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venerdì 10 settembre 2010

Polizia provinciale e ARPA sequestrano impianto non autorizzato per il recupero di rifiuti pericolosi

La Polizia Provinciale e Arpa hanno sequestrato un impianto per il recupero di rifiuti pericolosi costituiti da apparecchiature fuori uso, contenenti cloro fluorocarburi, ubicato nella zona industriale nord di Gualdo Tadino. Il sequestro è stato effettuato poiché l'impianto, oltre a non avere ancora ottenuto l'agibilità e le elementari certificazioni di sicurezza, era privo di autorizzazione a svolgere l'attività di recupero (la cui domanda era stata solo recentemente inoltrata alla Provincia di Perugia).

Il controllo e il successivo sequestro sono scattati a seguito dell'accertamento di una sospetta movimentazione nell'impianto di apparecchiature fuori uso. All'interno dell'impianto è stato rinvenuto un ingente quantitativo di apparecchiature di cui una parte ancora da rottamare e una parte parzialmente rottamata, oltre ad alcuni cumuli di materie prime secondarie derivanti dall'attività di recupero già avviata. Le indagini della Polizia Provinciale e dell'ARPA proseguono allo scopo di approfondire la natura dei fatti e individuare i soggetti responsabili. Del caso è stata immediatamente informata l'Autorità Giudiziaria per i provvedimenti di competenza.

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Provincia di Perugia Venerdì 10 Settembre 2010

giovedì 10 settembre 2009

Ottomila metri di bosco in fiamme, arrestato il piromane

Chissà cosa gli passa per la testa quando, preso dal raptus, mette mano ad uno e più accendini appiccando il fuoco nel bosco. Ci è ricaduto dopo i precedenti, in tutto diciassette in tre anni. Ha cominciato che era minorenne, così ora il ventunenne idraulico gualdese Damiano Rossi è stato messo alle strette e ha dovuto confessare che è lui il responsabile dell'ultimo incendio di tre giorni fa nella zona di Ponticelli su un'area di circa ottomila metri quadri di bosco e bassa vegetazione.
Il ragazzo è stato arrestato e la convalida del provvedimento cautelare deciso dal giudice ha previsto l'obbligo di dimora.
Le indagini sono state condotte dalla Stazione Carabinieri di Gualdo Tadino della Compagnia di Gubbio, diretta dal tenente Pierangelo Iannicca, e dal Comando della stazione gualdese del Corpo forestale dello stato coordinati dal comandante provinciale Giorgio Piastrelli, che stanno conducendo sempre più serrati controlli per arginare il fenomeno degli incendi dolosi.
Il giovane recidivo ha dovuto rispondere dell'articolo 423 bis del codice penale sui reati connessi alle responsabilità per gli incendi boschivi.
Secondo una sommaria ricostruzione dei fatti, il giovane stava lavorando presso un'abitazione della zona quando improvvisamente si è allontanato per poi fare ritorno.
Dalle diverse testimonianze raccolte, sono emersi gli spostamenti del Rossi e a quel punto i carabinieri sono andati a colpo sicuro.
Il ragazzo non ha resistito al pressing delle domande e alla fine ha ammesso le responsabilità, confessando di aver agito utilizzando accendini ma senza fornire un movente per l'insano gesto.
Questo arresto è l'ennesima conferma che gli incendi estivi avvengono sempre per opera volontaria o involontaria dell'uomo.
di Massimo Boccucci
Giovedì 10 Settembre 2009

giovedì 12 febbraio 2009

Vandali rovinano il San Valentino di Foligno

Sarà un San Valentino blindato per punire i vandali che la notte scorsa hanno distrutto gli addobbi allestiti all'esterno dei negozi del centro come coreografia per quello che doveva essere un fine settimana nel segno dell'amore.
Gli archi in ferro battuto dove erano stati fissati fiocchi e palloncini rossi sono stati in alcuni casi letteralmente smontati per essere poi abbandonati nei vicoli in prossimità di corso Cavour dove ieri mattina gli stessi commercianti li hanno ritrovati.
Un puro atto di teppismo che ha spinto l'associazione "Innamorati del centro" a dire basta e così quello di sabato sarà un San Valentino di festa soltanto per i membri dell'associazione culturale predieduta da Cristiana Mariani.
Annullato il programma degli eventi che si erano aperti domenica scorsa e che prevedeva, per il 14 febbraio, una mega torta in piazza della Repubblica e tanta musica grazie a una band che avrebbe dovuto rallegrare le principali vie del centro.
"Siamo un'associazione culturale e quello che vogliamo dare è anche un messaggio educativo - sbotta la Mariani - riteniamo che questi gesti siano stati compiuti da giovani annoiati, ebbene i ragazzi devono capire che bisogna portare rispetto alla città e a chi lavora per farla crescere."
Quello degli archi smontati e buttati nei vicoli è soltanto l'ultimo di una serie di episodi che nel recente passato aveva visto involontaria protagonista l'associazione "Innamorati del centro".
Basti ricordare i vetri spaccati a colpi di mazza nelle casette del Villaggio di Babbo Natale, in piazza Matteotti o i grossi cuori colorati a cui qualcuno - sempre sotto le feste di Natale - aveva pensato bene di dare fuoco.
"a tutto questo ci siamo passati sopra - spiega la Mariani - ma ora abbiamo deciso di cambiare atteggiamento, ci siamo detti che forse quello intrapreso fino ad ora non è il cammino giusto, forse i giovani hanno bisogno di qualcosa che li faccia riflettere.
Se riuscissimo a far ragionare soltanto due di loro, su dieci o cinquanta che siano, allora avremmo colto nel segno."
Uno stop agli eventi che vuole essere uno stimolo a pensare per i giovani ma anche per gli adulti.
"Quando vediamo questi ragazzi che scrivono sui muri o prendono a calci la vetrina di un negozio non possiamo fare finta di niente - continua la Mariani - ogni persona responsabile dovrebbe quantomeno avvertire i carabinieri in maniera tale da mettere un freno al fenomeno.
E come genitore dovrebbe educare i propri figli ad amare la propria città, questo disfattismo che ci circonda in molti casi è anche colpa di noi adulti."
Intanto, gli associati di "Innamorati del centro" si stanno riorganizzando per rendere comunque speciale la giornata di San Valentino.
Sorprese ai clienti di ogni singolo negozio e poi una mega torta da gustare in luogo chiuso. L'ingresso sarà rigorosamente su invito. Porte blindate ai vandali

martedì 7 ottobre 2008

Il tema sicurezza a Foligno

Secondo i recenti dati di una ricerca effettuata da Ispo (istituto di sondaggi) il 29 per cento degli italiani considera poco sicura la propria città e quasi uno su cinque (17 per cento) non si sente tranquillo neanche in ambito domestico.
Molte persone, infatti, quando sentono dei rumori temono che qualcuno stia per entrare nell'abitazione o, mentre tornano a casa dopo un periodo di assenza, hanno paura di essere stati "visitati" dai ladri.
Il problema della sicurezza domestica si ripropone con maggiore urgenza quando si avvicinano le vacanze estive, durante le quali molte abitazioni si svuotano per periodi più o meno lunghi.
Ogni anno il numero dei furti con scasso aumenta ed i trucchi che i ladri escogitano per garantirsi l'accesso alla proprietà di terzi diventano sempre più sofisticati.
Anche a Foligno i furti in abitazioni e esercizi commerciali sono una piaga. Premesso che nessun alloggio può ritenersi sicuro da effrazioni al 100%, ovunque esso si trovi, un interessante studio dell'Ania, l'associazione delle imprese assicuratrici effettuato a livello nazionale, ha elaborato un test di valutazione del rischio furto in abitazione.
Oltre alla città di appartenenza, in questo caso quella della Quintana, lo studio prende in considerazione una serie di parametri: le abitudine dei proprietari o degli inquilini; i sistemi di difesa; la zona e il tipo di stabile; in base ai quali poi viene individuato un livello di criticità.
Da questo studio emerge che a Foligno le case singole sono le più esposte. Se per esempio si vive in una casa singola in centro con serramenti in legno, la situazione dice il test, "è critica".
Le case singole sono considerata ad alto rischio anche per quanto riguarda le zone residenziali e quelle periferiche, tanto che il test suggerisce di
"analizzare le difese adottate e nel caso aumentarle."
Va meglio per chi vive in appartamenti sia che si trovino al primo o al quinto piano, sia ai piani intermedi.
Chi vive nelle zone residenziali invece è più a rischio di visita da parte dei topi d'appartamento, queste infatti sono zone che esercitano un certo fascino sui ladri.
Ma ecco come proteggersi dagli "ospiti indesiderati" e gli armamenti utili per non incorrere in spiacevoli sorprese che l'Ania suggerisce.
Ricordare che i punti di più facile accesso per i ladri sono la porta d'ingresso, le finestre e i balconi nei condomini; mentre per le villette necessitano innanzitutto protezione tetti e terrazzi, senza comunque dimenticare finestre e porte.
Tra i sistemi di sicurezza quelli sicuramente più efficaci sono gli impianti d'allarme, le porte blindate e le grate o le inferriate alle finestre che vi permetteranno di allontanarvi da casa più tranquilli e vi risparmierete qualche seccatura.
Infine due cattive abitudini che l'Ania raccomanda di evitare: quella di lasciare la copia delle chiavi della porta in casa e dimenticarsi di azionare sempre tutte le mandate della serratura della porta.
Insomma la sicurezza ha un suo prezzo e risparmiare in questo campo vi può costare molto caro.

Pamela Bevilacqua
dal Corriere dell'Umbria Martedì 7 Ottobre 2008

martedì 5 agosto 2008

Rimborsi crac Parmalat

Una pagina importante per l'associazione Confconsumatori relativa alla vicenda Parmalat. L’associazione ha assistito circa duecento risparmiatori umbri, che hanno aderito alla transazione proposta dalla società di revisione Deloitte & Touche spa.
Durante il primo processo hanno già ottenuto un rimborso che varia in rapporto all'importo investito. In tutto sono duecento gli obbligazionisti umbri,una ventina quelli folignati che stanno ricevendo un risarcimento.
Ecco alcuni esempi concreti di quanto è stato rimborsato: chi ha investito in obbligazioni pari a 10 mila euro ha avuto 600 euro, chi ne ha investito 20 mila euro ha ricevuto un rimborso pari a 1.085 euro; obbligazioni pari a 30 mila euro hanno dato diritto a un risarcimento pari ad euro 1.460, quelle di 50 mila euro hanno fruttato un risarcimento pari a 2.210 euro; con 100 mila euro risarcimento di 2.985 euro.
Gli obbligazionisti che hanno aderito alla transazione Deloitte dovevano possedere due requisiti: avere i titoli alla data del crack Parmalat ed essersi costituiti parte civile nel primo processo Parmalat con Confconsumatori.
"La Deloitte - si legge nella motivazione della società - pur negando qualsiasi responsabilità in relazione all'attività di revisione condotta da alcuni revisori della suddetta società, relativa al bilancio consolidato di Parmalat Finanziaria Spa e al bilancio di Parmalat Spa per gli esercizi chiusi tra il 1999 e il 2002 e pur negando qualsiasi propria responsabilità in relazione alla attività da essa espletata dopo il 30 luglio 2003, ha ritenuto che ogni loro pur denegata responsabilità abbia avuto rilievo assai modesto rispetto alla responsabilità riferibile a numerosi altri soggetti che, secondo le prospettazioni dei Pubblici Ministeri di Milano e Parma e dello stesso Commissario straordinario dottor Enrico Bondi, hanno concorso nel determinare l'insolvenza del gruppo Parmalat. Tuttavia la Deloitte - si legge ancora - è interessata a definire in via transattiva e bonaria le pretese fatte valere nel processo dalle parti civili destinatarie della proposta, a patto che in futuro non venga portata avanti nessuna azione legale".
Insomma l'ottantacinque percento degli obbligazionisti ha ottenuto e sta ottenendo un risarcimento. È’ un importante passo in avanti per i risparmiatori ed è sicuramente un precedente anche per gli altri imputati, affinché siano indotti a risarcire il danno provocato

Pamela Bevilacqua dal Corriere dell'Umbria

sabato 26 luglio 2008

Vandali alle ex Fornaci Hoffmann

Un incantevole parco all'aperto che finalmente avrebbe rappresentato un'occasione offerta a tutti i cittadini di Foligno per trascorrere giornate all'aria aperta, tra passeggiate in bici, oppure godendosi, magari con una scampagnata, gli spazi verdi, i prati egli incantevoli laghetti.
Così, agli inizi del mese di maggio i rappresentanti dell'amministrazione comunale di Foligno presentavano il nuovo parco ricavato negli spazi delle ex Fornaci Hoffmann.
Diciotto ettari di terreno, tre chilometri di piste ciclabili, laghetti artificiali formati grazie al ripristino di vecchi canali che, sembra, siano entrati nel mirino dei vandali.
A segnalarlo sono gli stessi folignati che negli ultimi tempi, accogliendo l'invito dell'amministrazione comunale, sono diventati assidui frequentatori del parco, che utilizzano soprattutto per lunghe passeggiate e qualche corsa.
Qualcuno ha notato che la balaustra metallica che circonda il laghetto artificiale che si trova in prossimità dell'ingresso (per chi accede da via Sicilia, al termine del ponte pedonale sulla destra) è stata letteralmente tagliata.
Ne mancano diverse parti con la conseguenza che i tiranti che assicurano la stabilità dell'intera struttura hanno finito per allentarsi.
Una situazione, oltre che spiacevole per il danno procurato a una struttura nuova, piuttosto pericolosa: scopo di quelle balaustre era infatti mettere in sicurezza il laghetto, impedire che qualcuno potesse scivolarci dentro.
Questo sarebbe comunque solo l'ultimo, in ordine di tempo, di una serie di atti vandalici che, solo in un paio di mesi hanno più volte interessato l'area verde.
Qualche settimana fa, e il fenomeno non sembra essersi arrestato, erano state segnalate delle vere e proprie scorribande di motorini nella zona della pista ciclabile, in modo particolare, ma non solo, all'altezza dell'anfiteatro.
Sulla questione era intervenuto anche l'assessore Paolo Trenta: "Abbiamo già pensato - aveva dichiarato - di porre dei divieti di accesso, ma il problema potrebbe permanere dal momento che il ponte rappresenta l'unica via da cui possono accedere le ambulanze in casi di emergenza".
Infine nel mirino dei vandali è finita anche qualche panchina che è stata scarabocchiata con diverse scritte realizzate con un pennarello scuro e indelebile.
Bottiglie rotte e rifiuti a terra non mancano.
Una parziale soluzione al problema potrebbe venire dall'entrata in funzione delle attività che dovrebbero animare il parco, dal bar alle altre strutture ricettive, oltre all'organizzazione di attività all'aperto sia di giorno che di sera, mettendo a frutto lo stesso anfiteatro magari con spettacoli e concerti, così come era stato annunciato al momento dell'apertura della nuova area verde.
Diversi sembrano essere i progetti per la gestione dell'area che alcuni soggetti privati avrebbero consegnato al Comune.
La scadenza era prevista per lo scorso 18 giugno e a quanto pare l'amministrazione avrebbe già proceduto a una prima verifica.

Chiara Zuccari dal Corriere dell'Umbria