Particolarmente rigogliosa e partita "anzitempo" la miracolosa fioritura del biancospino quest'anno, favorita anche da un clima sicuramente non rigido rispetto agli anni passati. Anche quest'anno dunque, puntualmente come succede da quel lontano 15 gennaio 1324, con ogni condizione atmosferica - in alcuni anni con temperature ampliamente sotto lo zero - i rami di spina lungo il percorso fatto dalla salma del Beato Angelo, dall'eremo del convento dei cappuccini all'abbazia di San Benedetto, l'attuale omonima Basilica, sono tornati a fiorire. Un miracolo sottoposto ad ogni esame da studiosi e scienziati che non trova alcuna spiegazione nella scienza e si rivolge solo alla fede.

E quei ramoscelli di spina fiorita che adorneranno l'altare di San Benedetto, la chiesa del centro storico dove sono celebrati tutti i riti in onore del patrono, saranno il rinnovarsi del legame che unisce la città ad Angelo da Casale, l'umile gualdese salito agli onori degli altari. Un legame che verrà ribadito come ogni anno nella serata di venerdì prossimo con l'offerta dell'olio per la lampada votiva da parte dell'amministrazione comunale, alla presenza del sindaco Roberto Morroni, con i quattro Priori dei Giochi de le Porte a rappresentare la storicità del gesto che si ripete inalterato da quasi sette secoli. Ma anche dalla fiaccolata che sempre nella serata di sabato percorrerà a piedi la distanza fino al cespuglio di biancospino nell'omonimo quartiere in attesa del ripetersi della prodigiosa fioritura in gennaio. E si rinnova anche quest'anno l'iniziativa del Cai di ripercorre nella notte del 14 gennaio lo stesso tragitto fatto dalla salma del patrono tra fuochi di una lunga fiaccolata che si snoderà per circa tre chilometri nella campagna gualdese.

Dalla cappella del Beato Angelo, presso il convento dei Cappuccini - partenza alle 20.30 - la processione si snoderà fino al cespuglio del biancospino, nell'omonimo quartiere cittadino, che ripete la miracolosa fioritura invernale nel quartiere omonimo. Una fiaccolata dal sapore mistico, ma anche culturale poiché riporta agli onori della cronaca una storia antica di sette secoli, ma viva e visibile nei tanti cespugli di biancospino ancora presenti lungo il tragitto percorso allora dalla salma del Beato. Un'occasione per riscoprire angoli della campagna di Gualdo Tadino, ma anche per riproporre all'attenzione dell'opinione pubblica l'esigenza di salvaguardare le piante di biancospino lungo questo percorso. Dalla basilica di San Benedetto contemporaneamente partirà una processione religiosa che si ricongiungerà proprio all'altezza del cespuglio del biancospino nell'omonimo quartiere per un momento di preghiera comune. Sabato poi alle 11.15 il Pontificale presieduto dal vescovo diocesano, Mons. Domenico Sorrentino, preceduto dalla consegna del premio Beato Angelo a Daniele Gelsi e Corrado Pompei i premiati del 2011, sarà il culmine delle solenni celebrazioni

Corriere dell'Umbria Mercoledì 12 Gennaio 2011

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