tempo ... apre gli sportelli

Non più la lotta contro il tempo, ma la riconquista del nostro tempo. Con un fondamento etico: fare agli altri ciò che si vorrebbe fosse fatto a noi. É questa la sfida quotidiana che lancia la "Banca del Tempo" attiva da due giorni anche a Foligno grazie all'associazione "Diamoci tempo" e al supporto dell'assessorato alle politiche sociali, pari opportunità e qualità della vita.
"Banca del Tempo", ovvero uno spazio di aggregazione e di relazione che tenta di recuperare rapporti di amicizia, di fiducia e stima reciproca tra le persone, anticamente rappresentati dai "rapporti di buon vicinato".
In pratica ognuno mette a disposizione degli altri una parte del proprio tempo libero e delle proprie capacità in modo reciproco.
La sarta potrà fare l'orlo ai pantaloni, chi sa fare il falegname potrà aggiustare una porta, che s'intende di meccanica p! otrà sistemare un'auto e ricevere a sua volta qualcosa in cambio di cui ha bisogno da parte di una persona a sua volta esperta.
L'idea è nata in Inghilterra, mentre in Italia è negli ultimi dieci anni che ha trovato fertile terreno soprattutto nel centro-nord.
Ora diventa operativa anche a Foligno: all'inaugurazione a palazzo Deli hanno partecipato, oltre alla presidente dell'associazione Flavia Pigozzi e alla vice presidente Luana Puccia, anche il sindaco Manlio Marini e l'assessore alle politiche sociali Rita Zampolini, i quali hanno sottolineato la singolarità dell'iniziativa che fa diventare il tempo fattore positivo.
Il progetto a Foligno è nato tre anni fa e si è sviluppato in più fasi: prima una ricognizione nell'Albo del volontariato in un territorio che è ricco di associazioni; poi l'attivazione della Banca del Tempo e quindi il "tempo regalato" attraverso i centri sociali.
La sede è in via Oberdan n.119 presso la Casa dell'Associazionismo. Per ader! ire basta prendere visione dello statuto e valutare se i princ! ipi espr essi corrispondono alle proprie aspettative; poi si compila la scheda di iscrizione elencando ciò che si desidera fare e ricevere dall'elenco delle disponibilità possibili.
Insomma si valorizzano non solo le risorse presenti, ma anche le potenzialità che ciascuno possiede, con un coinvolgimento globale di tutti gli associati, fino alla creazione di una rete di mutuo aiuto.
Perché "Banca"? Quando si ha bisogno di qualcosa ci si rivolgi alla segreteria, che metterà in contatto con la persona che può soddisfare la specifica necessità.
Nel momento in cui concretamente avviene lo scambio, chi riceve il tempo dell'altro gli rilascia un assegno di importo pari alle ore concordate.
I soci devono mensilmente far pervenire gli assegni incassati alla segreteria, che provvederà ad addebitare/accreditare le unità di scambio inviando un estratto conto del dare/avere.
Tutto dunque si basa sulla reciprocità dei valori e delle pari opportunità. E visto che la "Banca del Tempo" favorisce la socializzazione, è anche un antidoto contro la solitudine.