A Nocera Umbra, a poche centinaia di metri dalla Antonio Merloni, c'è un'altra importante azienda del territorio che rischia di soccombere agli effetti della crisi e soprattutto alla stretta finanziaria imposta dalle banche. É la Brunelli costruzioni, azienda con circa 100 dipendenti, che si occupa di edilizia, escavazioni, lavori stradali, etc.
Stamattina, martedì 5 aprile, l'azienda si è fermata e tutto il personale, non solo gli operai, ma anche tecnici, impiegati e ingegneri e persino il titolare, hanno dato vita ad una manifestazione davanti alla sede dell'azienda per chiedere un intervento delle istituzioni che scongiuri il soffocamento dell'impresa. Sì, perché il problema, denunciato da azienda, sindacati e lavoratori, sta nella chiusura del rubinetto del credito da parte degli istituti bancari, nonostante l'azienda possa vantare vari appalti e commesse per una cifra che si aggira intorno ai 20 milioni di euro.

"La Brunelli è un'azienda che ha sentito come molte il peso della crisi globale – spiega Gianluca Menichini, della segreteria provinciale Fillea Cgil, stamattina in presidio con i lavoratori – negli ultimi tempi però sembrava che, dopo tanti sacrifici da parte dei lavoratori, la situazione fosse in via di soluzione, anche perché l'azienda era riuscita a recuperare gran parte di un grosso credito (9 milioni di euro) da un'azienda laziale e stava quindi saldando gran parte dei suoi debiti con le banche. Invece – prosegue Menichini – contro ogni aspettativa gli istituti di credito non hanno riaperto i rubinetti. Il titolare ci ha detto che, se prima della crisi potevano contare su fidi per 10 milioni, ora siamo appena a 600mila euro."
e questa situazione va a ricadere soprattutto sui lavoratori, che sono senza stipendio da dicembre. In questi giorni doveva essere pagata una mensilità, ma senza il credito delle banche anche i salari sono bloccati.

"L'azienda ha un piano industriale, le commesse ci sono, quello che manca è solo la liquidità – spiega ancora Gianluca Menichini – per questo i lavoratori ce l'hanno fondamentalmente con gli istituti credito. Però, il nostro appello è rivolto anche alle istituzioni locali, che devono fare pressioni sul sistema delle banche perché non lasci morire un'azienda che ha prospettive e che rappresenta una valvola di sfogo fondamentale per il territorio appenninico dal punto di vista occupazionale."
La protesta dei lavoratori comunque è solo all'inizio.
"Come Fillea Cgil, insieme ai lavoratori della Brunelli, siamo pronti ad organizzare altre manifestazioni – conclude Menichini – e non escludiamo azioni eclatanti, come il blocco della Flaminia, per arrivare ad una soluzione positiva di questa vertenza."

www.cgilumbria.it
Martedì 5 Aprile 2011

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