sabato 24 ottobre 2009

Il fotovoltaico fa bene anche al bilancio del Comune di Gualdo Tadino

A margine della conferenza stampa relativa a Tarsu, Ici e Tosap, parlando dell'abolizione di quest'ultima a partire dal 2010 per i passi carrabili, il sindaco Roberto Morroni ha indicato tra l'altro i fondi da reperire, per la copertura del mancato incasso, con le energie alternative e in particolare il fotovoltaico.
Il sindaco ha indicato in dieci progetti già pronti per la collocazione di tetti fotovoltaici su altrettanti edifici di proprietà pubblica, uno dei primi passaggi che consentiranno - sin dalla prossima estate - di avere un risparmio dovuto ai minori costi per l'energia elettrica e, parallelamente, un maggiore incasso derivante da royalty dovute per l'utilizzo dei tetti. I progetti - ha spiegato il sindaco Morroni - riguarderanno edifici di proprietà comunale come il mattatoio, la rimessa dei mezzi comunali, la palestra della scuola media, il centro socioriabilitativo Il Germoglio - quest'ultimo sarà sottoposto anche ad altri interventi funzionali - gli edifici del Comune a Sassuolo (San Pellegrino), il palazzetto dello sport Luzi, le scuole di Cartiere e la Domenico Tittarelli di viale don Bosco, e nelle altre scuole dove sarà possibili istallarli. Il tutto con l'obiettivo, ha dichiarato il primo cittadino gualdese, di renderli operativi entro l'estate 2010.
"Avevamo dichiarato già in fase di campagna elettorale che Gualdo Tadino doveva diventare un polo di eccellenza delle energie rinnovabili e stiamo portando avanti questo progetto. La nostra campagna elettorale è stata incentrata sullo sviluppo di energie alternative e questa scelta, oltre a mantenere fede agli impegni presi, segna indubbiamente una tappa fondamentale nell'azione che il Comune di Gualdo Tadino sta operando nell'ambito dello sviluppo sostenibile. Il progetto rientra nel piano di diffusione del fotovoltaico nel territorio gualdese, che sta interessando anche l'iniziativa privata. Nell'ultima seduta di giunta, infatti, abbiamo approvato progetti di fattibilità della graduatoria tipo b riguardante l'installazione di pannelli fotovoltaici su terreni di proprietà privata: anche su questi impianti il Comune beneficerà di royalties - ha ribadito il sindaco Morroni, facendo intuire che ci sono allo studio altre forme di utilizzo delle energie alternative e rinnovabili. Si tratta di una vera frontiera intorno alla quale il dibattito è acceso da tempo, tanto è che Gualdo Tadino aveva aderito al progetto "20-20-2020", con il quale era stato preso l'impegno di arrivare a quella data con il 20% dell'energia necessaria alla città prodotta da fonti rinnovabili o alternative. Già nei mesi scorsi era stata siglata l'adesione di Gualdo al Convenant dei Sindaci, il patto che regola il progetto 2020. Adesione confermata anche dall'attuale amministrazione comunale. "
Verificheremo successivamente la possibilità di estendere il fotovoltaico anche in altri edifici pubblici e in alcuni parcheggi, su questi ultimi attraverso l'installazione di appositi pannelli ombreggianti che miglioreranno sensibilmente le aree anche dal punto di vista estetico" - conclude il sindaco Morroni

giovedì 22 ottobre 2009

Asta dei vigneti di Montefalco

É un percorso a dir poco accidentato quello delle Opere pie riunite per salvare l'ente dai marosi di cassa che si fanno sempre più minacciosi. Per evitare il naufragio è stato approntato un piano di alienazioni accurato. La notizia dell'ultima ora è che è stato diramato un secondo bando per la vendita all'asta dei vigneti di Montefalco, frutto di una permuta con un appezzamento di San Martino in Colle dove si sarebbe dovuta trasferire l'Ikea, secondo voci che alla fine si sono risolte in nonnulla. In esecuzione della delibera 161 del 1 ottobre firmata dal presidente Frascarelli è stato disposto che
"il giorno martedì 17 novembre 2009 alle ore 10 presso la sede delle Opere Pie Riunite di Perugia – via Campo di Marte 9 Perugia, si procederà alla vendita mediante asta pubblica, ai sensi dell'articolo 73, lettera c, del R.D. 23.05.1924 n. 827, con offerta segreta, esclusivamente in aumento. Il prezzo base d'asta per l'intero complesso è di 2.100.000 euro (duemilionicentomila euro). Gli immobili sono liberi da persone e cose e posti in vendita a corpo con servitù attive e passive, nelle condizioni di diritto e di fatto in cui attualmente si trovano."
"é richiesto - prosegue il bando delle Opere pie - il deposito cauzionale di 210.000 euro pari al 10% dell'importo a base d'asta; tale deposito deve essere versato entro le ore 9,30 del 16.11.2009 all'ufficio economato dell'ente, mediante: somma in contanti o assegno circolare non trasferibile intestato alle Opere pie riunite di Perugia. Il giorno 17 novembre si provvederà in sede pubblica, all'apertura delle buste dando lettura delle offerte pervenute; all'apertura delle buste potranno presenziare i cittadini interessati. L'individuazione dell'acquirente ha luogo in favore di colui che ha presentato l'offerta più favorevole per l'azienda. La gara è valida anche se è stata presentata una sola offerta."
Trenta gli ettari di terreno in ballo, tutti "vitati" a sangiovese, sagrantino e merlot, anche se gli "impianti" delle vigne risalgono agli ultimi tre anni. Secondo alcuni esperti cioè non sarebbero ancora pienamente produttivi. Maggiori informazioni sono reperibili nel sito www.operepieriunite.it alla sezione bandi. Rispetto al prezzo fissato nel primo bando (quello stesso andato deserto) risalente al 9 luglio scorso, sono 200.000 gli euro in meno sulla base d'asta. Proprio di svendite "al ribasso" è l'accusa che il consigliere comunale del Pdl Massimo Perari paventa per quanto riguarda alcune operazioni di alienazione delle Opere Pie. In particolare i riflettori sono puntati sull'affitto di alcuni terreni a San Martino in Campo, avvenuto nei giorni scorsi. Sempre qualche settimana fa alcuni dipendenti avevano fatto trapelare problemi sul fronte del pagamento degli stipendi da parte dell'ex Ipab. Del resto la mission di Frascarelli è quella di risanare l'azienda, dopo anni di operazioni non certo volte al rafforzamento del patrimonio e delle casse
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Martedì 20 Ottobre 2009

lunedì 19 ottobre 2009

Un piano d'impresa per le Officine manutenzione ciclica di Foligno

Il consigliere regionale Enrico Sebastiani (FI-Pdl) interroga la Giunta regionale per conoscere
"quali iniziative intenda adottare affinché Trenitalia elabori un piano d'impresa che utilizzi al meglio le Officine manutenzione ciclica di Foligno (ex Officine grandi riparazioni) per non disperdere un patrimonio che rappresenta ancora oggi – sottolinea il consigliere – un polo di qualità e professionalità industriale e socio-economico, oltre ad esprimere l'identità e la storia di una città e di una regione intera."
"Fino a poco tempo fa – spiega Sebastiani – le Ogr di Foligno svolgevano attività di riparazione delle locomotive tradizionali e di nuova generazione, mentre oggi per scelta effettuata con il Piano industriale si occupano soltanto di riparazione dei componenti elettronici, elettrici e meccanici che vengono installati nelle locomotive direttamente presso i depositi nazionali di Trenitalia. Il personale, inoltre, è calato da 1.400 unità alle 500 attuali, mentre il 31 dicembre prossimo altri 50 lavoratori saranno collocati a riposo. Si tratta – aggiunge – di un personale operativo altamente specializzato, che opera in una struttura di grande qualità con tutte le attrezzature necessarie e 35mila metri quadrati di locali a disposizione. Perciò è necessario un piano d'impresa che possa utilizzare al meglio le Officine di Foligno – conclude Sebastiani – per non disperdere il patrimonio di professionalità acquisito, oltre che un polo industriale che esprime identità e storia della città e di tutta la regione."
Acs Red//
Regione Umbria Lunedì 19 Ottobre 2009