Qualcuno ancora si ricorda della "Ferro china Bisleri", il ricostituente e digestivo antesignano di molti integratori di oggi. Quella bevanda medicinale, tutt'ora in vendita, anni fa veniva prodotta a Nocera Umbra, utilizzando le acque della sorgente del Cacciatore, detta anche del Centino. Un'acqua - quella della fonte - ricca di ferro e con altre importanti proprietà che di fatto ne fanno un bene preziosissimo e certificato da numerose analisi scientifiche. Ma nella frazione di Schiagni, 530 metri sul livello del mare e distante cinque chilometri da Nocera Umbra, c'è anche dell'altro. Molto altro. Delle argille bianche pregiate che vengono utilizzate per la cosmesi e, soprattutto, un centro termale incompiuto e abbandonato da anni.
Una struttura costruita nei pressi della sorgente e che venne ristrutturata prima del terremoto del `97. Poi le scosse sismiche, l'edificio che cede e finisce nel dimenticatoio. Quattordici anni di totale oblio. Ignorato nei fondi per la ricostruzione, dimenticato dall'amministrazione comunale. Almeno fino a qualche tempo fa. A Nocera la voce corre da mesi, qualcuno si sta interessando alla sorgente del Cacciatore. E la conferma arriva dalla Provincia.Interpellato sull'argomento, l'assessore al Patrimonio Piero Mignini conferma:
"Stiamo definendo con il Comune di Nocera un progetto che entro un mese diventerà un bando pubblico. L'obiettivo è quello di creare un centro termale, delle strutture ricettive e dare il via libera all'imbottigliamento dell'acqua della sorgente."

Massimo riserbo sui dettagli del bando ancora in fase di elaborazione, ma qualcosa comincia a trapelare.Sono state già definite le linee guida del progetto che permetterà di realizzare uno stabilimento termale nel complesso della fonte del Centino. La Provincia ha acquisito dal Comune la maggioranza delle quote azionarie della società che gestisce il complesso (superficie di oltre 2mila metri quadrati), per un cifra minima: poco più di 40mila curo. I due Enti intendono creare un vero e proprio centro termale con beauty farro, struttura alberghiera (conuna ventina di stanze), servizio di ristorazione, vasche con le acque termali, strutture per saune, fanghi, massaggi e percorsi di benessere. Ma anche aerosolterapia e idroterapia.Non solo. Nel bando verrà prevista la possibilità di sfruttrare la sorgente del Centino per l'adduzione della preziosa acqua e il suo imbottigliamento.
L'idea è quella di mettere sul mercato un prodotto di nicchia, nessun imbottigliamento industriale quindi. Allo stesso modo verrebbe ad essere utilizzata la terra presente nella zona, ovvero quell'argilla bianca che in passato veniva addirittura venduta in piccole e costosissime confezioni. Il piano è ambizioso, valorizzare un complesso pregiato che, rimesso a nuovo e reso funzionale, ha un valore commerciale - secondo le stime - di oltre 10 milioni di euro. Comune di Nocera e Provincia ci credono, si tratterebbe di un'operazione in grado di creare la prima struttura termale regionale di queste dimensioni e soprattutto con queste caratteristiche.

Andrea Luccioli

Il Giornale dell'Umbria Mercoledì 9 Marzo 2011

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