mercoledì 30 marzo 2011

Tourist card, un fallimento

L'iniziativa della Giunta viene criticata dal capogruppo del Pd Massimiliano Presciutti che l'ha definita
"un fallimento per il sindaco Morroni"
Già dalla sua prima edizione il Pd ha criticato la Tourist card ideata dall'amministrazione comunale. Critica che torna anche per la seconda edizione della card destinata ai turisti e che da diritto a ottenere sconti presso gli esercizi commerciali e artigianali che aderiscono all'iniziativa.
"Sarebbe bastato prendere atto del flop dello scorso anno e lasciare la Tourist card nel dimenticatoio ammettendo di avere fatto una scelta sbagliata ma è oramai chiaro che il sindaco Morroni non si arrende di fronte a nulla, neanche all'evidenza"
- afferma il capogruppo Pd in consiglio Massimiliano Presciutti. Critico Presciutti anche sui dati.
"Spacciare le poco più di sessanta adesioni, per di più al prezzo simbolico di cinque euro, e ‘le oltre duecento transazioni effettuate' come un grande risultato è se non altro un atto di grande coraggio e di spregio del ridicolo. Se la matematica non è un'opinione ogni Tourist card è stata utilizzata per poco più di tre transazioni in un anno"
- sottolinea Presciutti. Il capogruppo Pd è critico anche sulla linea tenuta dal sindaco Morroni nei confronti dei commercianti affermando che il primo cittadino
"ha prima cercato, inutilmente, di far passare i risultati ottenuti come un successo e poi ha replicato la solita lezioncina del "sindaco del fare". "Evidentemente concorda con l'assessore Pompei sulle capacità dei commercianti gualdesi e cerca di distillare il suo sapere a piccole dosi per i cittadini discepoli" - afferma Presciutti dicendo che "la Tourist card comunale ha messo fine a una iniziativa analoga, e precedente, del consorzio Riflessi"
Corriere dell'Umbria Mercoledì 30 Marzo 2011

Hu.Ri.Su game: Giovedì le competizioni a Colfiorito

Il progetto "Human Right Sunrise -Hu.Ri.Su", finanziato alla Provincia di Perugia dalla Direzione Generale dell'Istruzione e della Cultura della Commissione Europea nel Programma Cultura, in partenariato con Spagna, Grecia e Serbia entra nel vivo. Sono partite ieri e saranno replicate domani, giovedì 1° aprile, presso Colfiorito di Foligno le competizioni di "Hu.Ri.Su Game", il gioco da tavolo realizzato nell'ambito del progetto, con domande e risposte sui diritti umani in generale e sui luoghi simbolo scelti dai partner, nei quali, durante il XX secolo, è avvenuto un episodio di negazione dei diritti.

Finalità del progetto, promosso dall'Assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia, è la promozione tra i giovani di una cultura dei diritti umani fondata sui valori comuni indicati nella Carta UE dei diritti fondamentali. Protagonisti del gioco saranno gli studenti dell'Istituto Alberghiero "De Carolis" di Spoleto, che attraverso l'esperienza ludica e sotto la guida dei propri insegnanti, avranno l'occasione di ragionare sui diritti umani e approfondire storie ed esperienze dei loro coetanei stranieri. Le "competizioni" proseguiranno nel mese di aprile anche in altre scuole secondarie superiori provinciali, che hanno aderito al progetto e si svolgeranno secondo la formula del torneo.

La competizione a Colfiorito di Foligno si tiene nell'ambito dei Laboratori della Memoria proposti dall'Istituto dì Storia dell'Umbria Contemporanea, partner associato nel progetto "Hu.Ri.Su", che ogni anno organizza nei luoghi dove tra il 1942 e il 1943 vennero internati civili montenegrini, esperienze attive di insegnamento della storia per studenti delle scuole secondarie.

Provincia di Perugia Mercoledì 30 Marzo 2011

lunedì 28 marzo 2011

Le nuove gallerie riducono le risorse idriche?

"I Recenti fenomeni di intorbidimento e di incremento di portata del Menotre - afferma in una nota il presidente di Legambiente Foligno, Gianfranco Anzideo - causati dalle acque provenienti dalle gallerie per la nuova Ss77, fanno riemerge le mai sopite preoccupazioni per le risorse idriche della montagna folignate. La nostra associazione ha sempre manifestato forti perplessità e contrarietà alla realizzazione di un nuovo tracciato per la Ss77, in particolar modo per i rischi connessi al danneggiamento delle riserve idriche e del paesaggio, e tale opinione è stata manifestata con diverse modalità nel corso degli anni. Giova ricordare la diffida presentata a vari enti pubblici nel febbraio 2010 nell'ambito dell'associazione `Oro Blu dell'Umbria’, con la quale avevamo chiesto l'attivazione di tutte le misure tecniche, politiche, amministrative e di controllo finalizzate ad evitare un danno irrimediabile per una delle risorse naturali più importanti."
"Dopo una lunga attesa - continua Anzideo abbiamo finalmente appreso dell'istituzione della commissione di verifica e controllo sui lavori della Ss 77. Nella speranza che tale organo sia entrato appieno nella sua operatività, chiediamo a codesta commissione le esatte cause che hanno determinato l'anomalo riversamento di acque nel fiume Menotre, con conseguente incremento di portata, e del relativo intorbidimento; l'esatta dimensione del fenomeno, in termini di incremento di portata, di materiali dilavati e rilasciati nelle acque superficiali; le misure adottate dalle ditte operanti nei cantieri, dalla società Valdichienti, dalla società Quadrilatero e dagli enti territoriali deputati al controllo, per contenere tali inconvenienti, prevenire eventuali disastrosi aggravi del problema, nonché il ripetersi degli stessi; l'acquisizione e la diffusione dei dati di monitoraggio delle matrici ambientali che, da quanto ci risulta, dovrebbero essere raccolti ed elaborati dai soggetti attuatori del progetto ma che, a tutt'oggi non risultano disponibili per il pubblico"
La Nazione Lunedì 28 Marzo 2011

domenica 27 marzo 2011

Campionato italiano Marathon di mountain bike a Gualdo Tadino

Mancano trentacinque giorni al 1 maggio, giornata particolare per la città, che ospiterà il Campionato italiano Marathon di mountain bike che per la prima volta nella sua storia scenderà al di sotto del Po'. Al di là degli aspetti tecnici della manifestazione organizzata dal Gruppo sportivo Avis di Gualdo Tadino la manifestazione coinvolgerà la città nella sua interezza con diverse manifestazione. Iniziative che sono state presentate venerdì a Perugia nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato - oltre al gruppo sportivo Avis con il presidente Danilo Paciotti e altri esponenti, nonché rappresentanti dell'Avis provinciale e gualdese - gli assessori allo sport della Regione Umbria, Fabrizio Bracco, e della Provincia di Perugia, Roberto Bertini, il sindaco, Roberto Morroni, il presidente nazionale della Federazione ciclistica italiana, Renato di Rocco, del Comitato regionale Umbria Carlo Roscini, del Coni umbro, Valentino Conti. Presente Matteo Minelli della Ecosuntek sponsor ufficiale della manifestazione e, come partner media d'eccezione, Massimiliano Giometti, della Holding Multiplex Giometti Cinema e Carlo Baccarelli, responsabile marketing della Grifolatte. A fare da testimonial della gara Paola Pezzo, due volte campionessa olimpionica, e Hubert Pallhuber, commissario tecnico della nazionale e vincitore nel 1997 del titolo mondiale Cross country.
"Un sincero ringraziamento alla Federazione ciclistica italiana per aver scelto l'Umbria quale sede della San Pellegrino Marathon 2011 di Mountain Bike"
, è stato espresso dall'assessore regionale allo sport Fabrizio Bracco.
"i territori di Gualdo Tadino e degli altri Comuni umbri toccati dalla manifestazione - ha detto Bracco- costituiranno uno scenario ideale per la più importante gara italiana di questa specialità che per la prima volta si disputa nel centro-Italia. É una ulteriore occasione per far conoscere l'Umbria vera in tutte le sue caratteristiche ad un pubblico che tradizionalmente unisce e fonde insieme i valori dello sport con quelli della passione per il paesaggio naturale."
"Siamo orgogliosi di ospitare nella nostra provincia la San Pellegrino Marathon 2011, valida come prova per i campionati italiani di mountain bike. Gualdo Tadino - ha dichiarato l'assessore allo sport della Provincia di Perugia Roberto Bertini - sarà teatro di una gara importantissima e ospiterà tanti sportivi provenienti da tutta Italia. Questa è un'occasione di promozione turistica, l'occasione di far conoscere i nostri prodotti tipici, di far apprezzare i piccoli borghi che fanno della nostra regione una terra ideale per eventi di questo tipo."
"Il Campionato italiano di mountain bike - ha detto il sindaco Morroni - rappresenta per Gualdo Tadino motivo di orgoglio e di vanto e una straordinaria occasione di promozione per il nostro territorio. É un appuntamento al quale ci stiamo preparando al meglio e che, nei nostri propositi, dovrà essere il viatico per affermare di Gualdo Tadino quale capitale della mountain bike del centro Italia."
La partenza del Campionato italiano mountain bike, San Pellegrino Marathon 2011 è prevista il primo maggio alle 9,30 in piazza Martiri della Libertà, dove nel pomeriggio si terranno le premiazioni ufficiali di tutte le categorie. La gara prevede un calendario di eventi collaterali: il 29 aprile alle 15,30 alla Rocca Flea si terrà la presentazione del Campionato italiano Marathon Mtb 2011, San Pellegrino Marathon; il Forum Nazionale "Lo Sport unisce l'Italia", alle 16,30 e alle 21 il "Galà della Marathon". Sabato 30 aprile, dalle 16 alle 22 e domenica primo maggio dalle 8,30 alle 23, si svolgerà "HospitalityVillage"; a partire dalle 9.30 si terrà il "mercato tricolore", con aree espositive dedicate alla promozione e vendita di prodotti e servizi suddivisi per categorie merceologiche: bianca (tecnica), verde (ambiente ed energia), rossa (enogastronomia, prodotti del territorio), a cui si aggiunge l'area ospiti "regioni italiane"; sarà infine possibile partecipare alle escursioni turistiche della Marathon Tour. La sera del 30 aprile, grazie ad appositi collegamenti, si potrà assistere ad una delle feste più antiche in Italia, ovvero il Maggio di San Pellegrino
Corriere dell'Umbria Domenica 27 Marzo 2011

sabato 26 marzo 2011

Tourist card 2011 a Gualdo Tadino

Torna anche per il 2011 la Tourist Card ovvero lo strumento proposto dall'Amministrazione comunale che consente ai visitatori della città di ottenere degli sconti presso gli esercizi commerciali e le strutture convenzionate. L'iniziativa è stata riproposta nei giorni scorsi nel corso di un incontro in sala consiliare cui hanno partecipato diversi titolari di esercizi commerciali e artigianali, tra cui anche chi aveva aderito nel 2010. A presentare la Tourist Card 2011 il sindaco Roberto Morroni, l'assessore allo sviluppo economico e turismo, Giuseppe Pompei, il presidente di Confcommercio, Aurelio Pucci, il presidente dell'Associazione Riflessi, Franco Salvia, il direttore del Polo Museale cittadino, Catia Monacelli. Tra le informazioni fornite nel corso dell'incontro anche il numero dei pagamenti che hanno visto interessata la Tourist card, circa duecento.
"Eravamo già soddisfatti del lancio della prima Tourist Card - commenta l'Assessore Pompei - a questo si aggiunge il positivo atteggiamento manifestato dagli esercenti nell'ultimo incontro, unito all'importanza degli eventi in programma nel nostro comune per il 2011. Tra questi il weekend pasquale, il Campionato Italiano di Mountain Bike, il convegno del Patto dei Sindaci e i numerosi altri appuntamenti previsti a partire dal prossimo mese di aprile. Tutto ciò e molto altro, ancora in fase di elaborazione, ci fa ben sperare in un successo dell'iniziativa anche per questo anno."
Gli esercenti che desiderano entrare a far parte del circuito della Tourist Card per l'anno 2011 possono ritirare i moduli in Comune presso l'Ufficio i Care Economia. Il termine ultimo per l'ingresso al circuito è fissato per sabato 2 aprile. Ulteriori informazioni possono essere acquisite telefonando allo 075-9150274 oppure allo 075-9150277, o via email a serviziostampa@tadino.it
"La banca dati acquisita nel corso della distribuzione della card lo scorso anno, quindi i vari turisti che hanno lasciato traccia del loro passaggio in città, verranno informati dei prossimi eventi in calendario tramite mailing list"
fanno sapere dal Comune
Corriere dell'Umbria Sabato 26 Marzo 2011

giovedì 24 marzo 2011

La scultura di Andrea Roggi nel Parco della Scultura di Castelbuono

Sabato 26 marzo, alle ore 17, nella frazione di Castelbuono, verrà installata la prima delle sette sculture che renderanno estremamente interessante il percorso che da Piandarca, attraverso paesaggi di rara bellezza, raggiunge il borgo medievale di Castelbuono. L'opera in questione, dell'artista toscano Andrea Roggi, è stata realizzata con la tecnica della fusione a cera persa. Si tratta di una forma figurativa che rappresenta due corpi, uno maschile e l'altro femminile, che si innalzano fino a diventare una pianta di olivo. La suggestiva composizione è stata scelta dall'artista bevanate Paolo Massei e sarà posizionata all'ingresso di Castelbuono. Il lavoro di Andrea Roggi permetterà al visitatore di contaminarsi con l'ambiente esterno, con la storia, la tradizione e gli usi ed i costumi della gente del posto. L'evento è parte integrante del più ampio progetto del "Parco della Scultura di Castelbuono"ideato e promosso dal Comune di Bevagna e dalla Pro Loco di Cantalupo e Castelbuono. Per gli organizzatori
"questo appuntamento culturale è l'esempio di come un sogno si possa trasformare in realtà, andando ad aggiungere un'altra perla in uno scrigno già di per sé ricco come lo è tutto il territorio bevanate."
A conferma della validità dell'iniziativa gli stessi organizzatori ricordano che nel 2010, presso la scuola di specializzazione in storia dell'arte della Università degli studi di Firenze, con una tesi intitolata
"Il Parco della Scultura di Castelbuono, Arte Natura e Spiritualità"
, si è laureata la dottoressa folignate Lisa Maggiolini che ha ricevuto molti ringraziamenti e apprezzamenti da parte della Pro Loco di Cantalupo e Castelbuono. Alla manifestazione hanno collaborato il circolo Arci di Bevagna, la Pro Loco di Bevagna, la Pro Loco di Torre del Colle e la sezione Anpi di Bevagna.

Giovedì 24 Marzo 2011

domenica 13 marzo 2011

Proroga dei termini per le offerte della Merloni

Sulla vertenza della Antonio Merloni, che per l'Umbria interessa lo stabilimento di Colle di Nocera, ci sono novità. I commissari Massimo Confortini, Silvano Montaldo e Antonio Rizzi, hanno prorogato al 28 marzo i termini della consegna delle offerte migliorative vincolanti per l'acquisto dei marchi di titolarità dell'azienda in amministrazione straordinaria. Interessati all'acquisto sono la cordata cinese Nanchang Zerowatt Electronic Group e gli iraniani della Mmd. I cinesi hanno partecipato al bando per le manifestazioni di interesse all'acquisto dell'Antonio Merloni presentando un'ipotesi di offerta per tutti e tre gli stabilimenti (uno da trasformare in centro ricerca, un altro in outlet di prodotti elettronici). Anche la Mmd (con capitali a Dubai) ha risposto al bando, con una pre-offerta per l'intero perimetro industriale del gruppo. I commissari tuttavia avevano sollecitato entrambe le cordate ad approfondire i rispettivi piani industriali e occupazionali, presentato garanzie finanziarie a supporto. Intanto, però, le preoccupazioni restano.
"Le preoccupazioni riguardanti la procedura di vendita degli stabilimenti rimasti invenduti della Merloni si sono concretizzate in conferme di ciò che da tempo abbiamo denunciato: non c'è la volontà da parte di tutti i soggetti interessati a lavorare per la cessione in continuità."
É la posizione del Comitato dei lavoratori dello stabilimento di Colle. La cessione in continuità,

"rappresenta la soluzione meno dolorosa in termini ri-occupazionali per i 2.240 lavoratori e per l'economia dell'intera fascia appenninica Umbro-marchigiana.
Una soluzione diversa da quella della cessione a favore di un grande gruppo industriale in grado di reinvestire nell'intero perimetro significherebbe - prosegue il Comitato - la perdita della quasi totalità dei posti di lavoro, con un impatto socio-economico che assumerebbe dimensioni devastanti per le regioni Umbria e Marche. É perciò incomprensibile che si stia cercando di tagliare i tempi alle due proposte internazionali già formalmente pervenute, quella iraniana della Mmd, e quella della g8 Spa, società di cui fanno parte la Otto Italia, e come socio di maggioranza, la Nanchang ZeroWatt Electronics Group."

Il Messaggero Venerdì 11 Marzo 2011

sabato 12 marzo 2011

Con i minuti contati - Festival Internazionale del Cortometraggio edizione 2011: via alle iscrizioni

L'a.s.c. "La Vigna delle Idee" è lieta di comunicare che sono aperte le iscrizioni per partecipare alla seconda edizione di
"Con i minuti contati - Festival Internazionale del Cortometraggio"
Per iscriversi è sufficiente leggere il bando di concorso e compilare la domanda di iscrizione, entrambi reperibili sul sito www.coniminuticontati.com
La manifestazione ha ottenuto i patrocini del Ministro della Gioventù, dell'Ambasciata di Francia a Roma, della Regione Umbria, della Provincia di Perugia, del Comune di Montefalco e dell'Alliance Française.
Il Festival torna quindi dopo il successo della prima edizione (14-18 luglio 2010), che ha visto la partecipazione di circa 200 cortometraggi provenienti dall'Italia, ma anche da Francia, Portogallo, Polonia, Inghilterra, Belgio, Ucraina, Turchia, Argentina, rivelandosi fin da subito un'occasione importante per il confronto con culture, punti di vista e tematiche diverse, portate davanti ai nostri occhi dagli abilissimi registi che hanno voluto mandarci le loro opere.
Anche la stampa si è interessata moltissimo a "Con i minuti contati": numerosi articoli e servizi su quotidiani e reti televisive locali hanno seguito passo passo l'evoluzione del Festival, che è stato inserito da "Il Venerdì" di Repubblica tra i migliori festival dell'estate 2010. Fondamentale è stato anche il ruolo che la rete ha ricoperto, contribuendo a donare al Festival Internazionale del Cortometraggio una maggiore visibilità.
La nostra speranza è quella di poter replicare e superare gli eccellenti risultati ottenuti lo scorso anno, puntando ancora con più forza a coinvolgere in questa nuova avventura tutti quegli artisti che credono nel cortometraggio come strumento espressivo imprescindibile e come mezzo per veicolare le sensibilità, gli interessi e i temi che stanno a cuore a quanti, in modo amatoriale o professionale, si cimentano in questa emozionante forma d'arte.

Sabato 12 Marzo 2011

venerdì 11 marzo 2011

Più aziende biologiche del folignate

É in crescita il numero delle aziende biologiche del folignate: erano 168 nel 2008, sono passate a 192 nel giro di un anno.

Numeri riportati dal sito www.piazzabio.it che ha rielaborato i dati del Sinab e ha suddiviso, poi, il territorio dell'Umbria in 12 comprensori. La realtà della Valle Umbra Sud (Bevagna, Foligno, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi, Valtopina) si inserisce in un quadro regionale fatto di 1.377 aziende. Uno sguardo di dettaglio per la Valle Umbra Sud che tra le aziende riportate nell'elenco regionale degli operatori dell'agricoltura biologica indica (nel 2009) 77 con tutta la produzione certificata biologica, 46 che stanno convertendo la loro produzione in biologico, 43 "miste" cioè che in parte producono col metodo biologico e in parte col metodo tradizionale e 26 che esclusivamente trasformano o preparano prodotti certificati biologici. Nel totale delle 192 aziende sono ricomprese 13 con produzione, esclusiva o no, zootecnica.

Una tendenza indicatrice non solo della innalzata sensibilità ambientale nelle imprese ma anche della crescente domanda di un mercato sempre più "affamato" di prodotti affidabili (e per quanto possibile di provenienza italiana). Un processo nel quale si inserisce il progetto di Piazzabio. it, piattaforma digitale dove s'incontrano la domanda e l'offerta con lo scopo di incentivare la diffusione dei prodotti biologici con il criterio della filiera corta. Sempre per quello che riguarda il folignate, Piazzabio riporta le schede con ulteriori dati di 32 aziende produttrici, quelle che hanno risposto positivamente alle sollecitazioni provenienti dalla redazione

La Nazione Giovedì 10 Marzo 2011

mercoledì 9 marzo 2011

Nocera Umbra e le Terme della Sorgente del Cacciatore

Qualcuno ancora si ricorda della "Ferro china Bisleri", il ricostituente e digestivo antesignano di molti integratori di oggi. Quella bevanda medicinale, tutt'ora in vendita, anni fa veniva prodotta a Nocera Umbra, utilizzando le acque della sorgente del Cacciatore, detta anche del Centino. Un'acqua - quella della fonte - ricca di ferro e con altre importanti proprietà che di fatto ne fanno un bene preziosissimo e certificato da numerose analisi scientifiche. Ma nella frazione di Schiagni, 530 metri sul livello del mare e distante cinque chilometri da Nocera Umbra, c'è anche dell'altro. Molto altro. Delle argille bianche pregiate che vengono utilizzate per la cosmesi e, soprattutto, un centro termale incompiuto e abbandonato da anni.
Una struttura costruita nei pressi della sorgente e che venne ristrutturata prima del terremoto del `97. Poi le scosse sismiche, l'edificio che cede e finisce nel dimenticatoio. Quattordici anni di totale oblio. Ignorato nei fondi per la ricostruzione, dimenticato dall'amministrazione comunale. Almeno fino a qualche tempo fa. A Nocera la voce corre da mesi, qualcuno si sta interessando alla sorgente del Cacciatore. E la conferma arriva dalla Provincia.Interpellato sull'argomento, l'assessore al Patrimonio Piero Mignini conferma:
"Stiamo definendo con il Comune di Nocera un progetto che entro un mese diventerà un bando pubblico. L'obiettivo è quello di creare un centro termale, delle strutture ricettive e dare il via libera all'imbottigliamento dell'acqua della sorgente."

Massimo riserbo sui dettagli del bando ancora in fase di elaborazione, ma qualcosa comincia a trapelare.Sono state già definite le linee guida del progetto che permetterà di realizzare uno stabilimento termale nel complesso della fonte del Centino. La Provincia ha acquisito dal Comune la maggioranza delle quote azionarie della società che gestisce il complesso (superficie di oltre 2mila metri quadrati), per un cifra minima: poco più di 40mila curo. I due Enti intendono creare un vero e proprio centro termale con beauty farro, struttura alberghiera (conuna ventina di stanze), servizio di ristorazione, vasche con le acque termali, strutture per saune, fanghi, massaggi e percorsi di benessere. Ma anche aerosolterapia e idroterapia.Non solo. Nel bando verrà prevista la possibilità di sfruttrare la sorgente del Centino per l'adduzione della preziosa acqua e il suo imbottigliamento.
L'idea è quella di mettere sul mercato un prodotto di nicchia, nessun imbottigliamento industriale quindi. Allo stesso modo verrebbe ad essere utilizzata la terra presente nella zona, ovvero quell'argilla bianca che in passato veniva addirittura venduta in piccole e costosissime confezioni. Il piano è ambizioso, valorizzare un complesso pregiato che, rimesso a nuovo e reso funzionale, ha un valore commerciale - secondo le stime - di oltre 10 milioni di euro. Comune di Nocera e Provincia ci credono, si tratterebbe di un'operazione in grado di creare la prima struttura termale regionale di queste dimensioni e soprattutto con queste caratteristiche.

Andrea Luccioli

Il Giornale dell'Umbria Mercoledì 9 Marzo 2011

domenica 6 marzo 2011

Il Duca de Leyra e la crisi del Sagrantino di Montefalco

Per arginare la crisi del Sagrantino e guardare oltre, il Consorzio di Tutela sta cercando di mettere insieme una cordata di esperti per la gestione dell' emergenza. Si sussurra che abbia già fatto visita alle cantine e alle vigne umbre il Duca de Leyra, accompagnato dalla consorte Isabella, noto imprenditore vitivinicolo spagnolo con interessi anche in Italia e segnatamente in Sicilia. De Leyra ha un curriculum di tutto rispetto e, a giudizio di molti, è l'uomo giusto nel momento giusto. Marco Caprai, che guida la cantina leader del Sagrantino, appresa la notizia ha commentato:
"Mi sembra una buona iniziativa. In questi anni il patrimonio di Montefalco e del Sagrantino è stato male utilizzato e in parte disperso, ci vuole un esperto che sappia come gestire la roba, siamo al salvataggio in zona Cesarini.E chi meglio di De Leyra? Lui sì che se ne intende di come portare a compimento patrimoni che prima sono stati accumulati con avidità, ad esempio speculando sui terreni agricoli, costruendo cantine inutili, immaginando un mercato potenziale inesistente, sperando di lucrare consensi politici a prezzo di saldo, e poi si disperdono per eccesso di tracotanza, carenza di lungimiranza e disprezzo delle regole."
Del resto il presidente del Consorzio per nascondere i tanti errori gestionali aziendali ha tentato in questi giorni due mosse in rapida successione. La prima quella di ottenere la distillazione di crisi che la Regione Umbria ha negato, la seconda la richiesta sempre alla regione, arrivata proprio ieri, dello stato di crisi del Sagrantino e sulla quale l'Assessore Regionale sta meditando. Sono provvedimenti appunto in zona Cesarini. In particolare la richiesta della distillazione di crisi, con un costo stimato approssimativo per la Regione e gli agricoltori di 1,5 milioni di curo, richiesta avanzata alla chetichella. Prima si è detto che bastavano mille ettolitri, giusto per dare fiato a un paio di cantine cooperative, poi il quantitativo è lievitato fino a circa 10 mila ettolitri di vino e per fortuna che si trattava delle annate fino alla 2007 lasciando fuori la 2008, la 2009 e la 2010 se no chissà dove saremmo arrivati. Il Sagrantino sta messo così male? Forse, ma è probabile che in molti abbiano fiutato l'affare: dati i listini della Camera di Commercio il prezzo corrisposto a chi avesse avviato il "vino" di chissà quale qualità alla distillazione sarebbe stato di circa 1,6 curo al litro contro i 20130 centesimi del resto d'Italia. Se accettata la distillazione avrebbe messo in ginocchio i fondi agricoli della Regione per l'0CM Vino, che invece di essere utilizzati per la promozione e la ristrutturazione del comparto, sarebbero stati ancora una volta utilizzati per interventi a pioggia. La regione Umbria ha stoppato questo intervento. Al presidente del Consorzio di Montefalco non è rimasta a questo punto che la disperata mossa successiva: alzare ancora la posta in palio e chiedere alla regione lo stato di crisi della denominazione. E sperare nell'intervento di esperti come appunto De Leyra, abilissimo nella liquidazione di patrimoni. Ma a questo punto a Montefalco sono molti a chiedersi se il Don Gesualdo che pare aver governato sin qui il sistema vino di Montefalco non debba abdicare.
"Sono convinto afferma Marco Caprai che ci sia la possibilità di arginare questa crisi, ma è necessario che ora si faccia chiarezza sui conti del Consorzio, sulla gestione della Denominazione, sugli errori gestionali aziendali e che vi sia piena assunzione di responsabilità di chi ha speculato su un patrimonio comune come quello del Sagrantino. Il presidente del Consorzio di Tutela gestore della Denominazione nel momento stesso in cui chiede lo stato di crisi deve obbligatoriamente presentare le sue dimissioni.Deve essere azzerato tutto il consiglio e serve un piano strategico di consolidamento e di rilancio del Sagrantino. La Regione stessa non può chiamarsi fuori da questa crisi. Ha fatto bene a respingere la richiesta della distillazione, ma ora deve prendere atto che l'albo viticolo è stato chiuso con ritardo, che non c'è stata programmazione, che sono rimasti inascoltati i pareri, autorevoli, di chi andava predicando moderazione nella gestione del Sagrantino. Com'è possibile che dieci anni fa appena la Fondazione Agnelli certificasse questo territorio e il suo vino come un caso unico di successo nel panorama vitivinicolo mondiale e oggi siamo alla richiesta dello stato di crisi? Mi voglio augurare che l'Assessore all'Agricoltura per prima intervenga con parole chiare e nette per pretendere l'azzeramento del Consorzio e una trasparente lettura delle responsabilità pregresse. Qui sono in gioco non solo le sorti dei vignaioli, gli investimenti multimilionari fatti dal pubblico quanto dal privato, è in gioco tutto il territorio e il suo futuro: dal turismo all'agricoltura passando per la cultura, Montefalco e il vino Umbro rischiano seriamente un pesante contraccolpo. Per parte mia - conclude Marco Caprai sono prontissimo a fare la mia parte, ciò vuol dire che sono pronto ad iscrivere la mia azienda al Consorzio fin da domani e a condividere le dolorose scelte di programmazione che i produttori saranno chiamati a fare, ad impegnarmi direttamente in prima persona cosa che per anni mi è stata impedita nel rilancio del Sagrantino, di Montefalco e dei vini Umbri. Ma a condizione che vi sia un totale azzeramento delle scelte scellerate compiute nel passato, un totale rinnovamento nella gestione, nella funzione del Consorzio e un intervento della Regione che prenda atto degli errori compiuti e ponga in essere un progetto, concordandolo con i produttori e con il territorio, scelte queste irrimandabili per il rilancio del Sagrantino e del vino Umbro. A cominciare dal ridimensionamento della capacità produttive, per giungere ad una nuova, forte e mirata politica promozionale tesa ad assicurare valore e canali distributivi al Sagrantino e ai vini Umbri.Diversamente toccherà a De Leyra compiere la sua missione e cioè "dissipare la roba".
Corriere dell'Umbria Sabato 5 Marzo 2011

mercoledì 2 marzo 2011

No alla Bioraffineria

Come era facile prevedere si sviluppa in città il dibattito intorno alle proposte emerse durante l'I Care e relative alla possibilità di centrali a biomasse e allo sviluppo del bioetanolo di seconda generazione. A riproporre il tema è il comitato "Pro Acqua Gualdo" che già in occasione dell' incontro di sabato scorso aveva sollevato alcuni dubbi e che, con un proprio intervento afferma che non si lascerà intimorire nella propria battaglia per l'ambiente. Pro Gualdo inizia a domandarsi che cos'è questo mega impianto di cui si parla e cosa comporta.
"Con un vecchio repertorio di marketing violento della politica, un solo e brevissimo intervento sul progetto ë bastato a definire i cittadini che osano pensare troppo e porsi le dovute domande: oppositori dello sviluppo"
, è la critica che dal Pro Acqua rivolgono al sindaco Roberto Morroni rispetto al suo intervento conclusivo dell'I Care.Dal comitato sottolineano di essere a conoscenza del progetto di una mega bioraffineria per la produzione di 40mila tonnellate anno di bioetanolo da ottenersi da circa 500mila tonnellate di materiale anno di origine biologica (principalmente paglia, canna, robinia ecc), ottenuti da non meno di quattromila ettari di terreni coltivati a scopo. In questo senso dal comitato gualdese fanno sapere che delle due domande di accesso al finanziamento partite dall'Umbria per la Banca europea degli investimenti una era per Nera Montoro, polo chimico dimesso, ed una per Gualdo Tadino.
"Entrambe giudicati siti idonei per la produzione di biocarburanti di seconda generazione, secondo il progetto del prof. Franco Cotana", sostengono dal Pro Acqua. "Impianti del genere non s'improvvisano dall'oggi al domani e nessun imprenditore o gruppo di imprenditori intelligente porterebbe avanti un progetto da più di 10 milioni di curo senza che l'amministrazione ne fosse a conoscenza e lo avesse incluso nel proprio piano di sviluppo"
, si chiedono i membri del Comitato domandandosi anche perchè tale progetto è stato "nascosto" visto che
"l'amministrazione comunale ci ha detto di non saperne nulla fino al giorno prima dell'evento."
Fanno notare dal Pro Acqua che nel suo intervento Franco Cotana ha illustrato il progetto ed in risposta ad una precisa domanda del comitato non ha che potuto confermare l'esistenza del piano per Gualdo Tadino: la richiesta per il finanziamento del progetto è stata inoltrata dalla ditta Mossi&Gisolfi, insieme ad altre nove imprese locali, tra cui la gualdese Ecosuntek. Dal Pro Acqua fanno notare che la stessa Mossi&Ghisolfi vuol mettere in esercizio un analogo progetto in una città a vocazione chimica, Crescentino (Vercelli) dove i cittadini insorgono. Vista la complessità della materia dal Pro Acqua hanno deciso che a breve sarà organizzato un convegno di esperti dall' Università di Padova sui problemi legati all'agricoltura massiccia di colture dedicate.Dal comitato affermano che alla città sarà chiesto di "sfruttare l'acqua all'osso", si avranno
"pericolose emissioni, inquinamento di aria, terreni ed acqua, rischi perla salute, cancellazione della biodiversità, tir che trasportano materiale di giorno e di notte per 365 giorni all'anno per l'inseguimento di una non sostenibile produzione di bioetanolo"
"Gualdo non sarà terra da depredare per l'ennesima volta. La confidenza dei nostri politici è nell'ignoranza della popolazione e la lorosperanza è chele sommarie rassicurazioni sulla assoluta innocuità e sicurezza di un impianto che produce energia da fonti rinnovabili, siano sufficienti a garantire i profitti degli investitori, lasciando i gualdesi ad un destino ancor più triste delle previsioni"
, concludono dal comitato Pro Acqua Gualdo
Corriere dell'Umbria Mercoledì 2 Marzo 2011

Gualdo Tadino la Silicon Valley energetica umbra?

I tre obiettivi lanciati nel corso dell'iniziativa "i Care" - energie rinnovabili, marketing urbano e albergo diffuso - sono stati affidati rispettivamente agli interventi del responsabile del progetto "Sustainable lite opportunity", Tommaso Onofri, del promotore del centro commerciale Amatelica di Matelica, Fabrizio Massari, e - con un contributo video - del sindaco di Forgaria nel Friuli Pierluigi Molinaro. Prima di loro i docenti universitari Roberto Segatori e Franco Cotana, che hanno una convenzione con il Comune in ambito "i Care", hanno fatto i loro interventi.Segatori, ricordando i due "i Care" precedenti, ha riconfermato la necessità di pensare il rilancio economico gualdese attraverso un approccio "olistico e di rete", con una rete pensata in grande. Il professore ha sottolineato la propensione storica della ceramica gualdese a mettersi insieme (ma anche a dividersi) per ribadire la necessità di fare sistema di creare rete, portando ad esempio l'albergo diffuso, e lanciato un messaggio agli imprenditori
"l'amministrazione non deve fare tutto, occorrono anche imprenditori e associazioni."

Animato l'intervento di Franco Cotana che ha dapprima illustrato i primi dati sul fabbisogno energetico per passare poi a quelle che sono le proposte ovvero eolico (micro, mini e grande), fotovoltaico, recupero del calore dei forni delle ceramiche, biomasse e bioetanolo di seconda generazione. Per quest'ultimo aspetto Cotana ha ipotizzato due poli, uno nel Ternano e uno nel Gualdese, citando un brevetto di un'azienda piemontese per la realizzazione di questi impianti. E qui c'è stato l'intervento dei rappresentanti del comitato Pro Acqua, che hanno contestato proprio queste due soluzioni, biomasse e bioetanolo, definendole  "a impatto ambientale devastante."

Il tema delle biomasse, di cui si parla da tempo - con la novità del bioetanolo di seconda generazione - e che sicuramente, come il dibattito non previsto di sabato ha dimostrato, è destinato a generare discussioni anche se ancora concretamente nulla è stato presentato. Tant'è che proprio nella sua replica Cotana ha aggiunto di essere pronto a ritirare la proposta per il bioetanolo di seconda generazione. Un aspetto quello delle energie alternative che nel suo intervento conclusivo ha visto impegnato anche il sindaco Roberto Morroni che ha indicato il distretto agro-energetico insieme agli spunti su fotovoltaico-eolico-biomasse non escluse ma con attenzione alla salvaguardia ambientale e tutela della salute, le strade

"per fare di Gualdo Tadino la Silicon Valley energetica umbra."
Fabrizio Massari ha illustrato l'esperienza di Matelica di come i commercianti del centro storico hanno combattuto contro "i campioni del mondo" della grande distribuzione non puntando solo su qualità e cortesia ma anche sui grandi eventi chiudendo con un'indicazione
"il centro storico vive solo se vive il commercio."
Sicuramente suggestivo e stimolante l'intervento di Tommaso Onofri che ha parlato del distretto agricolo energetico, un progetto che ha vinto nel 2009 il primo premio della Comunità europea e che ha dato disponibilità ad affrontare lo stesso progetto nel territorio gualdese
Corriere dell'Umbria Martedì 1° Marzo 2011