Museo archeologico di Colfiorito

Aprirà sabato il Mac, il Museo archeologico di Colfiorito, nella nuova sede di via Plestia. La nuova struttura museale, notevolmente ampliata nella dotazione espositiva, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Foligno e la Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Umbria. Il materiale espositivo (ca. 600 reperti) relativo alla popolazione umbra dei Plestini, allestito nel 1999 a Foligno, in Palazzo Trinci, nell'esposizione Fulginates e Plestini, popolazioni antiche del territorio di Foligno, è stato riallestito nell'agosto 2001 a Colfiorito, in una delle "Casermette" dell'ex Campo di internamento, che il Comune di Foligno ha ristrutturato e dotato di tutte le garanzie di sicurezza per la conservazione e fruizione delle opere d'arte.

Dal 2001 il Comune di Foligno ne garantisce la gestione e la fruizione pubblica fornendo visite guidate all'interno del Museo e, su prenotazione, all'area archeologica di Plestia. L'intervento di realizzazione del nuovo Museo archeologico in Colfiorito finalizzato alla raccolta, allo studio e alla valorizzazione della vasta area archeologica, è stato finanziato dalla Regione e dal Comune di Foligno con fondi europei (1,5 milioni di curo), ed ha riguardato il progetto di completamento della nuova sede, di proprietà statale, ceduta in concessione ventennale al Comune di Foligno, che ne ha curato l'allestimento di concerto con la Soprintendenza.Con tale intervento sono state realizzate tutte le opere di finitura, comprensive di impianti termici, elettrici, di controllo e l'allestimento museografico.

L'immobile è costituito da due corpi di fabbrica in muratura preesistenti, di pertinenza dell'infermeria del Campo di internamento di Colfiorito e da un nuovo corpo centrale in acciaio e vetro realizzato dall'architetto Roberto De Rubertis. Gli impianti sono realizzati con le più moderne tecnologie per la fruizione e l'illustrazione del materiale in esposizione.La nuova sede, più ampia (1.200 mq di superficie espositiva articolati su tre livelli), ha permesso l'ampliamento della raccolta che espone oggi circa 1.400 reperti archeologici, nonché l'estensione delle funzioni e delle zone di servizio (aula didattica, servizi di accoglienza, sala attrezzata per esposizioni temporanee, magazzino, uffici), ed è dotata di un sistema di controllo degli ambienti tramite telecamere a circuito chiuso.Tutte le aree espositive sono dotate di pannelli esplicativi per l'inquadramento cronologico del periodo storico trattato. Il progetto scientifico di allestimento è stato curato da Laura Bonomi, l'archeologa che larga parte della sua attività di ricerca ha dedicato allo scavo e allo studio del territorio dei Plestini di Colfiorito.

Il Giornale dell'Umbria Venerdì 5 Agosto 2011

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