sabato 27 febbraio 2010

Castello di Postignano. Dall'emergenza, alla ricostruzione e allo sviluppo

Occorre fare il punto sulla ricostruzione e sulla valorizzazione del borgo medioevale di Postignano, colpito dal terremoto del 1997. Alla chiesa della S.S. Annunziata del Castello di Postignano venerdì alle 10 si darà il via ai lavori dell'incontro intitolato
"Castello di Postignano. Dall'emergenza, alla ricostruzione e allo sviluppo."
Amministratori locali e regionali, giornalisti ed esperti di beni culturali si alterneranno ai microfoni per illustrare
"il lavoro di recupero fino ad oggi compiuto e per introdurre la terza fase che avrà come protagonisti cittadini, operatori e autorità locali e vedrà il Castello di Postignano affermarsi come uno dei nuovi elementi di propulsione dell'economia e della vita sociale del territorio."
Il punto è questo: promuovere il turismo nel borgo, così da far riprendere vita al complesso medioevale. Il terremoto del 1997 danneggiò il Castello di Postignano, determinando una fase di emergenza, con il pericolo di ulteriori crolli, il deterioramento dei materiali lasciati all'esposizione degli agenti atmosferici, lo sfaldarsi delle murature, le necessità di raccogliere e catalogare i frammenti degli affreschi crollati. Più di due terzi dei lavori previsti sono stati eseguiti ed è oggi possibile apprezzare di nuovo l'ambiente e la qualità del luogo grazie al recupero portato avanti dalla Mirto.
La società, composta da un gruppo di professionisti, nel 1996 comprò il castello ma, a causa del terremoto, dovette accellerare le operazioni di recupero del borgo e della struttura. Attualmente il progetto di ristrutturazione prevede la costruzione di 60 unità abitative all'interno del borgo con circa 300 posti letto complessivi, per una superficie complessiva di 5.600 metri quadrati, a cui si aggiungono circa 2.000 mq. di pertinenze esterne. L'intervento promuove la formazione di strutture locali per la gestione del patrimonio immobiliare e dei flussi turistici che verranno generati. Un piccolo albergo di categoria 4 stelle e un ristorante. É prevista anche la costituzione di un Museo delle tradizioni del Borgo e di un centro per le attività sportive e di formazione per i Circoli del Bridge della Federazione Italiana Gioco Bridge.
La società fa sapere che l'inserimento nel Borgo di attività sostenibili nel tempo dal punto di vista economico e ambientale permetterà a Postignano di vivere una nuova fase della sua lunga storia, ritrovando un ruolo attivo e moderno, mantenendo intatti i suoi caratteri originali

Corriere dell'Umbria Mercoledì 24 Febbraio 2010

mercoledì 24 febbraio 2010

I Giochi de le Porte 2010 presentati alla Bit

Un incontro importante per l'Ente Giochi de le Porte, sia perchè evento non frequentissimo vedere i membri dei comitati delle quattro Porte riuniti tutti insieme sia perchè si è affrontato il programma per le attività del 2010 dello stesso Ente.
È stata anche l'occasione con cui l'Ente ha presentato a tutti i comitati di Porta i componenti del neo-ufficio di presidenza, dal presidente Antonio Pieretti, al tesoriere Gaetano Ferrara e al segretario Ermanno Rosi, tutti al tavolo di presidenza insieme al gonfaloniere Stefano Franceschini e ai priori Carlo Petrozzi, Gianni Gubbiotti e Fabio Ippoliti. È stato il gonfaloniere Franceschini a introdurre il lavoro spiegando il perchè di questo incontro, teso a un maggior coinvolgimento delle Porte nell'attività dell'Ente. Un momento di confronto sulle proposte del programma - ha aggiunto Franceschini - proprio per un impegno consapevole di tutti i portaioli in quelli che sono gli appuntamenti che scandiscono l'anno dei Giochi de le Porte. A lui ha fatto eco il presidente Pieretti che ha ribadito che l'Ente vuole coinvolgere tutti nella sua gestione, nella gestione delle attività. Il neo presidente ha anche indicato in un ulteriore salto di qualità a livello nazionale dei Giochi de le Porte l'obiettivo principale, obiettivo per il quale si sta lavorando come testimonia la partecipazione alla Bit dello scorso fine settimana.
È toccato poi al segretario Rosi elencare le attività dell'Ente. Archiviate quelle del mese di gennaio, Bussolo e partecipazione agli eventi per i festeggiamenti del patrono Beato Angelo, il prossimo appuntamento sarà il 18 aprile con la presentazione del campionato italiano di tiro con la balestra che si terrà a Gualdo il 12-13 giugno e che vede l'Ente affiancare la compagnia Balestrieri Waldum nell'organizzazione. Il 25 aprile sarà la volta della pedalata enogastronomica tra le scuderie delle quattro Porte, in collaborazione con il gs Avis e l'associazione per la lotta alla fibrosi cistica. L'8 e 9 maggio è prevista la prima, e unica al momento, uscita esterna dell'Ente Giochi che è stato invitato ufficialmente a rappresentare la regione Umbria al Palio del Casale a Camposano, in provincia di Napoli, manifestazione che vede intervenire le diverse feste italiane - ognuna in rappresentanza della propria Regione - che coinvolgono l'asino come animale protagonista del Palio.
Con la fine di maggio il via a un mese ricco di impegni con la prima edizione della fiera di San Michele arcangelo e il Palio di Primavera, cui sarà abbinata la festa della bandiera in occasione del trentesimo anniversario del gruppo sbandieratori Città di Gualdo.
Il 6 giugno l'Ente e le Porte parteciperanno alla processione del Corpus Domini, poi appunto il campionato italiano di tiro con la balestra il 12-13 giugno, a seguire il 19 si terrà la cena dei cento giorni, che potrebbe vedere delle novità. Dai mesi di giugno-luglio si entra nel vivo con il Palio dei Quartieri, i quattro appuntamenti nei rispettivi quartieri con il tiro con arco e fionda, cui seguirà la prima domenica di agosto il Somaro day, il 17 agosto il trofeo Andrea Cardinali, e l'ultima domenica di agosto il via alle prove dei somari. Si entra così nel magico settembre gualdese con il 10 il Convivio epulonis, l'11 la presentazione del Palio, il 19 il pranzo del Portaiolo per arrivare ai tre giorni dei Giochi de le Porte. Sia il presidente che il gonfaloniere hanno confermato che il programma sarà oggetto di confronto a livello delle singole commissioni dell'Ente e delle Porte, per poi essere presentato ufficialmente anche all'amministrazione comunale
Corriere dell'Umbria Mercoledì 24 Febbraio 2010

domenica 21 febbraio 2010

La China Machi comprerà la Merloni?

China Machi è la nuova speranza dei lavoratori Merloni. Gli operai hanno mutui da pagare, figli da far crescere. Il gruppo orientale sarebbe intenzionato a comprare tutto per 500-700 milioni o giù di lì. Intanto i sindacati raccontano la situazione critica di 3.200 lavoratori diretti a rischio, più di altri 1.500 dell'indotto; quel centinaio di imprenditori che, ogni giorno, servivano Merloni sono anch'essi a terra. Il ministero dello Sviluppo economico ha assicurato che l'accordo con le Regioni coinvolte dalla crisi del gruppo elettrodomestico - Marche, Umbria ed Emilia Romagna - sarà sottoscritto entro il 28 febbraio.
Tale accordo servirebbe a scongiurare il fallimento della "Antonio Merloni" e garantire la continuità degli ammortizzatori sociali per gli oltre 3 mila lavoratori. Nel frattempo, gli operai continuano a protestare, visto che una data precisa ancora non c'è. La Regione Umbria, dal canto suo, ha già aderito al progetto Feg-Merloni, al vaglio della Commissione europea: l'obiettivo è promuovere il reinserimento occupazionale dei lavoratori in cassa integrazione negli stabilimenti umbri di Nocera Umbra e Costacciaro.
La crisi oltre l'Appennino In Umbria non c'è solo la Merloni a preoccupare i lavoratori della dorsale appenninica. Molte medie aziende tengono in cassa integrazione straordinaria dai 20 ai 40 e più lavoratori. A Panicale, la Trafomec (250 persone più l'indotto) trema. I vertici avevano giustificato così il crollo del fatturato del 50 per cento:
"a causa della gravissima crisi finanziaria, delle conseguenti negative ricadute di economia reale e di consumi, l'azienda ha subìto una improvvisa e imprevista sensibile contrazione delle propria attività."
Cgil, Cisl e Uil hanno lanciato l'allarme anche per i circa 200 posti (113, più un centinaio di indotto) alla centrale Enel di Bastardo-Gualdo Cattaneo. Il problema è quello delle emissioni inquinanti, che devono rispettare nuovi e più stretti parametri sul monossido di zolfo, l'ossido di azoto e le polveri: se la centrale non verrà migliorata sotto questo importante aspetto, decisivo per la salute degli abitanti del Comune di Gualdo Cattaneo e per la difesa di ambiente fatto di olivi e di viti, allora si rischierebbe la chiusura.
Polo chimico ternano in caduta libera? Dal polo chimico ternano giungono brutte notizie sulla Basell. Dopo che un'altra multinazionale, la norvegese Yara, aveva già dato forfait alla Terni industrie chimiche di Nera Montoro dove, fra lavoratori diretti e indotto, c'erano circa 250 persone. Adesso la multinazionale olandese e statunitense Lyondell-Basell – sotto procedura fallimentare negli Usa - potrebbe chiudere o passare la mano. Le sorti dell'azienda che produce polipropilene, venduto ad altri importanti marchi quali Meraklon e Treofan, saranno decise a Roma il 24 febbraio, dove si incontreranno i sindacati Femca, Filcem e Uilcem e la rappresentanza aziendale. L'intera filiera rischia, tra diretti e indiretti, circa 500 posti di lavoro. Dalla Conca ternana partono nuovi disperati appelli d'aiuto al Governo. Stesso discorso per la Emicom di Terni e Massa Martana. Il Consiglio comunale di Terni ha approvato un atto di indirizzo con il quale si sollecita l'istituzione di un tavolo permanente per la Emicom - ex Elettromontaggi, messa in liquidazione. In ballo c'è il futuro di circa 160 lavoratori dei siti di Terni e Massa Martana che in gran parte, al termine della cassa integrazione, resterebbero senza alcuna prospettiva.
Paolo Giovannelli
La Voce Domenica 21 Febbraio 2010

venerdì 19 febbraio 2010

Giostra della Quintana 2010 al BIT

'Per la Giostra della Quintana la promozione é ovviamente un elemento irrinunciabile e ormai abbiamo iniziato ad indirizzarci su canali specifici. Giudichiamo un bel risultato essere presenti tra gli oltre 5.000 eventi, manifestazioni e località rappresentate alla Bit 2010 da 152 Paesi di tutto il mondo". É il commento del presidente dell'Ente Giostra della Quintana di Foligno, Domenico Metalli, alla partecipazione alla Borsa Internazionale del Turismo in corso alla Fiera di Milano-Rho.
É la terza volta che la manifestazione folignate, tra le più connotative dell'Umbria, é presente alla Bit. A giornalisti e tour operators sarà consegnato il depliant in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo con il programma 2010 de la Giostra, oltre al dvd "Immagini di Quintana" realizzato appositamente per la Borsa milanese, della durata di 7 minuti. Sabato pomeriggio, nell'ambito dell'appuntamento "Umbria, suoni e colori" prevista la presentazione degli eventi dell'Umbria, oltre a la Giostra della Quintana, tra gli altri, la mostra di Giotto ad Assisi, il Festival delle Nazioni di Città di Castello, lo Scrigno dei Sensi di Todi.

pg/rg/rob
(Asca)
Asca Venerdì 19 Febbraio 2010

giovedì 11 febbraio 2010

Inaugurazione del Centro regionale di protezione civile a Foligno con Guido Bertolaso

Verrà inaugurato venerdì prossimo alle ore 15.30 a Foligno, il Centro regionale di protezione civile, struttura di raccordo tra le componenti del sistema regionale e nazionale di protezione civile. Il centro assicurerà l'unitarietà della gestione tecnico-operativa delle attività e favorirà una rete integrata di collegamenti tra soggetti pubblici e privati attraverso la Sala operativa unica regionale, elemento cardine del centro. La struttura assicura, inoltre, lo sviluppo di conoscenze e competenze tecnico-operative nell'ambito della protezione civile, nella salvaguardia dei beni culturali in emergenza e risponde tempestivamente alle situazioni di emergenza nel territorio regionale. Alla inaugurazione interverranno, tra gli altri, la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, il sindaco di Foligno, Nando Mismetti e il Prefetto di Perugia, Enrico Laudanna.(AGI) cli/pg/mld
AGI Giovedì 11 Febbraio 2010

12 Febbraio 2010 - ore 15,30
Inaugurazione Centro Regionale di Protezione Civile
Foligno
Via Romana Vecchia

Intervengono:

  • Nando Mismetti - Sindaco di Foligno
  • Enrico Laudanna - Prefetto di Perugia
  • Maria Rita Lorenzetti - Presidente della Giunta Regionale
  • Vincenzo Riommi - Assessore Regionale Protezione Civile
  • Parteciperà: Guido Bertolaso - Capo Dipartimento Protezione Civile
  • Coordina i lavori: Luciano Tortoioli - Direttore Regionale Ambiente, Territorio e Infrastrutture Regione Umbria Direzione Ambiente, Territorio e Infrastrutture

Il Centro Regionale di Foligno opera come struttura di raccordo con le componenti del sistema regionale e nazionale di protezione civile ed assicura l'unitarietà della gestione tecnico-operativa delle attività, favorendo una rete integrata di collegamenti tra soggetti pubblici e privati, attraverso la Sala operativa unica regionale, elemento cardine del Centro.
Il Centro assicura lo sviluppo costante di conoscenze e competenze tecnico-operative nell'ambito della protezione civile, nella salvaguardia dei beni culturali in emergenza e risponde in modo puntuale alle situazioni di crisi emergenziali nel territorio regionale.

Segreteria organizzativa:
Marinella Becchetti (tel. 075.504.2706)
Caterina Truffarelli (tel. 075.504.2701)
Regione Umbria Giovedì 11 Febbraio 2010

San Pellegrino verso la festa

É un avvenimento molto sentito nella comunità di San Pellegrino e si ripete ogni cinque anni. Si tratta dei festeggiamenti dell'8 settembre in onore della Madonna di Montecamera, che tornano ogni cinque anni con grande partecipazione di popolo. I preparativi partono da lontano, tant'è che proprio domenica scorsa si è riunita comunità di San Pellegrino in un'assemblea nei locali della parrocchia e ha provveduto ad eleggere il presidente del comitato organizzatore della festa. Nuova presidente è Maria Letizia Baldelli, che subentra a Stelvio Mendichi che ha svolto, con straordinaria dedizione, questo ruolo nelle ultime edizione della manifestazione. Nel corso dell'incontro, il parroco don Luigi Merli ha dedicato un ricordo particolare alla memoria di Giuseppe Pucci, nonno di Maria Letizia Baldelli, che fu a lungo colonna portante della organizzazione, anch'egli nella veste di presidente. Una festa straordinaria che si ripete ogni cinque anni in onore della Madonna di Montecamera, che affonda le sue radici in una tradizione secolare che per un periodo - a cavallo tra agosto e settembre - animerà l'intera frazione di San Pellegrino, ma anche tutta la comunità gualdese. Una festa sostanzialmente religiosa, ma che in questa edizione avrà anche delle manifestazioni collaterali di carattere laico. Il clou della festa sarà la solenne processione che trasporterà l'immagine sacra della Madonna di Montecamera, dall'omonima chiesetta alla frazione di San Pellegrino, con tanto di banda cittadina. La chiesa di Montecamera, risale alla seconda metà del '600, ed è sorta al posto di un'antica cappelletta denominata "maestà dei Morelli". Fu elevata alla dignità di santuario mariano diocesano, dal vescovo Sergio Goretti nel 1988. La struttura della chiesa ha subito numerose modifiche strutturali e restauri, l'ultimo dei quali dopo il sisma del '97. "Il santuario è un riferimento della pietà e della devozione di tutte le frazioni vicine. In antico era considerata 'zona francà dove venivano sopite le tensioni e i conflitti tra le comunità vicine. Nel santuario si trova una statua lignea del Xvi secolo raffigurante una Madonna con Bambino. Storica è la processione annuale di Pieve di Compresseto per la grazia ricevuta dallo scampato pericolo di un'epidemia di peste del 1600.
La festa dell'8 settembre - natività della Madonna - ebbe inizio nel 1920 con una delibera della Società Mariana, la quale volle solennizzarla ogni cinque anni. Solo nel 1935 fu fatta la prima maestosa e spettacolare processione notturna, attraverso il bosco, con trasporto del simulacro della Madonna dal santuario alla chiesa parrocchiale di San Pellegrino. In altre cinque occasioni, in modo del tutto eccezionale, la statua della Madonna ha lasciato il santuario. La fama di cui gode questa celebrazione dell'8 settembre ha da tempo valicato i confini di San Pellegrino e di Gualdo Tadino. Per molti sanpellegrinesi, non più residenti nelle frazioni e sparsi nel mondo, la processione serale costituisce un'occasione sentita per tornare in paese
Corriere dell'Umbria Martedì 9 Febbraio 2010

mercoledì 10 febbraio 2010

La China Machi Holdings Group per la Merloni?

I cinesi vanno avanti. Anche ieri il gruppo della China Machi Holdings Group ha lavorato sul progetto di acquisizione della A. Merloni, comparto elettromestici bianchi, che comprende tre stabilimenti - due a Fabriano, nelle Marche, uno a Nocera Umbra (località Gaifana)- con più di duemila dipendenti. La China Machi sembra intenzionata ad andare avanti con una proposta di acquisito pari a circa 500 milioni di euro, che potrebbero salire a 600 se verrà inglobato anche lo stabilimento della A. Merloni in Ucraina. Nessuno taglio è previsto al personale, almeno questo hanno garantito i manager cinesi, anzi prevedono un piano di nuove assunzioni e la ricerca di mercati per gli elettrodomestici Ardo, made in Italy.
Siamo agli ultimi giorni di studio del progetto. I prossimi incontri sono stati fissati dopo la festa del Capodanno cinese, che cade il 14 febbraio.
"Il 19 febbraio avremo una riunione a Roma per parlare della questione dice al telefono dalla Cina, Marco Zhou Yue, amministratore unico della Ottoitalia con sede a Roma, che tratta per la China Machi L'incontro è al ministero dello Sviluppo economico, con il sottosegretario, forse ci sarà anche il ministro Scajola."
Marco Zhou Yue, con una delegazione cinese, ha già visitato lo stabilimento di Gaifana e ha da tempo avviato contatti con i funzionari regionali. Lo stesso ha fatto con i due punti produttivi di Fabriano e la Regione Marche. Entro il mese di febbraio è attesa la formulazione della proposta, che poi dovrà essere valutata nella sua congruità dai tre commissari nominati dal ministero, in quanto la A. Merloni è in amministrazione controllata.
La notizia dell'interessamento cinese è trapelata sabato scorso a Pechino ed è stata confermata dal presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, che si trovava in Cina per l'inaugurazione della mostra su padre Matteo Ricci. La China Machi, società con capitale internazionale, ha tra le sue partecipate la cinese Sinotrans Csc group Ltd che si occupa di logistica e grande distribuzione e fattura 15 miliardi di dollari. Il gruppo appare solido e con la volontà di rimanere in Italia e penetrare mercati come il Nord Africa, il Medio Oriente, l'Europa dell'Est e l'America.
La A. Merloni non è solo elettrodomestici, ma anche bombole per il gas e serbatoi con tre stabilimenti tuttora operativi: uno a Costacciaro, in provincia di Perugia (25 dipendenti), un secondo a Matelica (140 lavoratori), nel Maceratese, un terzo a Sassoferrato (70 dipendenti), nell'Anconetano. Per questo comparto - A. Merloni Cylinders and Thanks - sono state presentate due offerte. La loro entità non è nota; silenzio anche sui nomi dei due imprenditori. Il tam-tam nelle tre fabbriche parla di due grossi industriali: il marchigiano Luciano Ghergo titolare della G.I.&E. Spa (turbine ed energia rinnovabile) e il pescarese Walter Tosto (Serbatoi Spa).
Le due offerte sono sul tavolo dei commissari, che per ora le valutano in modo prudente.
"sì, ci sono due manifestazioni di interesse per rilevare i tre stabilimenti del comparto A. Merloni bombole e serbatoi riferisce Stefania Montagner, segretaria provinciale della Fim-Cisl di Macerata, che lunedì era nella delegazione ricevuta al ministero per lo Sviluppo economico sono state giudicare una lontanissima e una lontana, le due offerte al momento sono state insoddisfacenti rispetto alle aspettative dei commissari."
La prossima settimana i commissari avvieranno trattative specifiche con le due società per tentare un accordo.
i tre stabilimenti impiegano nel complesso circa 230 dipendenti e sono stati stimati 30 milioni di euro. Nonostante la crisi globale e quella della A. Merloni, le tre fabbriche vanno abbastanza bene.
"Il lavoro c'è spiega la Montagner a Matelica, dove si producono bomboloni e serbatoi di grandi volumi, si continua a lavorare con fermi di una settimana al mese di cassa integrazione; a Sassoferrato, dove si fanno bombole, addirittura non fanno percorsi di cassa integrazione, mentre a Costacciaro, dove si producono serbatoi, la cassa integrazione è limitata."